Ci sono brani che non li ascolti soltanto — li senti sulla pelle. “Felini e Contenti” è uno di quelli. Parte e ti ritrovi col piede che batte a tempo, la testa che ondeggia, il sorriso che arriva senza chiedere permesso. Ma la cosa bella è che non è solo ritmo: c’è dentro qualcosa che ti pizzica l’anima.

Retrophil non ha fatto solo una canzone che fa ballare. Ha scritto una carezza travestita da groove. Parla di gatti, sì, ma in realtà parla di noi. Di come ci nascondiamo, di quanto vorremmo essere liberi, autentici, un po’ folli e un po’ indifferenti a ciò che la gente si aspetta da noi. E invece… stiamo lì, ad aggiustarci la maschera. Loro no, i gatti no. E Retrophil ce lo sbatte in faccia con dolcezza e ironia.
La produzione è super curata, gli arrangiamenti di Mauro Spenillo danno al pezzo un vestito perfetto: moderno, ma con quel profumo di passato che sa di polaroid, di vinili, di sere d’estate. E c’è quel tocco retrò che ti fa sentire come se stessi ballando in una sala anni ’70, ma con il cuore nel presente.
Ascoltarla mi ha fatto venire voglia di essere più me stesso. Di fregarmene un po’ di più. Di vivere con leggerezza — quella vera, che viene da dentro, non quella che nasconde.
“Felini e Contenti” è una canzone che fa bene. Alla testa, alle gambe… e pure al cuore.
https://open.spotify.com/intl-it/track/5U2h48UiDQ5CyiyeyKwIxC
a cura di
Staff

