“The Recoveries”, il primo EP dell’omonimo duo

“The Recoveries”, il primo EP dell’omonimo duo
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Il 2 settembre scorso i The Recoveries hanno pubblicato l’omonimo EP, composto da quattro canzoni. Questo lavoro segna l’esordio nella scena musicale indie-pop per questo duo originario di Salerno. Le tematiche affrontate sono relative alla vita quotidiana dei due; preponderante è anche l’elemento naturale che emerge con forza sia nelle canzoni che nell’apparato grafico che il duo ha ideato per questa uscita.

Ciao ragazzi, il 2 settembre scorso è uscito il vostro primo EP “The Recoveries”, appunto. Fin dal primo ascolto ho avuto l’impressione si trattasse di una sorta di percorso lungo quattro canzoni, attraverso le quali l’ascoltatore è catapultato all’interno di storie, quasi sempre solitarie ed introspettive. Credo che ciò che intimamente lega tutte le canzoni dell’album, sia una predilezione – specie nella parte testuale – per un “mood” cupo, attraverso il quale il protagonista scopre (ed affronta) di volta in volta sé stesso. Ci raccontate il vostro processo creativo? Come nasce una canzone dei The Recoveries? 

Ciao Donato, molto spesso le nostre canzoni nascono da un giro di accordi o da una melodia che viene fuori mentre stiamo canticchiando in giro per casa o strimpellando strumenti nel nostro home studio. Dopo aver dato vita ad uno scheletro, cerchiamo di capire quale sia il giusto modo per rivestirlo, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti che per il testo e quindi l’argomento. Per quanto riguarda l’EP eravamo immersi in un mood che ci ridava specifiche emozioni e connessioni abbastanza definite: siamo riusciti a rivestire quello scheletro di storie e ambientazioni musicali. Nonostante a primo impatto possono sembrare differenti tra loro, in realtà le canzoni giungono tutte allo stesso principio, confermando la tua analisi. 

Prima si parlava di fil rouge, ebbene un altro riferimento costante nelle vostre canzoni è alla natura, a tratti in antitesi con i protagonisti delle canzoni, ma sempre descritta in tutta la sua potenza, generatrice o distruttrice che sia. Leggo dalla vostra biografia che siete originari del sud Italia, della provincia di Salerno: come vi hanno influenzato i luoghi della vostra terra? Ci parlate del vostro rapporto con la natura? 

Veniamo da due “paesaggi” diametralmente opposti: Giuseppe da un piccolo borgo abbracciato dalle montagne (Bracigliano) e Luce da una città che si specchia sul mare (appunto Salerno). Nel 1998 Giuseppe è un bambino e, affacciato alla finestra di casa, assiste ad un disastroso evento naturale: l’alluvione di Sarno. Il fango – come un fiume – si impossessa di tutto, persino della vita di molte persone. La forza della natura la si vede anche quando il mare si scatena violentemente contro gli scogli, costringendo tutti a starne lontano. Sembra quasi banale elencare – al contrario – tutto ciò che la natura ci dona ogni giorno, eppure il mondo pare dargli sempre meno importanza e soprattutto attenzione. Noi ci sentiamo molto vicini ad essa. Ci capita spesso di raggiungere i boschi per trovare ispirazioni; le nostre uscite fuori porta sono all’insegna della scoperta di nuovi paesaggi. Abbiamo deciso di renderle omaggio sia nei testi dell’EP che nelle immagini, immortalandola all’interno del nostro shooting promozionale e nel videoclip del singolo “Istinto Primordiale”. 

“The Recoveries” è stato anticipato dall’uscita in giugno del singolo “Istinto Primordiale”, che apre anche l’Ep. È una canzone intensa nella quale i quattro elementi naturali vengono evocati, affinchè i genitori del protagonista possano proteggerlo “dal vento che verrà” o “dall’acqua che cadrà”. Ci raccontate qualcosa di “Istinto primordiale” ed in particolare sul tema, tanto complesso, quanto attuale, del rapporto con i propri genitori? 

Istinto Primordiale” nasce tutta d’un fiato in un freddo pomeriggio d’inverno. Il testo è venuto fuori in un modo che ci piace descrivere come “inevitabile”: come un qualcosa che deve accadere. Ci siamo catapultati ne “I fumi della strada” dando vita al viaggio che ne sussegue. Abbiamo affrontato noi stessi questo viaggio mentre lo riportavamo su carta, immaginando i luoghi che abbiamo descritto ed estrapolando le emozioni. Probabilmente è la nostra canzone più intima. Del rapporto con i propri genitori? Crediamo che essere genitori oggi debba assolutamente prevedere un cambio di rotta rispetto ai temi che fanno parte di insane ideologie della società passata. Allontanandoci da ogni tempo e tornando al “primordiale”, crediamo che le figure genitoriali rimangano un’esistenza eterna per ogni individuo.
Individuo che – in modo quasi spirituale – cerca in essi riparo e forza. 

The Recoveries” è il vostro esordio nel panorama musicale indie-pop italiano, dal quale emerge già una personalità ben definita, tanto dal punto di vista musicale, quanto dal punto di vista dell’immagine o della scelta dei colori. Cosa c’è nel futuro dei The Recoveries? 

Nel futuro dei The Recoveries c’è sicuramente la voglia di produrre nuova musica, senza però inciampare nel nevrotico meccanismo della corsa contro il tempo per “l’uscita del prossimo singolo e poi dell’altro ancora”, evento schematico sempre più frequente nel mondo della musica emergente attuale. Abbiamo realizzato il nostro EP nell’arco di un anno, impiegando più tempo del previsto perché – in quanto nostro primo lavoro – volevamo goderci a pieno questa esperienza. Allo stesso tempo volevamo spaziare e giocare con le nostre idee in modo più consapevole e definito. Vogliamo che le idee e i suoni che sceglieremo in futuro siano frutto di una decisione maturata con tranquillità, così come lo è stato per questo disco, con l’intento di rimanere coerenti con l’identità di questo progetto. 

a cura di
Donato Carmine Gioiosa

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