Strange Darling – La recensione in anteprima del nuovo film di JT Mollner

Strange Darling, il nuovo film di JT Mollner, è in arrivo nelle sale italiane il 13 febbraio 2025 ed è pronto a investirvi (letteralmente) con macchine insanguinate.

Acclamato dalla critica al Fantastic Fest, il regista di Strange Darling, JT Mollner, attinge al suo passato legato all’intrattenimento Horror (la sua famiglia gestiva case infestate a Las Vegas) per questa chicca cinematografica grondante sangue.

Siamo davanti a uno dei più bei film degli ultimi anni, ma partiamo dall’inizio. La breve durata – circa un’ora e mezza – presagirebbe una narrazione frettolosa e invece si ribalta come nota di merito. Si tratta di un film diviso in sei capitoli, che vengono raccontati in maniera estemporanea. Si presenta come la solita storia di cronaca nera, quella in cui i protagonisti si attengono al copione, al canovaccio. Lo spettatore tronfio di saccenteria pensa di avere colto le intenzioni, e proprio lì, il regista gli schiocca due dita sulla fronte.

In Strange Darling Willa Fitzgerald e Kyle Gallner, oltre al grande talento attoriale, interpretano il ruolo iconoclasta con la loro fisicità: la bellezza sregolata di “The Lady” e la saldezza di “The Demon” sembrano aver ispirato questo film per l’iconicità della loro immagine. La fotografia li rappresenta in maniera statica e ravvicinata, perché l’espressività dei protagonisti riempie e straborda dalle inquadrature. E’ un film in cui uno sguardo parla la lingua universale delle emozioni. Guardate il finale e mi darete ragione.

I dialoghi, poesia pura. Razionati, ritmati e dal carattere crepuscolare. Lasciano spazio agli inseguimenti, ma quando arriva il loro momento si prendono la scena e cala il silenzio. Riflessioni sulla solitudine, sulla disgrazia, sul demone interiore che ogni Dr Jeckyll reprime o non riesce a controllare.

Ripeto, un’ora e mezza di film e non manca niente: tutti gli aspetti si completano. La violenza, il desiderio, la solitudine, l’odio e la passione sono parte dello stesso prisma, si contaminano con il rosso del loro sangue e non c’è benda o medicazione che riesca a bloccare l’impeto, lo sgorgare infettante. Ci si sorprende anche di quante vite abbiano i nostri antieroi, ad un certo punto.

a cura di
Benedetta D’Agostino

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – “Diva Futura”- le foto del cast all’Hotel de Ville di Roma
LEGGI ANCHE – “Matt and Mara”: la nascita di un amore infedele

Related Post