Si è tenuta sabato 25 ottobre alla Festa del Cinema di Roma la conferenza stampa di Homo Sapiens?, film scritto e diretto dal duo argentino Gastón Duprat e Mariano Cohn, con protagonista Guillermo Francella.
Sono 16 episodi indipendenti quelli che compongono Homo sapiens?, proponendo una serie di ritratti brevi della variegata umanità di Buenos Aires. Storie solo accennate che lasciano intravedere un potenziale di sviluppo molto più ampio.
Alla presentazione hanno partecipato il regista Gastón Duprat e l’attrice Tania Bambaci insieme ai produttori Giuseppe Flores D’Arcais, Santi Bambaci e Mario Pezzi.
Il legame profondo tra Argentina e Italia
Ad aprire la conferenza è stato un tema destinato a tornare più volte nel corso dell’incontro: il legame profondo che unisce il popolo argentino a quello italiano.
Articolato in sedici storie distinte interpretate dall’unico attore Guillermo Francella, il film racconta infatti altrettante caratteristiche dell’uomo argentino, in cui anche il pubblico italiano può facilmente riconoscersi.
“Nonostante sia un film ambientato a Buenos Aires, abbiamo molto in comune con gli italiani: metà degli argentini hanno radici nel vostro Paese e siamo convinti che ciò che avviene al protagonista potrebbe tranquillamente accadere anche a qualsiasi italiano. Per questo la storia conclusiva della pellicola è girata in Italia: per sottolineare il vincolo argentino-italiano.”
Gastón Duprat
Nello specifico, l’episodio finale presenta il viaggio di un argentino nel borgo italiano degli antenati, spinto dal desiderio di riscoprire le proprie origini.
“La storia finale riguarda una situazione molto frequente in Argentina […]. A volte le cose vanno bene, ma altre volte, come nel film, un po’ meno.”
Gastón Duprat

Il modello del cinema italiano
Per la realizzazione del progetto, Duprat e Cohn hanno preso come riferimento i film italiani a episodi degli anni ’60 e ’70 e in particolare le commedie “I mostri” (1963) e “I nuovi mostri” (1977) di Dino Risi.
“È stato Guillermo Francella a consigliarci di vedere “I mostri” prima di girare. Personalmente non l’avevo ancora visto e l’ho trovato straordinario, molto vicino al nostro modo di fare cinema. In Argentina non esiste questa tradizione, ma la struttura a episodi – un film composto da mini-film – è affine al nostro linguaggio: noi veniamo dal cinema sperimentale e dalla videoarte, quindi non era una cosa lontana da quello che facciamo di solito.”
Gastón Duprat
Stereotipi e ironia: l’Italia vista dagli argentini… e viceversa
Il film gioca con gli stereotipi, sia quelli legati al popolo argentino, sia quelli che riguardano la tipica famiglia italiana del Sud, come emerge nell’episodio ambientato in Sicilia. L’attrice Tania Bambaci (di origini italiane) ha raccontato così il suo personaggio.
“Da tipica siciliana, l’accoglienza che riservo alle persone che incontro è totalmente diversa (rispetto al comportamento della giovane che interpreta, ndr). Però mi sono divertita molto: il mio personaggio è un po’ ingenuo […] e pieno di purezza, anche se poi questa viene “ammazzata” dal tentativo di estorsione nei confronti del protagonista.”
Tania Bambaci
Ha poi commentato la sua esperienza sul set:
“É stato bello lavorare con loro perché hanno una visione completamente diversa rispetto ai registi coi quali ho lavorato in passato: lasciano molta libertà di movimento nello spazio, di interazione con gli altri e di interpretazione del personaggio.”
Tania Bambaci

Una coproduzione “coraggiosa” con l’Italia
Ancora una volta emerge il forte legame tra Argentina e Italia: Homo Sapiens? è infatti una coproduzione italo-argentina che, come ha sottolineato il produttore Mario Pezzi, ha rappresentato un’occasione perfetta per raccontare qualcosa di politicamente “poco corretto”.
“È un film che lancia messaggi, che ha tanti significati, però la cosa più bella è che fa ridere lo spettatore. Ed è quello l’obiettivo finale: portare il pubblico in sala. È uscito il 14 agosto in Argentina ed è stato il più grande successo del Sudamerica da tanti anni a questa parte.”
Mario Pezzi
Il produttore Giuseppe Flores D’Arcais ha aggiunto:
“Per noi produttori è molto bello portare in Italia un film che è scomodo, onesto, che fa riflettere, un film che è sì di pubblico ma che è di successo perché fa pensare, fa riflettere e rivela anche le ipocrisie che ci sono tra noi tutti. Speriamo di realizzarne altri con loro nel nostro Paese”.
Giuseppe Flores D’Arcais
Magari – come ha accennato Duprat in relazione a una domanda – prevedendo una seconda parte con protagonista femminile per esplorare il punto di vista opposto, che implica una satira completamente differente.
Il ritorno alla Festa del Cinema di Roma
In chiusura, la conversazione è tornata all’Italia, concentrandosi sul rapporto di Gastón Duprat con la Festa del Cinema di Roma, che lo aveva già accolto nel 2008 con il film L’artista.
“Era perfetto presentare “Homo Sapiens?” qui per il tipo di film che è, perché rende omaggio al cinema e alla commedia italiana, perché Francella recita con uno stile ‘italiano’, perchè i produttori sono italiani e perchè l’ultima storia si svolge in Italia. Era assolutamente naturale essere qui oggi al Festival.”
Gastón Duprat
a cura di
Micol Perotti

