House of the Dragon – che la Danza dei Draghi abbia inizio!

House of the Dragon – che la Danza dei Draghi abbia inizio!
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House of the Dragon, il prequel spin-off di Game of Thrones, incentrato sulle vicende di Casa Targaryen, sbarca finalmente in Tv! La formula è sempre la stessa: l’appuntamento è ogni lunedì notte, alle 03:00, in contemporanea con gli USA. L’episodio doppiato è invece trasmesso su Sky Atlantic la settimana successiva. Lunedì 31 ottobre, alle ore 21.10, è andato in onda l’ultimo episodio della prima stagione, “La Regina Nera”. 

Mi sembra ieri quando, nel lontano 2019, andava in onda l’ultimo episodio di una delle Serie Tv più seguite e acclamate al mondo. Una serie dura e cruenta che, pur vantando già un solido fandom, ha saputo avvicinare la stragrande maggioranza del pubblico al dark fantasy.

Game of Thrones terminava, non senza poche polemiche, generando un diffuso malcontento per la tragica sorte dei suoi protagonisti, i cui comportamenti ed evoluzioni venivano stravolti, risultando totalmente privi di senso. Orfani di un finale degno per la serie, furiosi e con il cuore spezzato giuravamo a gran voce: mai più

Non c’è da stupirsi, quindi, se, all’inizio, “House of the Dragon” sia stato accolto freddamente e con non poco scetticismo da parte degli spettatori, rivelandosi, invece, un prodotto valido e complesso, dotato di una propria identità. 

House of the Dragon 

Ma di cosa parla la serie tv del momento? 

Le vicende di “House of the Dragon” sono narrate da Martin in “Fire & Blood”, il libro che racconta del dominio di Casa Targaryen su Westeros, dall’arrivo di Aegon il Conquistatore fino alla reggenza di Aegon III, il Flagello dei Draghi. 

“House of the Dragon” si concentra tuttavia sugli eventi della cosiddetta “Danza dei Draghi”, una guerra di successione tra due rami di Casa Targaryen che si scatenò nei Sette Regni tra il 129 CA e il 131 CA. Lo scontro viene così soprannominato nelle ballate popolari, poiché è l’unica guerra nella storia di Westeros ad essere stata combattuta da entrambe le fazioni nemiche con l’utilizzo dei draghi. 

La serie, già rinnovata per la seconda stagione (le cui riprese inizieranno nei primi mesi del 2023) potrebbe, tuttavia, spingersi oltre gli eventi menzionati, arrivando – chi lo sa – fino alla ribellione di Robert.
Il progetto è ancora in via di sviluppo, e, sebbene tutto sia ancora da decidere, sembra che “House of the Dragon” ci accompagnerà ancora per lungo tempo, grazie alla calorosa accoglienza ricevuta dal pubblico e alla volontà di Martin di strutturare la serie in quattro stagioni

Il vero spirito di GOT

Fin dalla prima puntata di “House of the Dragon” lo spettatore si immerge nelle coinvolgenti vicende di Casa Targaryen, tornando a respirare, inaspettatamente, quelle stesse atmosfere che per ben sei stagioni avevano caratterizzato le puntate di GOT.

Banchetti e tornei, guerre lontane, battute di caccia e duelli mortali. 
Tutto questo fa da sfondo alle vicende di una famiglia il cui destino è già segnato. Una grande casata, destinata però a disgregarsi, a causa della propria sete di potere e dell’inevitabilità degli eventi nefasti che la sovrasteranno. 

Tornano politica e intrighi, un vero caposaldo di tutto Game of Thrones!
Tra le mura di Approdo del Re, i fidati membri del Concilio Ristretto manipolano il buon Viserys, mentre Otto Hightower tesse, alle sue spalle, astute trame per arrivare al potere, servendosi della figlia Alicent, la cui amicizia con Rhaenyra è messa a dura prova. 

Tra le grandi casate vengono continuamente stipulati matrimoni ed alleanze, nel tentativo di dare un ordine ad un quadro politico complesso, estremamente instabile e mutevole. 

Nonostante i frequenti colpi di scena e momenti da cardiopalma, la narrazione scorre lenta, concentrandosi sulla caratterizzazione dei personaggi e sui rapporti che intercorrono tra essi. Nessun aspetto viene trascurato, o superficialmente lasciato al caso. Nessuna azione è generata in modo casuale, ma ogni avvenimento descritto si fonda su un preciso rapporto di causa-effetto, su quell’ordine di eventi che andrà a comporre il disegno finito. Che darà senso all’intera vicenda. 

I difetti della serie 

La serie non è, tuttavia, esente da difetti. 

Il più fastidioso è sicuramente quello legato ai continui salti temporali che interessano la prima parte della storia. Un elemento presente nel libro, i cui eventi, però, vengono narrati dall’abile penna dell’arcimaestro Gyldayn in modo più descrittivo che narrativo.

Ciò che funziona sulla carta non sempre funziona anche sullo schermo. Le frequenti ellissi temporali dei primi episodi di HOTD disorientano lo spettatore, impedendogli di empatizzare a pieno con i personaggi e di comprenderne fino in fondo le evoluzioni e i cambiamenti. 

Anche il recast non è dei migliori: per alcuni personaggi (Rhaenyra e Aemond Targaryen) sono stati scelti attori visivamente troppo grandi (Emma d’Arcy e Ewan Mitchell), nonostante la loro prova attoriale nei panni di questi sia a dir poco impeccabile. Mentre Ser Criston Cole, l’odiato personaggio interpretato da Fabien Frankel per tutti i dieci episodi della prima stagione, non sembra essere vittima dello scorrere del tempo! 

I personaggi e le scene migliori 

Parliamo ora dei personaggi che più ci hanno convinto, senza i quali HOTD perderebbe di significato e che rappresentano a tutti gli effetti il vero cuore pulsante dello show! 

Daemon Targaryen – La battaglia alle Stepstones

Dimmi chi è il tuo personaggio preferito di House of the Dragon, e perché proprio Daemon Targaryen? 

Lo zio di Rhaenyra è entrato fin da subito nei nostri cuori, anche grazie all’eccezionale interpretazione di Matt Smith, che, durante questa prima stagione, ci regala un personaggio complesso e sfaccettato, difficile da inquadrare. 

Daemon è arrogante e prepotente (caratteristiche piuttosto comuni tra i Targaryen), e il suo comportamento impulsivo spesso sfocia in episodi di violenza, come nell’ultima puntata della stagione, quando afferra Rhaenyra per il collo durante una loro discussione. 

Cosa lo rende, quindi, un personaggio indimenticabile e perché ha ottenuto così tanto apprezzamento da parte del pubblico? 

Malgrado la sua insaziabile sete di potere e i gesti riprovevoli di cui si macchia, Daemon Targaryen è un personaggio forte e tenace, costantemente in lotta contro chiunque oltraggi e miri alla distruzione della sua famiglia. L’affetto che lo lega ai suoi figli (e ai figliastri), alla moglie e al fratello Viserys è incostante e volubile, facile vittima dei suoi frequenti sbalzi d’umore, ma, tuttavia, realmente esistente.

I momenti migliori di Daemon

La scena in cui uccide Vaemond Velaryon, dopo che quest’ultimo ha infangato pubblicamente Rhaenyra e i suoi figli davanti a tutta la corte; o quella dove aiuta Viserys a sedersi sul trono, raccogliendogli la corona da terra e ponendogliela sul capo, visibilmente scosso dalla tragica sorte toccata al fratello; la sua decisione di risparmiare Rhaenyra da ragazza, rifiutandosi di giacere con lei, sono tutti momenti che ci mostrano qualcosa di più riguardo questo personaggio. Un lato nascosto, che spesso fatica a venire alla luce, seppellito sotto cumuli di rabbia e dolore, ma, tuttavia, comunque esistente. 

Il mio momento preferito con Daemon è sicuramente quello della Battaglia alle Stepstones, dove il principe decide, con un gesto folle, di mettere a repentaglio la sua vita per ottenere la vittoria sulla Triarchia. La vittoria ottenuta consente al principe di riacquistare potere e ammirazione tra le sue fila, la cui fedeltà stava seriamente vacillando. 

In questa scena, Daemon avanza da solo, sul campo di battaglia. Attorno a lui solo fumo e cenere. Brandendo Sorella Oscura, trafigge i suoi nemici uno ad uno, inarrestabile, strappando via loro la vita. 

Tutta la bellezza di questa puntata si può racchiudere in un’immagine: quella del principe che, di spalle, trascina il cadavere ancora caldo del Nutrigranchi, in mezzo al fuoco e alla cenere. Davanti a lui, in quel clima di morte e solitudine, un drago vola, lontano, nel cielo, caricando la scena di una potenza e di un’epicità tali da scolpirla nella mente dello spettatore. 

Rhaenyra Targaryen – The Dark Queen 

Un personaggio da me particolarmente amato è sicuramente Rhaenyra Targaryen, erede al trono di Westeros. Nonostante molti si limitino a definire la principessa una ragazzina viziata incapace di agire – un personaggio del tutto privo di spessore narrativo -, io, al contrario, sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’evoluzione di questo personaggio.

La “Delizia del Reame” soffre, fin da bambina, per la noncuranza del padre, ossessionato dal desiderio di un figlio maschio. Nominata da quest’ultimo sua erede, vive per anni schiacciata dal peso di una corona che nessuno, a corte, le vuole riconoscere, circondata da uomini che non aspettano altro che un suo passo falso per mettere in discussione il suo diritto al trono e che ordiscono continuamente oscuri piani contro di lei. 

Come se questo non bastasse, viene tradita dalla sua migliore amica, rimanendo così del tutto sola a corte.

Una vera regina  

Spesso Rhaenyra si comporta da ragazzina viziata, ma tutti i suoi comportamenti da ribelle sono finalizzati ad ottenere l’attenzione di un padre che non riesce a dimostrarle l’affetto che prova. Pur disprezzandoli il più delle volte, la principessa è consapevole dei suoi obblighi e dei suoi doveri in quanto erede al trono, e non li dimentica mai. “I am the Crown”, dirà a Ser Criston, rifiutando la sua proposta di scappare via con lui, per poi sposarsi. 

Nella seconda parte della stagione, Rhaenyra, visibilmente cresciuta, incarna quello che una buona sovrana dovrebbe essere. Dopo anni trascorsi a corte, sa sempre come comportarsi e cosa dire a chi si trova davanti, senza mai risultare offensiva o fuori luogo (al contrario di suo marito Daemon).

Ferma e risoluta nelle decisioni, indomabile come un drago, ma dall’animo nobile e gentile, rifiuta più volte davanti al suo concilio di dar inizio alla guerra, inviando astutamente, però, i suoi figli come messaggeri, per assicurarsi l’appoggio di Casa Stark, Casa Baratheon e Casa Arryn, alleanze indispensabili per il conflitto che sopraggiungerà. 

Rhaenyra e Daenerys: il confronto

Da qui, il paragone quasi d’obbligo con l’altra protagonista Targaryen indiscussa dell’universo di Game of Thrones, Daenerys Targaryen. La differenza tra le due è abissale, ma comprensibile prendendo in considerazione un unico punto: l’educazione regale che Daenerys non ha mai ricevuto.

La principessa è infatti cresciuta in esilio, con il fratello e i Dothraki, senza mai conoscere nient’altro che violenza, potere e sangue, al contrario di Rhaenyra, educata fin dalla gioventù a rivestire il ruolo di erede al trono. 

Un elemento fondamentale dimenticato da molti, che ci consente di capire i due diversi profili delle regine Targaryen e il loro modo di governare. 

Alicent Hightower 

Team Neri o Team Verdi? 

Per quanto mi riguarda, decisamente Team Neri. 

Ciononostante, la mia palese preferenza per la fazione di Rhaenyra non mi impedisce di apprezzare un personaggio complesso e sfaccettato come Alicent Hightower, interpretato magistralmente da Emily Carey e Olivia Cooke. 

Alicent è la migliore amica della Principessa, che non tarderà a tradire, sposandosi con re Viserys, sotto pressione del padre Otto Hightower

Questa azione potrebbe indurre ad etichettare la regina come un personaggio calcolatore e assetato di potere, ma in realtà rivela solo un aspetto della natura della giovane, che, fin dalle prime puntate, si dimostra una buona sovrana, sempre attenta alle esigenze del proprio popolo. 

Il rapporto con Rhaenyra

Interessante è il rapporto con la figliastra, destinato a incrinarsi sempre di più nel corso della stagione. Se da una parte Rhaenyra non riesce a perdonare ad Alicent il suo tradimento, dall’altra l’amica le volterà definitivamente le spalle dopo avere scoperto della menzogna raccontatale dalla principessa riguardo la sua virtù, persa con Ser Criston dopo una notte brava.

Furiosa per l’allontanamento del padre da palazzo a seguito di questa bugia, e invidiosa di Rhaenyra, che può agire impunemente amando chi preferisce. La scena dei rapporti sessuali avuti rispettivamente dalle due, mostra la differenza tra i due personaggi e la “sfortunata sorte” di Alicent, costretta a vivere al fianco di un uomo che non ama. 

Il momento che preferisco con Alicent Hightower? Sicuramente la sua entrata in scena nel bel mezzo del banchetto, durante il discorso tenuto da Viserys. Con portamento regale e altero, la regina avanza tra gli invitati in silenzio, prendendo posto a fianco del re, dopo essersi congratulata con l’amica chiamandola con astio “figliastra”. Alicent indossa non a caso un abito verde, colore della sua Casata, la quale, quando necessita del soccorso dei suoi fedeli, accende una fiamma verde sulla sua torre. 

Viserys Tagaryen 

L’ultimo personaggio di cui vale la pena parlare è sicuramente il re Viserys I Targaryen, che, interpretato da Paddy Considine, ha saputo conquistarsi l’affetto del pubblico e quello di Martin, che ha affermato di preferire la versione del re di House of the Dragon, rispetto alla sua. 

Viserys è un personaggio tragicamente umano, la cui sofferente sorte è già scritta fin dai primi minuti della serie. Ossessionato dal desiderio di un figlio maschio, arriva a decidere della morte di Aemma, sua moglie, preferendole il neonato che la regina porta in grembo, il quale però morirà qualche istante più tardi. 

Questa sarà soltanto la prima di una serie di scelte sbagliate che porteranno, col tempo, allo scoppio della Guerra. La decisione di sposare Alicent al posto di Laena, infatti, porterà gli Hightower a conquistare, piano piano, il potere a corte, mentre il re, ormai morente, assisterà con sconforto allo sgretolarsi della sua famiglia. Quella famiglia che tanto ama, ma che è profondamente divisa, al suo interno, da profonde faide e lotte di potere. 

“My love” e tutte le altre scene che abbiamo amato di Viserys

Tante sono le scene memorabili che lo vedono protagonista e che lo caratterizzano, rendendolo un personaggio profondamente sfaccettato, per il quale risulta davvero impossibile non provare empatia. 

Memorabile è la scena del banchetto, durante la battuta di caccia, dove il re si trova a fissare la sua corte, distante, profondamente solo. Il vociare dei commensali giunge lontano, consentendo allo spettatore di empatizzare con questo personaggio e il peso della corona che porta. Il re appare immerso in una profonda solitudine, propria di un personaggio che, continuamente manipolato dai suoi consiglieri, non può fare davvero affidamento su nessuno. 

Un altro momento degno di nota mostra invece la forza del re, che decide, ormai morente, di sedere un’ultima volta sul trono, per giudicare le pretese di Vaemond Velaryon. Tra lo stupore della corte, Viserys avanza a fatica nella sala, consentendo solo a suo fratello Daemon di aiutarlo.

Il momento in cui il principe si china a raccogliere la corona caduta a terra, ponendola nuovamente sul capo del vecchio re, è estremamente toccante. Sicuramente uno dei momenti più alti della serie, assieme alla morte, dove Viserys, agonizzante, si spegne lentamente, ricongiungendosi finalmente con l’amore della sua vita, colei che non ha mai dimenticato: Aemma Arryn. 

Il Canto del ghiaccio e del fuoco

Un elemento estremamente interessante di questa stagione è quello riguardante un’antica profezia, che i fan di GOT conoscono bene. Nelle prime puntate di HOTD, Viserys ne parla a Rhaenyra, raccontandole di un antico sogno, fatto da Aegon il Conquistatore, il primo re che unì i Sette Regni.

Egli, guardando verso l’orizzonte oltre le acque nere, dall’alto di Roccia del Drago, vide una terra ricca da occupare. Ogni Targaryen con la corona è da allora destinato a prestare giuramento perseguendo una sacra missione: la conquista di quella terra.

Tuttavia la profezia non finisce qui. 

“Aegon vide un’oscurità totale cavalcare quei venti, e qualunque cosa si nasconda in essi distruggerà il mondo dei vivi. Quando questo grande inverno arriverà, Rhaenyra, tutta Westeros dovrà affrontarlo. E se il mondo degli uomini vorrà sopravvivere, un Targaryen dovrà sedere sul Trono di Spade.“

Viserys Targaryen

La profezia sembrerebbe riferirsi dunque alla minaccia degli Estranei, a quella Lunga Notte combattuta e vinta con l’ultima stagione di GOT. Ma è davvero così?

Il trono era occupato da Cersei, e la minaccia era stata stroncata da Arya Stark, seppur con Catspaw, il pugnale in acciaio di Valyria su cui è incisa la profezia de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
“Dal mio sangue viene il principe che era stato promesso, e la sua volontà sarà la canzone del ghiaccio e del fuoco”.

Il ritorno di queste antiche parole può essere dunque un modo per legittimare la serie sequel su Jon Snow, e, al contempo, accendere l’interesse dei fan per questo prodotto discusso? La minaccia degli Estranei potrebbe dunque ripresentarsi e, con essi, sancire l’arrivo del Principe che fu promesso? 

Tra qualche anno ne sapremo sicuramente di più. Per ora non ci resta che attendere

The Dark Queen – Che la Danza abbia inizio! 

Sembra inoltre che dovremo aspettare anche per la seconda stagione di House of the Dragon, che, secondo le ultimissime voci ufficiali, non sarà rilasciata prima del 2024! 

Decisione perfettamente in linea con i tempi di produzione dell’HBO, ma che ci lascia un po’ con l’amaro in bocca, in trepidante attesa per il destino riservato a Casa Targaryen. 

La situazione, infatti, non è delle più rosee: l’inizio della guerra incombe su Westeros, e gli schieramenti sono ormai fatti. I Neri da una parte e i Verdi dall’altra, a contendersi il dominio dei Sette Regni, in una delle guerre più atroci dell’universo creato da Martin! 

Il finale di stagione non lascia spazio a dubbi! La morte violenta di Lucerys per mano di Vhagar, il drago cavalcato da Aemond Targaryen, è solo la causa scatenante di un evento che già imperversava nell’aria. La miccia che nessuno aveva intenzione di accendere per primo, per non dare inizio alla guerra.

Aemond lo sa, e quello sguardo sconvolto che lancia nel vuoto, a fine puntata, è la conferma di quanto avverrà di lì a pochi minuti: la rabbia di Rhaenyra che esplode, sullo schermo. La fine di un periodo di pace. 

Che la Danza dei Draghi abbia inizio!

a cura di
Maria Chiara Conforti

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Maria Chiara Conforti

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