Lindsey Stirling incanta il pubblico ma pecca di ripetitività. La prima delle sue tre date italiane al Teatro Romano di Verona
Lindsey Stirling, violinista e ballerina americana, parte dall’incantevole Teatro Romano di Verona per il suo mini tour nel nostro Paese. Lo scenario dell’anfiteatro è idealmente perfetto per l’esibizione che mescola musica e danza, proprio come sarebbe stato nel suo tempo antico.
La Stirling, infatti, è diventata famosa dopo aver partecipato ad America’s Got Talent nel 2010 per le esibizioni in cui muovendosi suonava il violino. Ed è così che sono ancora oggi i suoi spettacoli.
Un mix sicuramente perfetto per stupire con una singola esibizione. Un po’ meno adatto, invece, a sostenere un intero concerto, seppur breve. Nei brani di Lindsey Stirling si mescolano il violino a diversi generi musicali, principalmente musica elettronica allo stato puro, con qualche risonanza rock o country ogni tanto, per uno spettacolo che dura poco più di un’ora.
Il Teatro Romano è praticamente tutto esaurito e lei è evidentemente grata al suo pubblico. Riconosce tra la platea alcuni fan che la sostengono dagli esordi e li ringrazia personalmente. Insomma, sembra che per tutti, o quasi, sia valsa la pena del costo dei biglietto.
Sul palco, la piccola Stirling, è accompagnata solamente da due musicisti. Nessuna scenografia ad eccezione delle luci, ritmate e potenti. E, se non fosse per quelle luci e per la batteria live che sovrasta tutto il resto, quel palco sarebbe rimasto vuoto.
I brani non spiccano per originalità: le basi elettroniche ridondanti e ripetitive, gli assoli di violino non sono tali da soddisfare tutte le orecchie dei presenti. Anche la danza non è abbastanza. Ecco perché è chiaramente un perfetto fenomeno, tipicamente americano, adatto all’esibizione televisiva. Meno ad uno spettacolo vero e proprio.
Lindsey Stirling mi sorprende. Vuole dimostrare che sa suonare il violino, facendo una cosa che non ha mai fatto su un palco, come lei stessa dice. Vuole suonare un pezzo di musica classica, e non uno qualsiasi. Bensì “Toccata e fuga in Re minore”. Un momento bellissimo: le orecchie godono per qualche minuto, prima che venga rivisitato in elettronica anche Bach.
Un gran peccato, penso io. Perché se non avesse voluto puntare sul fare la popstar, avrebbe potuto essere un’ottima strumentista.
Un bel momento, quando la Stirling fa salire sul palco una ragazza dal pubblico e suona insieme a lei, in un duetto di violini breve ma intenso.
Il concerto continua abbastanza stucchevole, sempre uguale a se stesso, e si conclude con la standing ovation. Per uno spettacolo che sorprende ma non sorprende, fino in fondo, davvero.
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a cura di
Lara Melchionda
foto di
Mirko Fava

