Nomadi – Novellara (RE) – 22 febbraio 2025

Tra emozione, ricordi e impegno sociale, il primo giorno del NomadIncontro 2025 ha visto i Nomadi esibirsi in un concerto intenso e coinvolgente, con momenti di grande partecipazione e riflessione

L’attesa era palpabile e l’emozione tangibile tra le migliaia di fan accorsi per il primo dei due giorni del NomadIncontro 2025, l’annuale celebrazione della musica e dell’eredità lasciata da Augusto Daolio. La cittadina emiliana, patria del leggendario frontman scomparso, si è trasformata in un crocevia di generazioni unite dalla passione per i Nomadi.

L’apertura agli artisti emergenti

Prima del concerto principale, la serata ha visto esibirsi alcuni artisti emergenti, offrendo loro la preziosa opportunità di cantare di fronte al caloroso pubblico nomade. Un’energia unica ha pervaso il teatro, creando un’atmosfera di condivisione e scoperta musicale.

Il siparietto del manifesto

Con il pubblico già in fermento, la serata ha regalato un momento di ilarità e nostalgia: un fan ha riconsegnato a Beppe Carletti un manifesto del concerto di Novellara del 1 luglio 1990, rubato anni prima. Un gesto simbolico che ha riportato alla memoria quella storica esibizione, la prima dopo mesi di stop, con una nuova formazione. Il leader della band ha accolto l’episodio con una risata e una battuta, confermando ancora una volta il forte legame tra i Nomadi e il loro pubblico.

Un riconoscimento per Gildo Claps

Durante la serata è stato anche consegnato il Premio Augusto Daolio Città di Novellara a Gildo Claps, fratello di Elisa Claps, la giovane scomparsa per 17 anni e ritrovata tragicamente senza vita. Gildo, fondatore della Fondazione Penelope, ha ricevuto un lungo applauso per il suo impegno a sostegno delle famiglie di persone scomparse, un momento toccante che ha ricordato il valore della memoria e della giustizia.

Il concerto: emozione e interazione

Il concerto si è aperto con “Ricordarti”, un tributo intenso e struggente ad Augusto Daolio, subito seguito da “Noi non ci saremo”, facendo esplodere il pubblico in un coro unanime. I Nomadi, fedeli alla loro tradizione, hanno interagito calorosamente con la platea, scambiando battute tra loro e con i fan, creando una dimensione intima e coinvolgente.

Il repertorio ha spaziato tra brani storici e più recenti, toccando temi sociali forti: “Il caporale”, conclusa con un richiamo all’articolo 1 della Costituzione a contrasto del caporalato, mentre “Senza patria”, non prevista in scaletta, è stata richiesta a gran voce dal pubblico, testimoniando il legame inscindibile tra la band e i suoi fan.

Un finale esplosivo

Il momento più scenografico è arrivato con “Io voglio vivere”, quando il teatro si è riempito di coriandoli lanciati dal pubblico sui ritornelli, creando un effetto visivo mozzafiato. La chiusura del concerto è stata un tripudio di emozioni, con “Un giorno insieme”“Canzone per un’amica” – dedicata a Elisa Claps e Dante Pergreffi – e l’immancabile “Io vagabondo”, cantata a squarciagola da tutti i presenti.

Conclusione

Il NomadIncontro 2025 ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di un semplice evento musicale: è un rito collettivo, un viaggio nella memoria e nell’impegno sociale, un luogo di incontro tra passato e presente. La musica dei Nomadi continua a essere il filo conduttore di una storia che non smette mai di emozionare e unire.

La scaletta
  • Ricordarti
  • Noi non ci saremo
  • Cartoline da qui
  • Dove si va
  • Jenny
  • Lo specchio ti riflette
  • Ti porto a vivere
  • Io come te
  • Il caporale
  • Mercanti e servi 
  • Utopia
  • Marinaio di vent’anni 
  • Voglio ridere
  • Salutami le stelle
  • Sera bolognese/come un fiume/la vita che seduce
  • Frasi nel fuoco
  • Il paese delle favole/bella ciao 
  • Io ci credo ancora
  • Tutto a posto
  • Senza patria
  • Terzo tempo
  • Isola ideale
  • Io voglio vivere
  • Un giorno insieme 
  • Canzone per un’amica
  • Dio è morto
  • Io vagabondo
  • Tedeum

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a cura e foto di
Mirko Fava


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di Mirko Fava

Mirko Fava nasce a Parma il 23/04/1991. Ha un diploma da geometra che ha usato per poco tempo, prima di diventare impiegato. Ha cominciato ad appassionarsi di musica negli anni delle superiori ed è andato alsuo primo concerto nel 2007, portandosi dietro una delle prime digitali compatte di suo padre, ottenendo scarsissimi risultati. La passione per la fotografia è cominciata parallelamente a quella per i concerti, anche se a tutti gli effetti si è sviluppata definitivamente dopo qualche anno. La macchina fotografica lo accompagna anche in viaggio, alla costante esplorazione del mondo. Tutte passioni economiche, in pratica.

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