“Napoli-New York” di Jean-David Morvan e Ste Tirasso

Banner Napoli-New York

Il manoscritto del maestro del cinema Federico Fellini “Napoli-New York” rivisitato in versione graphic novel dallo sceneggiatore francese Jean-David Morvan e illustrato dall’italiano Ste Tirasso.

Ci sono artisti che sembrano destinati all’immortalità, non solo grazie all’eternità dei capolavori ai quali hanno dato la luce, ma anche per le idee che ci hanno lasciato e non sono riusciti a realizzare. É questo il caso di Federico Fellini, il cui genio continua a brillare anche a trent’anni dalla sua scomparsa. Infatti, uno dei suoi ultimi soggetti per il cinema, Napoli-New York, scritto in collaborazione con Tullio Pinelli, é l’idea alla base del fumetto omonimo scritto da Jean-David Morvan, disegnato da Ste Tirasso e edito da Star Comics all’interno della collana Astra.

La trama

La lettura inizia con un rombo assordante e la casa della piccola Celestina che crolla inesorabilmente. Siamo a Napoli, nel secondo dopoguerra. Insieme alla casa se ne è andata anche la zia della bambina, rimasta è orfana, che ha visto partire la sorella maggiore Agnese per la lontana America insieme allo yankee che ha promesso di sposarla. L’unico amico rimasto alla bimba è Carmine, un ragazzino un po’ più grande di lei, uno scugnizzo che vive di espedienti. Dopo varie vicissitudini, i due si imbarcheranno insieme per un periglioso viaggio attraverso l’oceano, destinazione New York City.

Il fumetto di Morvan e Tirasso racconta una storia fatta di miseria, solidarietà e grandi speranze, tesa tra due città così diverse, eppure così vicine, come Napoli e New York. La vicenda di Celestina si incrocia con la macro-storia d’Italia, quella di una nazione martoriata dal secondo conflitto mondiale, con i segni ancora visibili dei bombardamenti, gli americani per le strade e quell’arte di arrangiarsi proverbiale del nostro Bel Paese. Celestina sogna una famiglia, ma tutto quello che le resta di questo nome é in America, al di là dell’Oceano. Non resta dunque che imbarcarsi, come tanti altri avevano già fatto, sperando in un futuro migliore tra le vie fumanti e chiassose della Grande Mela.

C’è qualcosa che non va…

L’opera é molto veloce nel suo sviluppo, i personaggi non sono troppo caratterizzati e la storia é estremamente lineare. Le vicende si susseguono talvolta frettolosamente e tutto questo contribuisce a smorzare ampiamente la drammaticità del racconto. Il viaggio di Celestina e Carmine, pur rendendo l’idea della difficoltà della migrazione, non riesce a restituirci tutto quello spettro di sentimenti contrastanti di chi lascia la propria terra in cerca di una speranza lontana. Il fumetto punta sicuramente più sulle atmosfere e le ambientazioni, mettendo su carta alcuni dei luoghi simbolo delle grandi migrazioni europee verso l’America del primo ‘900, Ellis Island in primis, e alcuni dei quartieri newyorkesi più legati ai flussi migratori, come Little Italy (se ve lo state chiedendo, sì, c’è anche la “solita” citazione dell’incrocio tra Washington St. e Water St. di “C’era una volta in America”).

A questo proposito, sono fondamentali i disegni di Ste Tirasso, sicuramente apprezzabili e funzionali, anche se non particolarmente originali. Risulta infatti tutto già visto ed estremamente codificabile rispetto al tipo di storia raccontata e per questo la lettura rischia di essere ampiamente stereotipata. Quando l’opera prova ad essere più profonda, lo fa con degli “spiegoni” come l’approfondimento sulla storia di Ellis Island e una carrellata delle nazionalità dei migranti più presenti a New York che, tuttavia, risultano un po’ didascalici.

Il finale del fumetto é certamente frettoloso e un po’ raffazzonato. I due autori sembrano voler puntare su una chiusura epica e, per certi versi, tragica, ma la scelta é depotenziata da un climax narrativo a mio parere poco efficace.

Un’occasione mancata!

In conclusione, Napoli-New York é un fumetto che racconta una storia di emigrazione in modo semplice e lineare, senza troppe pretese di riflessione, contestualizzazione e caratterizzazione psicologica dei personaggi. L’opera é apprezzabile soprattutto per la sua capacità di riportarci ad atmosfere e vicende di un tempo passato che é importante ricordare, anche se la lettura risulta un’esperienza abbastanza innocua nel suo complesso.

a cura di
Beard Comics

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