Seconda serata per l’AMA Music Festival e primo colpo a effetto in quel di Romano d’Ezzelino. Gli Electric Callboy tornano in Italia dopo il 2023 e l’enorme successo del singolo “Ratatata” con le Babymetal; le aspettative di tutti sono per uno spettacolo tra fiamme e fuochi d’artificio
Una serata a tinte metal accoglie gli appassionati arrivati da più parti d’Italia a Romano d’Ezzelino. La line-up è esplosiva: si comincia con gli italianissimi Ruidos del Norte, per poi passare dall’altra parte del confine con i Paleface Swiss e, infine, prima delle star della serata, gli I Prevail direttamente da Detroit.
I tre gruppi riescono nell’impresa di scaldare un pubblico che, partito in sordina, si scrolla di dosso la polvere e il fango del giorno prima e inizia ad accendere i motori, preparandosi a pogo ordinati, balli folli e… i Backstreet Boys.
Ebbene sì, questi occhi hanno visto un’intera platea di “metallari” cantare a squarciagola “I Want It That Way” ed è stato bellissimo! (Se volete il video, contattatemi in privato).
Ma andiamo con ordine. Aprono le danze i Ruidos del Norte, gruppo italiano dal ritmo coinvolgente che fa sobbalzare anche i pochi seduti nell’area vip, facendo gridare al miracolo per una band che, se non si guardasse la carta d’identità, potrebbe tranquillamente essere nata oltreoceano.
Stessa cosa per i Paleface Swiss che, oltre a un cantante dal viso d’angelo che catalizza le attenzioni di gran parte del pubblico, hanno un chitarrista uscito direttamente dall’era d’oro del rock anni ’70: quelle corde fanno vibrare le budella e godere di quanto succede sul palco.
Ultimi, ma non per importanza, troviamo gli I Prevail, gruppo americano che esalta definitivamente il pubblico, ormai numeroso e caldo per gli Electric Callboy. Grazie a loro, il pogo è un vortice danzante che manda in visibilio anche chi in quel vortice non c’è nemmeno finito.
Un pezzo forte elettrizzante
Sono le 22:30 quando finalmente sul palco salgono gli Electric Callboy. Il gruppo tedesco è ormai una presenza fissa dei festival, ma, come ci tengono a dire, “questo sarà il nostro ultimo festival”. Seguirà un tour quasi del tutto sold out in giro per l’Europa e chissà che il calore italiano non li abbia convinti che il Bel Paese si meriti una tappa anche nel 2026.
Un’ora e mezza di potenza e poliedricità, tra grandi classici della band conditi da coriandoli, fiamme e fuochi d’artificio, e tracce acustiche che portano in scena il contrasto tra due voci tanto distanti quanto complementari.
Un concerto da godersi (infatti il telefono è rimasto per lo più in tasca) e da cantare, perché sì, la loro musica è talmente esaltante che anche uno come me riesce a scatenarsi tra movimenti convulsi (non posso considerarli balli) e cantate a squarciagola (così almeno non si sentono le stonature). Se dovessero tornare in Italia, non potete perderveli.
La scaletta:
- ELEVATOR OPERATOR
- MC THUNDER II
- SPACEMAN
- STILL WAITING
- HYPA HYPA
- REVERY
- HATE/LOVE
- ARROW OF LOVE
- CASTROP X SPANDAU
- EVERYTIME WE TOUCH
- PUMP IT
- I WANT IT THAT WAY
- HURRIKAN
- MINDREADER
- MC THUNDER
- RATATATA FLAMES
- TEKKNO TRAIN
- WE GOT THE MOVES
Ruidos Del Norte
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Paleface Swiss
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I Prevail
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Electric Callboy
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a cura e foto di
Andrea Munaretto

