Il dibattito infinito: i manga sono letteratura?

Il dibattito infinito: i manga sono letteratura?
Condividi su

Risolviamo una volta per tutte il dibattito sui manga: contano come forma letteraria o come una semplice forma di passatempo più o meno piacevole? Dal Futurismo ad oggi, la forma della parola

E leggiti un bel libro ogni tanto, togliti di mano quei fumetti! 
Basta leggere le tue cretinate cinesi/giapponesi, va’ a farti una cultura. Ah, alla tua età, io leggevo…

Quante volte ciascuno di noi, amanti del genere manga, abbiamo sentito queste parole? Questi rimproveri che malcelano la disapprovazione dei più grandi senz’altro vi saranno rimbombati nelle orecchie in diverse occasioni. Eppure, sono davvero legittimi? Fino a che punto possono dirci di leggere cultura “vera”, per poi menzionare qualche autore russo dal nome altisonante o qualche intramontabile classico italiano?

Si possono accumunare sotto l’etichetta di letteratura La Divina Commedia e The Promised Neverland?

Tralasciando la facilità con cui “fumetti e manga” e “cinesi e giapponesi” vengono confusi dai non-esperti, la risposta sembra essere del tutto negativa. In un primo momento infatti, risulta molto difficile inserire le letture manga nella definizione comune e quotidiana di letteratura. Secondo Google che si affida al dizionario Oxford Languages, nel suo primo e principale significato, è:

L’insieme delle opere variamente fondate sui valori della parola e affidate alla scrittura, pertinenti ad una cultura o civiltà, a un’epoca o a un genere.

Google Oxford Languages


La primissima obiezione che si potrebbe fare contro il concetto di manga come letteratura ricade nella definizione stessa della parola: intendendo per letteratura qualcosa di fondato sulla parola ed essendo, invece, i manga, basati per lo più sulle illustrazioni, l’incongruenza è chiara. Oltre al problema delle opere in sé, si pone anche il problema degli artisti.

Gli scrittori di pubblicazioni letterarie sono persone estremamente colte e preparate, che agiscono secondo determinate regole o che scelgono consapevolmente (e in modo ragionato) di romperle, che aderiscono più o meno ad una corrente di pensiero e si lasciano influenzare in modo più o meno chiaro dagli eventi e dai movimenti politici della loro epoca. Si può dire altrettanto per i mangaka? In fondo, per creare un manga, non è necessaria una particolare cultura letteraria ma d’altro canto, al giorno d’oggi, non è necessario neanche per scrivere un libro…

Ma i manga sono senza dubbio appartenenti alla categoria letteratura!

Guarda caso, anche come categoria in questo giornale, quella dei manga rientra in quella della letteratura. Adesso vi spiegherò il perché; pensiamo tutti alla corrente artistica, nella sua forma letteraria, del primissimo 900: il Futurismo. Si parla delle nuove forme artistiche sperimentali ideate da Marinetti, Palazzeschi, Boccioni e via dicendo. Concentriamoci proprio su una di queste: il calligramma.

Per dirla in soldoni, il calligramma è quel tipo di scrittura che prevede che, se il mio componimento, ad esempio, parla di uno scivolo, le parole siano disposte a forma di scivolo sul foglio. Questa forma di letteratura -e sfido chiunque a non definirla tale- associa forma a significato. E non è forse esattamente quello che fa un manga? Anzi, fa anche molto di più. Oltre al supporto grafico della parola, c’è un ulteriore (e ben più chiaro alla scansione visiva!) supporto visivo delle immagini, le quali sono sapientemente scelte per veicolare al meglio la storia.

Un esempio piuttosto semplice di calligramma (Fonte: Google Immagini)
Un mangaka non ha niente da invidiare ad uno scrittore

Un mangaka deve non solo avere l’immaginazione per creare un filone narrativo da 0, ma anche scegliere come disporlo pagina per pagina, capire quali frasi affidare ai propri personaggi perché ciascuna di esse è estremamente significativa per un lettore che non ha ulteriori mezzi a disposizione per immaginare il suo carattere, fare attenzione a tutti gli accorgimenti grafici di sorta, dalla sistemazione delle vignette alle specifiche espressioni dei personaggi.

Quindi, sarà anche vero che un letterato ha una vastissima cultura teorica, ma il mangaka ne deve avere una altrettanto vasta pratica. Per il resto, possiamo dire che siano due figure che si equivalgono: sono entrambi preparati, agiscono secondo regole o scelgono di romperle, aderiscono a correnti di pensiero e di stile e si lasciano influenzare in modo più o meno chiaro dagli eventi della loro epoca. 

Dibattito risolto!

In conclusione, possiamo affermare che i manga siano una mescolanza tra arte figurativa e arte scrittoria. Quindi sono un tipo speciale di letteratura, è vero, ma che appartiene ad un suo genere letterario fatto e definito, che può piacere o no ma che nasce e resta come tale.

a cura di
Adelaide Gotti

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE- “Kids on the slope”: un tuffo al cuore al ritmo di jazz
LEGGI ANCHE- “Cyberpunk Edgerunners”: non solo il salvatore di “Cyberpunk 2077”

Condividi su
Adelaide Gotti

Adelaide Gotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *