Ad esattamente due anni dall’uscita del primo capitolo, tornano sul grande schermo gli animatronici che hanno fatto passare notti insonni a ben più di un videogiocatore: torna in sala Five Nights at Freddy’s con nuovi personaggi e una promessa di terrore.

Quando uscì Five Nights at Freddy’s, il produttore e sceneggiatore Scott Cawthon dichiarò che, se avesse avuto successo, avrebbero realizzato un secondo capitolo. Quel primo film incassò 291 milioni di dollari nel mondo, diventando il film horror con più incassi nel 2023 e il quarto in assoluto per Blumhouse.

Era chiaro, quindi, che un secondo film si sarebbe fatto. Già nel gennaio del 2024, infatti, Josh Hutcherson si fece scappare che il nuovo film era in produzione. La notizia venne confermata qualche mese più tardi dal fondatore della Blumhouse, Jason Blum. Nell’ottobre dello stesso anno venne confermato in toto il cast del primo Five Nights at Freddy’s e solo un mese dopo le riprese ebbero inizio, per poi concludersi nel febbraio 2025.

Durante il Comicon di aprile, Blumhouse rilasciò il primo teaser trailer: 46 secondi che cercavano di creare tensione dando già molte indicazioni su ciò che avremmo visto in sala. Gli animatronic sono tornati, più cattivi di prima e soprattutto fuori da Freddy Fazbear’s.

Non restava che aspettare otto mesi per vedere se quel teaser era il classico “sparo tutte le mie cartucce qui” o se effettivamente ci saremmo trovati davanti a quello che i tanti fan della saga volevano: un film che non snaturasse la natura stessa della saga videoludica, appagando il loro gusto con magari gli stessi spaventi vissuti durante il videogioco. Quale sarà la realtà dei fatti?

Non ho più voglia di pizza

1982, al primo Freddy Fazbear’s: la giornata si svolge come sempre, tra una festa di compleanno e un gruppo di bambini urlanti. Ma quello non è un giorno come tutti gli altri, è il primo omicidio di William Afton, aka Spring Bonnie.

La vittima è Charlotte, una bambina emarginata dal gruppo che si trova lì per la festa di compleanno di una compagna di scuola. Il suo errore è stato quello cercare di salvare il bambino che doveva essere la vera vittima.

Questo flashback si conclude con l’introduzione dell’animatronic cardine del secondo capitolo dei videogame: la Marionetta, il primo nel suo genere, colei che poteva controllare il movimento degli altri personaggi tramite Wi‑Fi. Un unicum mai più ripetuto.

Torniamo ai giorni nostri: è passato del tempo dagli avvenimenti del primo film e vediamo che i nostri protagonisti vivono una vita apparentemente normale. Mike tenta di riappropriarsi della sua vita dopo aver cambiato casa, sua sorella Abby cerca di farsi accettare dai compagni di scuola, ma con un pensiero ai “suoi amici” che non vede da tempo, e Vanessa cerca ancora di superare i demoni del passato.

A sconvolgere questo equilibrio ci pensa però il Fazfest, un evento che, per la prima volta, vuole ricordare gli animatronic e la scia di sangue di William Afton (in pratica un enorme raduno furry intitolato a un serial killer).

Durante questo evento qualcosa si risveglia: è cattiva, assetata di sangue e urla vendetta da ogni chip. Toccherà a Mike, Abby e Vanessa riportare le cose a posto: ci riusciranno?

Un navigar tra buio e fiducia

Alla regia troviamo ancora Emma Tammi che, pur cercando di evolversi nella sceneggiatura, mantiene tutto in equilibrio col film precedente, con gli stessi problemi e difetti della pellicola di due anni fa. Ci troviamo di nuovo davanti a un horror che paura non fa.

I pochi jump scare presenti non fanno sussultare nemmeno il più sensibile degli spettatori e il sangue, che era già poco nel primo Five Nights at Freddy’s, qui è praticamente inesistente. Anche il premere l’acceleratore sulle tinte più psicologiche non sortisce l’effetto scary, anzi: ci lascia quasi con l’amaro in bocca nel finale, con questa necessità di dare un motivo per un terzo capitolo che, ricordiamolo, è già nei pensieri della produzione visti i contratti firmati.

Cosa funziona

Un punto forte del film è senza dubbio la fotografia: ci troviamo finalmente davanti a un “horror” che vive anche di giorno e non solo in mezzo alle tenebre. La scelta di alcune riprese e di alcuni movimenti di macchina rafforza il pensiero che ci troviamo davanti a un “film” e non a una di quelle mille pellicole che vogliono fare il verso ai B‑movie degli anni ’80/’90.

La colonna sonora supporta egregiamente l’ora e 44 minuti, senza però avere mai guizzi di tensione, un vero problema per il genere. Il cast invece se la cava egregiamente, senza cadere nella macchietta, ma sicuramente – come per il primo – inizierà la caccia all’“Hutcherson Meme”, il gioco preferito per i fan del primo capitolo.

Piccola postilla sulla vicinanza tra gioco e film: pur mantenendo i personaggi del secondo capitolo videoludico, a livello di storia ci allontaniamo molto dal videogioco, ed era abbastanza scontato. Ma è piacevole notare come ci siano rimandi alla saga anche nell’utilizzo del PC e nella sua grafica.

In attesa del terzo capitolo

Come il primo capitolo, Five Nights at Freddy’s 2 vive di mancanze. Ci troviamo davanti a una pellicola che vuole essere un horror generazionale, che cerca di unire il mondo cinematografico a quello videoludico, ma non ci riesce mai del tutto: sia perché non spaventa, sia perché è distante dalla saga di videogiochi da cui è tratta (ma ce lo possiamo aspettare se abbiamo mai giocato anche solo una volta a FNAF).

Siamo di fronte quindi a un film godibile, che non farà rimpiangere il tempo passato a guardarlo, ma che porterà a chiederci che genere abbiamo visto. Il cast in toto cerca di sorreggere una sceneggiatura traballante e senza un vero e proprio scopo, se non quello di creare ulteriori capitoli, lasciando in sospeso lo spettatore come le peggiori telenovelas argentine.

Se siete fan della saga sicuramente apprezzerete il lavoro svolto sugli animatronic e su tutto il contorno che li circonda: le ambientazioni sono quanto di più perfetto si possa aspettare avendo giocato ai videogiochi, ma ci fermiamo qui.

Gli horror, sfortunatamente, sono diventati una categoria sempre più commerciale, che ha perso di vista il senso stesso del genere, producendo idee bellissime realizzate come una qualunque commedia di Natale. Non vi pentirete certo di aver visto Five Nights at Freddy’s 2, solo non aspettatevi paura e sangue.

P.S. ricordatevi la scena dopo i titoli di coda, non ve ne pentirete.

Buona visione!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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