Joan Thiele – Rocca Malatestiana, Cesena – 23 Agosto 2025

Joanita infiamma il palco del festival “A cielo aperto” con un concerto praticamente perfetto, a dimostrazione del suo stato di grazia del 2025

L’importante è avere certezze, magari poche ma buone. Una delle mie prime certezze è che la musica mi fa stare bene. Anzi mi fa stare proprio meglio, che è diverso. Sulla seconda ci arrivo fra poco, ora seguitemi in questo racconto: treno Intercity delle 8 di mattina, Lecce-Rimini. Più o meno 8 ore di durata, il giorno sabato 23 agosto.

Prologo

Arrivo da due concerti fatti in Puglia con tante persone conosciute, tanta bellezza mescolata a fatica e pochissime ore di sonno. Sabato non canto ma già Domenica 25 salirò ancora sul palco. Mi accomodo in treno, mi rilasso pregustando il mio letto di casa o una bella cena in relax sulle colline quando arriva il messaggio da TSCK che dice “accredito confermato”. Ecco. Altro che day off! Andrò da Joan Thiele. E qui scatta la seconda certezza: un buon magazine online non ti lascia mai solo e arriva proprio quando non te lo aspettavi più.

Alle 21.20 circa arrivo alla Rocca Malatestiana dove i ragazzi di “A cielo aperto” organizzano uno dei festival più interessanti degli ultimi anni in Romagna. Come da tradizione compro il bicchiere del festival, lo riempio di vino bianco, mi mangio una piadina (su quella soprassediamo, sono pur sempre di scuola riminese) e ci sono.

Il concerto

Attorno alle 21.40 entra la band, parte “La forma liquida” e arriva lei, Joan Thiele, in total white (come i musicisti) e con un mantello nero sulle spalle. Per chi scrive, Joan è una delle artiste di punta di questo 2025; figurone a Sanremo, con una delle canzoni più belle degli ultimi festival (“Eco”, ndr), hype in salita vertiginosa, la pubblicazione di un grande disco quale “Joanita” e un lunghissimo tour estivo; Joanita ha un magnetismo naturale ed è evidente che si goda ogni nota, ogni momento sul palco. La band è solidissima con un sound davvero notevole:- elettronica e sequenze si mescolano a un basso pulsante e a una chitarra che spazia, prendendo a piene mani arpeggi e mood che sembrano nati tanti anni fa. Il suono generale è fresco e classico allo stesso tempo, con quel tocco esotico dato dalle origini colombiane di Joanita.

Il concerto verte quasi interamente sul disco “Joanita” che ha un sound molto preciso, pur essendo un disco istintivo, passionale, vario e sospeso; Joan lo ha registrato negli studi del grande e indimenticato compositore Pietro Umiliani e il tocco da colonna sonora si sente eccome, a mio avviso soprattutto nelle chitarre. In concerto la cantautrice riesce a far girare i brani, sempre a metà fra storie personali e sogni sospesi, se possibile ancora meglio.

Alla fine

Un’ora e mezza di live che non annoia mai e si fa apprezzare per la sua dinamica con momenti di puro groove (“Cruz”, “Joanita”) e ballate intense e morbidissime (“L’Invisibile”) fino ai grandi colpi come l’immancabile “Eco” o quel piccolo capolavoro che è “Senza fiato”, incisa con MACE e Venerus. Joanita sul palco canta, balla, si vede che crede tantissimo in questo disco e nel suo viaggio sonoro. Arriva tutto a un pubblico vario e attento, in alcuni brani addirittura in religioso silenzio.

Mi è saltato il riposo tanto agognato, la cenetta in collina, ma ho guadagnato un concerto che in realtà avrei tanto voluto vedere. Joan Thiele si sta giocando alla grande la possibilità che può dare un evento come Sanremo; ha pubblicato un grande disco che sta suonando ovunque. Ci crede, nelle sue canzoni, e fa bene! È bello che progetti partiti dal basso, dall’artigianato musicale e non pensati per essere (solo) mainstream, si presentino con questa verità. Perché le alternative esistono, sono tante e varie. È bello poi rispondere a TSCK, andare alla Rocca malatestiana, seguire i ragazzi di “A cielo aperto” e sostenerli; poi però una piada buona vi dico io in privato dove venirla a mangiare (spoiler, da Santarcangelo in giù!).

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