Presentata a Roma la nuova edizione del TFF: 120 titoli, 3 concorsi e una retrospettiva dedicata a Paul Newman. Tra le presenze internazionali Spike Lee, Daniel Brühl, Jacqueline Bisset e Juliette Binoche
Si è tenuta a Roma il 7 novembre la conferenza stampa di presentazione del 43° Torino Film Festival, in programma dal 21 al 29 novembre.
Un’edizione che promette di coniugare memoria e contemporaneità, con 120 titoli, tre concorsi internazionali, tre sezioni non competitive e una retrospettiva dedicata a Paul Newman nel centenario della nascita.
“È un piacere e un onore rappresentare il Parlamento in questa occasione. Lo faccio con entusiasmo, ormai ho un treno diretto Roma-Torino. Credo che il festival abbia saputo ritagliarsi un ruolo centrale nel panorama nazionale, grazie alle sue interazioni con il cinema italiano. La dedica a Paul Newman è una scelta opportuna: il cinema ha questa capacità evocativa, ci ricorda la potenza e la successione delle immagini nel corso della storia.”
Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera
A raccontarla, davanti a una platea di giornalisti, sono stati Federico Mollicone, Marina Chiarelli, Carlo Chatrian e il direttore artistico Giulio Base, che ha posto l’accento su un’edizione dal respiro autoriale e al tempo stesso accessibile, profondamente segnata da una presenza femminile forte.
“Quando si tratta di cinema siamo tutti competenti, perché vedendo un film partecipiamo con il nostro bagaglio culturale ed emotivo. Questo festival racconta la scoperta e la celebrazione, mette insieme nomi del passato e del presente, ed è profondamente legato alla città di Torino e alla sua cultura. Oltre alla grandiosa apertura del 21 novembre al Teatro Regio, presentiamo un programma di tutto rispetto.”
Carlo Chatrian, Direttore del Museo Nazionale del Cinema
La serata inaugurale, il 21 novembre al Teatro Regio, sarà condotta da Laura Chiatti, mentre la chiusura, il 29 novembre al Cinema Massimo, ospiterà l’anteprima italiana di Nuremberg di James Vanderbilt, film di chiusura di un festival che si conferma crocevia di cinema, riflessione e cultura.
“Il primo obiettivo della mia direzione è custodire l’impronta cinefila del TFF. Con una squadra di selezionatrici e selezionatori abbiamo definito i titoli di questa edizione. Tre concorsi e tre sezioni non competitive, per un totale di 120 film, come lo scorso anno. Nessuna serie televisiva: il cuore resta la sala. Sarà un festival in cui il femminile si manifesta in modo proponente: tre donne presiederanno le giurie delle sezioni competitive, un segno importante per i tempi che viviamo.”
Giulio Base, Direttore Artistico
Il Programma
L’apertura, il 21 novembre al Teatro Regio, vedrà sul palco Laura Chiatti accanto a Giulio Base per la consegna delle “Stelle della Mole” a 12 icone del cinema internazionale, tra cui Jacqueline Bisset, Daniel Brühl, Spike Lee e Stefania Sandrelli.
La chiusura, il 29 novembre al Cinema Massimo, ospiterà l’anteprima italiana di Nuremberg di James Vanderbilt (Usa).
Le sezioni: la retrospettiva
La prima sezione è la retrospettiva dedicata a Paul Newman, nel centenario della nascita, con un messaggio introduttivo affidato a Clea Newman.
La sezione celebra il centenario dell’attore con 24 film che ripercorrono una carriera tra mito e impegno civile: il percorso racconta il carisma e la profondità di un interprete che ha segnato il cinema americano. L’immagine del manifesto (tratta da Absence of Malice) riassume lo spirito del festival: eleganza, intensità e uno sguardo che lega memoria e futuro.
Zibaldone
Segue lo Zibaldone, spazio libero e ibrido del festival, con una selezione di opere tra memoria e sperimentazione tra cui:
- Vita mia – Edoardo Winspeare (Italia/Francia)
- The estate – Carlo Gabriel Nero (Regno Unito)
- Fear and loathing in Las Vegas – Terry Gilliam (Usa)
- Salò o le 120 giornate di Sodoma – Pier Paolo Pasolini (Italia/Francia)
- Zorro – Sergio Castellitto (Italia)
- Avemmarìa – Fortunato Cerlino (Italia)
- Russian ark – Aleksandr Sokurov (Russia/Germania/Giappone/Canada/Finlandia/Danimarca)
- 127 hours – Danny Boyle (Regno Unito/Usa/Francia)
- Juventus: il decennio d’oro – Angelo Bozzolini (Italia)
- Yunan – Ameer Fakher Eldin (Germania/Canada/Italia/Palestina/Qatar/Giordania)
- Separazioni – Stefano Chiantini (Italia/Francia)
- La donna della domenica – Luigi Comencini (Italia/Francia)
- C’eravamo tanto amati – Ettore Scola (Italia)
- Rush – Ron Howard (Regno Unito/Usa)
- Nostra signora dei turchi – Carmelo Bene (Italia)
- En guerre – Stéphane Brizé (Francia)
- Quasi grazia – Peter Marcias (Italia/Francia)
- Un homme et une femme – Claude Lelouch (Francia)
- Strike – Gabriele Berti, Giovanni Nasta, Diego Tricarico (Italia)
- Isola – Nora Jaenicke (India/Italia)
- Find your friends – Izabel Pakzad (Usa/Italia)
- Laghat – Michael Zampino (Italia)
- Ritratti di cinema – Paolo Civati (Italia)
Fuori concorso
Nella sezione Fuori concorso troviamo opere inedite, anteprime europee e mondiali, grandi nomi e ritorni d’autore.
Ecco qui i titoli di quest’anno:
- Luz – Flora Lau (Hong Kong/Francia/Cina)
- La misteriosa mirada del flamenco – Diego Céspedes (Cile)
- Billy knight – Alec Griffen Roth (Usa)
- The birthday party – Miguel Ángel Jiménez (Grecia/Spagna/Olanda/Regno Unito)
- Untitled home invasion romance – Jason Biggs (Canada/Usa)
- Sound of falling – Mascha Schilinski (Germania)
- L’incroyable femme des neiges – Sébastien Betbeder (Francia)
- Olmo – Fernando Eimbcke (Usa/Messico)
- Kiss of the spider woman – Bill Condon (Usa/Messico)
- Pillion – Harry Lighton (Regno Unito/Irlanda)
- Dracula – Radu Jude (Romania/Austria/Lussemburgo/Brasile/Regno Unito/Svizzera)
- Highest 2 lowest – Spike Lee (Usa/Giappone)
- El cautivo / Il prigioniero – Alejandro Amenábar (Spagna/Italia)
- Le cri des gardes – Claire Denis (Francia)
- Eternity – David Freyne (Usa, film inaugurale)
- H is for hawk – Philippa Lowthorpe (Regno Unito)
- Urchin – Harris Dickinson (Regno Unito/Usa)
- Resurrection – Bi Gan (Cina/Francia/Usa)
- Erupcja – Pete Ohs (Usa/Polonia)
- The teacher – Farah Nabulsi (Regno Unito/Palestina/Qatar)
- I, the song – Dechen Roder (Bhutan/Norvegia/Italia/Francia)
- Magellan – Lav Diaz (Filippine/Spagna/Portogallo/Francia)
- Nuremberg – James Vanderbilt (Usa, film di chiusura in anteprima italiana)
I concorsi
Ci saranno tre sezioni competitive: Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, per un totale di 16 perle per i corti e una selezione di opere prime per le altre categorie.
Le giurie internazionali saranno guidate da tre presidenti donne: Ippolita Di Majo (Lungometraggi), Giovanna Gagliardo (Documentari) e Lina Sastri (Cortometraggi). Tra i giurati, anche Lolita Shamay-Pepper (regista belga), Sergei Antonov (Ucraina), Gioia Nazario, Sergio Toffetti e Carlo Maria Spina.
Un festival tra memoria e presente
Nel segno del dialogo tra tradizione e futuro, il 43° Torino Film Festival riafferma la propria natura come luogo di ricerca, di linguaggi autoriali e di visioni emergenti.
“Il cinema, ha ricordato Carlo Chatrian, è l’arte dell’incontro, e Torino continua a essere la sua casa ideale.”
a cura di
Michela Besacchi
Articolo realizzato con l’ausilio parziale di intelligenza artificiale

