Alessandro Michele lascia Gucci?

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Alessandro Michele, direttore creativo in casa Gucci, potrebbe lasciare la maison, l’indiscrezione ci arriva da WWD.

La carriera

Nato a Roma nel novembre del 1972 Alessandro Michele muove i primi passi nel mondo della moda nel 1994, lavorando per Les Copains ed in seguito per Fendi. Nel 2002 approda in Gucci quando Tom Ford, l’allora direttore creativo, lo nota ed invita a lavorare nell’ ufficio di Londra. La sua scalata in Gucci prende il via da qui, occupandosi inizialmente della sezione accessori. Nel 2006 riceve una promozione a senior designer, più avanti, nel 2011, affiancherà l’allora direttrice creativa Frida Giannini. Nel 2015 infine, prenderà il suo posto, quando diventerà direttore creativo. A questo punto in una sola settimana preparerà lo show per la collezione uomo.

Lo stile

Lo stile di Michele è citazionista, come egli stesso dichiara si è sempre fatto influenzare da tutto ciò che vive: arte, teatro, cinema. Il suo stile è caratterizzato da una forte eccentricità, con forti connotazioni genderless e ed una nota di Rinascimento drammatico. Si pensi al look di Harry Styles al red carpet del Met Gala 2019, o a quello di Achille Lauro alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, ispirato a San Francesco.

Alessandro Michele ed Harry Styles
Le cause del presunto addio.

Nelle ultime ore è trapelata dalla WWD (Women’s Wear Daily, una delle più importanti riviste di moda), l’idea che Alessandro Michele possa lasciare il brand, dopo ben sette anni di lavoro insieme. Le cause sarebbero da ricercare, secondo le ipotesi più accreditate al momento, nel fatto che Michele non sarebbe stato in grado di soddisfare la richiesta di effettuare un cambiamento di rotta. Richiesta che sarebbe stata esposta dal gruppo Kering, cui il marchio appartiene, e che Michele avrebbe declinato poichè molto fedele al suo immaginario estetico.

Non sarebbe la prima volta che si verificherebbe una dinamica simile, già nel novembre 2021 infatti David Lee, direttore creativo di Bottega Verde, era stato sostituito da Matthieu Blazy, all’epoca suo direttore di studio, nonostante gli affari andassero bene. Se guardiamo anche i fatturati ci rendiamo conto che Gucci, sebbene rimanga la maison di punta del gruppo Kering, risulta in calo rispetto all’anno precedente, proprio questo potrebbe aver spinto François-Henri Pinault, amministratore delegato di Kering, a cercare un cambiamento.

Per il momento non è stata rilasciata alcuna dichiarazione da ambo le parti che accerti o smentisca le indiscrezioni rilasciate da WWD.
Non ci resta dunque che attendere, certi però che se fosse vero, si tratterebbe della conclusione di un’era attraversata da grandi collaborazioni innovative. Tra le più incisive ricordiamola collezione lanciata a inizio 2022 insieme al marchio Adidas.

A cura di
Marta Canu

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