“Streets of Minneapolis”: l’urlo di giustizia di Bruce Springsteen

Bruce Springsteen è tornato. Ma questa volta non per un nuovo disco ma per una canzone scritta di getto. La spinta che ha portato il boss a pubblicare “Streets of Minneapolis” sono le vicende succedute nell’omonima cittadina del Minnesota. Nello specifico l’uccisione di Alex Pretti e Renne Good per mano di agenti della United States Customs and Border Protection a Minneapolis.

“Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e ve la pubblico oggi in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo sulla città di Minneapolis”, ha dichiarato Springsteen in un comunicato. “È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good. Stay free, Bruce Springsteen”

Telegrafico, immediato. Ricorda molto l’incipit della canzone Know Your Rights dei Clash:

This is a public service announcement..with guitar.

Quella canzone trattava ironicamente sul diritto negato ai poveri e ai diseredati. Joe Strummer come il primo Bob Dylan, Woody Guthrie, Phil Ochs, John Lennon. Cantori che hanno usato l’arte per parlare direttamente al popolo. Nelle loro mani solo una chitarra definita da Woody Guthrie una macchina ammazzafascisti.

Nei momenti in cui protestare sembra necessario, chi protesta ha bisogno di modi per sentirsi incoraggiato“, afferma James Sullivan. Autore di “Which Side Are You On?: 20th Century American History in 100 Protest Songs”. “Il motivo per cui cantiamo durante le proteste è che rafforza il senso di comunità e rafforza il morale. È un modo per unire tutti”.

Springsteen come Guthrie

Ricordiamo che Bruce Springsteen nella sua carriera ha denunciato altre volte le ingiustizie in atto nel suo paese. Uno dei suoi dischi più scarni e scuri come Nebraska era intriso di storie di falliti e diseredati. Ha dato voce agli emarginati incarnando quello spirito vicino a Guthrie.

Ma esempi ancora più diretti rimangono “The Ghost Of Tom Joad” sull’America della Grande Depressione durante la crisi economica globale. “American Skin 41 Shot” ispirata all’uccisione di Amadou Diallo, un immigrato guineano disarmato colpito da 41 colpi della polizia di New York nel 1999. Il brano affronta il razzismo, la brutalità poliziesca e la paura dei genitori neri nel crescere i propri figli in America. E forse questa canzone oggi è più attuale che mai in USA.

Bruce Springsteen nobilita questa tradizione in maniera diretta. Venerdi 30 gennaio lo ha fatto proprio sul palco del First Avenue, la famosa e frequentata sala concerti nel cuore di Minneapolis. Un concerto di beneficienza a sostegno delle famiglie di Renee Good e Alex Pretti organizzato da Tom Morello. Bruce è salito sul palco come ospite a sorpresa eseguendo la canzone dal vivo per la prima volta.

Precedentemente Springsteen aveva espresso la sua opinione riguardo l’uccisione di Renèe Good sul palco del Light Of Day, benefit di Red Bank, nel New Jersey.

 “Se credete nel potere della legge e nel fatto che nessuno sia al di sopra di essa”, aveva detto, “se vi opponete a truppe federali mascherate e pesantemente armate che invadono una città americana, usando tattiche da Gestapo contro i nostri concittadini, se credete di non meritare di essere uccisi per aver esercitato il vostro diritto americano a protestare, allora mandate un messaggio a questo presidente, come ha detto il sindaco della città: l’ICE deve togliersi dai cogli*ni a Minneapolis”.

Come ha scritto Massimo Bernardini su Huffpost. Quella di Springsteen non è “una dichiarazione, non un post, non l’indignazione via mass media, ma un gesto d’arte“. La canzone di protesta può essere un detonatore. Se collegata poi a un movimento sociale pacifico, a una forza di reazione che rivendica condizioni di civiltà e rispetto umano. E “Streets of Minneapolis” non solo riaccende l’importanza di quel mezzo ma ridona vitalità a una scena musicale ormai disimpegnata da troppi, lunghi anni.

Ma, sempre citando Bernardini, il finale della canzone recita “ricorderemo i nomi”. Un modo per ricordare vittime innocenti in una canzone che ne nobilita la dignità di esseri umani contro la barbarie di un presidente corrotto. Le canzoni sono un emblema che rimane nel tempo e testimonia un modo diverso di sentire. Non cambieranno il corso della storia, certo, ma sono testimonianze di chi parla direttamente al cuore. Sono segnali che portano alla luce sentimenti di eguaglianza, condivisione e rispetto capaci di parlare alla gente, di smobilitare, se necessario.

La canzone

La canzone descrive proteste e scontri a Minneapolis durante la dura operazione dell’Ice. Gli agenti (citati come «l’esercito privato di Trump») hanno usato violenza contro i cittadini. Il brano racconta la morte di due persone, Alex Pretti e Renee Good. La protesta contro abusi di potere e repressione, accusando le autorità di calpestare diritti e giustificare gli spari. Il testo esprime solidarietà alla città, la resistenza della comunità e il ricordo di chi è morto nelle strade sotto la neve.

Non solo Springsteen

Bruce Sprigsteen non è il solo artista ad essersi schierato contro i brutali metodi di controllo dell’ICE a Minneapolis. Altri artisti hanno fortemente denunciato gli avvenimenti contribuendo con loro composizioni. Il cantautore britannico Billy Bragg ha scritto “City of Heores”, un omaggio ai manifestanti di Minneapolis, in 24 ore. Bragg vuole che i manifestanti “si rendano conto che non sono soli..non sono i primi ad affrontare questa situazione. E quello che stanno facendo è eccezionale.

Durante un concerto in Messico Dave Matthews ha presentato una canzone intitolata “Making It Great”. (“Quindi esci dalla macchina, scendi a terra, per favore. Dammi una ragione per far piovere l’inferno su di te. Rendendolo di nuovo grande. Rendendolo di nuovo grande.”)

Il testo

Through the winter’s ice and cold.
Down Nicollet Avenue,
A city aflame fought fire and ice.
‘Neath an occupier’s boots,
King Trump’s private army from the DHS.
Guns belted to their coats,
Came to Minneapolis to enforce the law.
Or so their story goes,
Against smoke and rubber bullets.
By the dawn’s early light
Citizens stood for justice.
Their voices ringing through the night
And there were bloody footprints.
Where mercy should have stood
And two dead left to die on snow-filled streets
Alex Pretti and Renee Good.

Oh our Minneapolis, I hear your voice.
Singing through the bloody mist.
We’ll take our stand for this land.
And the stranger in our midst.
Here in our home they killed and roamed.
In the winter of ’26.
We’ll remember the names of those who died.
On the streets of Minneapolis

Trump’s federal thugs beat up on.
His face and his chest.
Then we heard the gunshots.
And Alex Pretti lay in the snow, dead.
Their claim was self defense, sir.
Just don’t believe your eyes.
It’s our blood and bones.
And these whistles and phones.
Against Miller and Noem’s dirty lies.

Oh our Minneapolis, I hear your voice
Crying through the bloody mist
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

Now they say they’re here to uphold the law
But they trample on our rights.
If your skin is black or brown my friend
You can be questioned or deported on sight.

In chants of ICE out now
Our city’s heart and soul persists
Through broken glass and bloody tears
On the streets of Minneapolis

Oh our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist.
Here in our home they killed and roamed
In the winter of ’26.
We’ll take our stand for this land
And the stranger in our midst.
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis.
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis.

La traduzione

Attraverso il ghiaccio e il freddo dell’inverno
Lungo Nicollet Avenue.
Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante.
L’esercito privato di Re Trump del DHS
Con le armi allacciate ai cappotti.
È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così raccontano la storia.
Contro fumo e proiettili di gomma
Alle prime luci dell’alba.
I cittadini si sono schierati per la giustizia
Le loro voci risuonavano nella notte.
E c’erano impronte di sangue
Dove avrebbe dovuto esserci pietà.
E due morti lasciati a morire su strade innevate
Alex Pretti e Renee Good.

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata.
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi.
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell’inverno del ’26.
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis.

I criminali federali di Trump lo hanno picchiato
In faccia e sul petto.
Abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giaceva sulla neve, morto.
La loro accusa era di legittima difesa, signore
Semplicemente non credete ai vostri occhi.
Sono il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischietti e telefoni.
Contro le sporche bugie di Miller e Noem.

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Che piange attraverso la nebbia insanguinata.
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis.

Ora dicono di essere qui per far rispettare la legge
Calpestano i nostri diritti.
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
Puoi essere interrogato o deportato a vista.

Nei cori dell’ICE ora in circolazione
Il cuore e l’anima della nostra città persistono.
Attraverso vetri rotti e lacrime di sangue
Per le strade di Minneapolis.

Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata.
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell’inverno del ’26.
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi.
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis.
Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti
Per le strade di Minneapolis.

a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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