Un lunedì da Cani: la band romana scatena l’Estragon Club di Bologna un’ennesima volta durante la quarta e ultima replica sold out del tour “Post mortem”
I Cani ci sono mancati senza ombra di dubbio in questo periodo di pausa ma, probabilmente, anche loro non vedevano l’ora di ritrovare i propri fan. Lo dimostra un live di una qualità nettamente superiore a quella a cui è abituato il pubblico italiano. “I gruppi hipster, indie, hardcore, punk, l’electro-pop, i Cani” mancano da tanto tempo sui giradischi, ma soprattutto sui palchi. Anche i più riluttanti nei confronti del genere o dei continui cambiamenti di stile del gruppo non hanno potuto fare a meno di ammirare entusiasti uno spettacolo unico.
Nell’arco di circa un’ora e mezza, Niccolò Contessa e i suoi fidati compagni hanno passato in rassegna i pezzi più amati della loro discografia. L’ultimo album “Post mortem” ha abbracciato “Aurora”, “Il sorprendente album d’esordio de I Cani” e “Glamour” in una staffetta di brani emotivamente impegnativa come poche. I ritmi più frenetici cedevano continuamente il passo a quelli più delicati creando un’alternanza di emozioni capace di destabilizzare anche i più duri d’animo.

Circa a metà concerto, dopo una breve pausa, “felice” e “f.c.f.t.”, solo ed esclusivamente per qualche minuto, hanno smorzato l’atmosfera entusiasta della sala, non sostenendo il confronto con le loro “compagne di scaletta”. Per il resto, è stato un vero è proprio viaggio sulle montagne russe fatto di balli e pianti, ma anche di una commistione incredibile tra elettronica e cantautorato. I cani hanno celebrato il trionfo dei synth sulla classica forma-canzone nazional-popolare.
I sentimenti più inconfessabili, una critica sociale lucida e severa e versi co un sarcasmo mai particolarmente ostentato trovano posto in un live difficile da dimenticare. All’uscita, un unico interrogativo ha assalito tutti i partecipanti: se e quando potremo riviverlo.
a cura di
Lucia Tamburello

