Elia Turra ci racconta il singolo “E’ Natale”

E’ uscito l’8 dicembre, non a caso, il nuovo singolo di Elia Turra dal titolo “E’ Natale”. Abbiamo ascoltato diversi brani prodotti dall’artista e in ognuno c’è un qualcosa di magico.

Per l’occasione abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con Elia Turra ed ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa ti ha ispirato a scrivere E’ Natale e come descriveresti il suo messaggio principale?

Ciao ragazzi di The Soundcheck, piacere di risentirvi!
L’ispirazione per “E’ Natale” è arrivata durante il lockdown del 2020, proprio in questo periodo di metà dicembre, quindi molto vicino al Natale.
Le influenze natalizie si intrecciano con la mancanza di una persona a cui tenevo molto, e che per varie ragioni non era più presente nella mia vita.
Il messaggio potrebbe essere il voler cantare la mancanza di questa persona, la quale viene amplificata con l’arrivo del natale.
Il testo è prevalentemente triste, ma la melodia natalizia fà volutamente da contrappeso, per bilanciare il tutto e creare quella sensazione di dolce/amaro, in cui al di la’ di tutto,
in fondo al tunnel si prospetta uno spiraglio di luce, un senso di possibile rinascita.
“Sono spento ma col tempo voglio darci dentro”.

Hai menzionato che la canzone è nata durante il lockdown del 2020. Quanto quel periodo ha influenzato il tuo processo creativo?



La canzone è stata influenzata molto dal periodo in cui l’ho concepita, per l’appunto durante il lockdown del 2020, sia nelle sonorità, che nel testo.
Ci sono infatti molti richiami nel testo, quando parlo di “strade deserte, di alberi senza addobbi, dall’essere soli da un anno a questa parte” ecc.

La copertina del singolo richiama Verona con la stella di Natale.
Cosa rappresenta per te questo simbolo e come si lega al brano?

Nonostante questa canzone non parli espressamente di Verona, ma sia piuttosto universale nel suo messaggio, ho scelto la stella di Natale di Verona per un aspetto simbolico e metaforico :

Dal momento che in questi ultimi anni c’erano stati dei problemi di sicurezza legati ad essa
(erano caduti dei pezzi ) e quindi da quell’episodio non era più stata installata nel periodo natalizio,
ho voluto richiamarla come simbolo nostalgico di un qualcosa di molto caro a tutti noi Veronesi, che, a chi più, a chi meno, manca come oggetto simbolico ed emblematico del Natale.
(Quest’anno fatalità è tornata ma senza la sua punta che parte da dentro l’Arena, quindi di base è ancora incompleta).

Quindi ho scelto una foto di repertorio della mia città innevata, con la stella nella sua forma completa e un cielo stellato, ritenendola in perfetta linea col mood e il messaggio della mia canzone,
ovvero mancanza e nostalgia per un qualcosa che c’è stato ma che al momento non c’è più.

Nel 2023 hai pubblicato il tuo primo singolo e stai costruendo un percorso solista interessante.
Quali sono stati i momenti più significativi di questa nuova fase?



Si, il mio primo singolo “Giungla d’asfalto” è uscito a febbraio del 2023 e devo dire che come prima pubblicazione mi ha riservato delle belle soddisfazioni, a livello di gradimento sia di pubblico che di critica.
Poi dopo il secondo singolo “Tiramisù”, è arrivato il capitolo da “Cantautore urbano” col mio primo EP “Trilogia di quartiere” composto da “LSB, Punk di quartiere, Oltre Adige”, ovvero tre brani ispirati dai tre quartieri dove sono cresciuto dalla nascita ad oggi.
Poi anche “Telecom Tower” (canzone dedicata all’edificio più alto della mia città di Verona) mi ha dato tantissima visibilità e continua a darmene, e quando la suono live in giro per i locali,
è sempre entuasiasmante sentire il pubblico cantarla tutti assieme con così tanto trasporto.


Hai suonato in apertura per Peter Doherty, un’esperienza unica. Come ti sei sentito in quel momento?


Sì, è successo il 29 novembre dell’anno scorso (2023) all’apollo di Milano, data che penso non dimenticherò mai ahah.
Io ero con mio fratello e ho avuto modo di incontrarlo nel locale prima del suo live.
Siamo entrati in sintonia, parlando di cinema, musica e poesia.
Alla fine è arrivata la sua proposta : quella di invitarci sul palco entrambi , mio fratello per leggere una sua poesia e io a suonare il mio primo singolo “Giungla d’asfalto”, non a caso prima vi dicevo che quel primo singolo mi ha regalato tante soddisfazioni, tra cui appunto questa.
Che dire, non capita tutti i giorni di essere introdotto e presentato sul palco a suonare direttamente dalla tua rockstar preferita, è stata un’emozione unica che porterò sempre nel cuore.

Oltre alla musica, sei anche poeta. Come convivono la scrittura poetica e quella musicale nella tua vita creativa?

Ho sempre scritto poesie sin da piccolo.
I primi ricordi di me che scrivo risalgono a quando avevo 8 anni, nella mia vecchia cameretta,
con della musica in sottofondo, prendevo il mio quadernino e mettevo nero su bianco ciò che provavo e sentivo in forma di poesia, o almeno ci provavo.
Da allora, anno più anno meno, ho sempre scritto, mentre le canzoni con la chitarra sono arrivate molto dopo.
Capita spesso che molti dei miei versi poetici si prestino bene anche all’interno dei miei brani,
non a caso nella mia prima raccolta poetica “CAMPOFIORE” (Bonaccorso editore) pubblicata l’anno scorso nelle migliori librerie fisiche ed online, nelle cinquanta poesie scelte da quando avevo 18 anni ad oggi, sono presenti anche molti versi, finiti poi all’interno delle mie canzoni.

Hai già in mente nuovi progetti per il 2025 dopo il tuo primo EP “Trilogia di quartiere” ?

Si, attualmente sto promuovendo il singolo di natale con un piccolo tour natalizio, ma parallelamente sto continuando a lavorare in studio di registrazione col mio produttore a nuove canzoni.
Alcune sono già pronte, altre sono in fase di definizione, non vedo l’ora di condividerle col mio pubblico con l’arrivo del nuovo anno.

a cura di
Staff

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