L’inno alla vita con “Luca”

L’inno alla vita con “Luca”
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“Silenzio Bruno” è la frase che dovremmo ripeterci ad ogni giornata vissuta. “Luca” di Casarosa, si presenta come un gioiello pronto per cambiare la visione dello spettatore.

Luca” di Enrico Casarosa è un film d’animazione prodotto dai Pixar Animation Studios in co-produzione con Walt Disney, uscito nel 2021.
La pellicola in soli 92 minuti riesce a mischiare sapientemente una narrazione leggera e ritmica a tematiche profonde e attuali, permettendo al film di divenire uno dei film d’animazione più apprezzati da grandi e piccini.

Trama e personaggi

La storia, ispirata alla leggenda di Colapesce, mostra un mondo alternativo in cui due creature marine, Luca Paguro e Alberto Scorfano decidono di voler vivere delle esperienze sulla terraferma nonostante le tante insidie. Il sogno che accomuna i due è l’acquisto di una Vespa per poter girare il mondo.

Si può osservare fin da subito una morfologia ben differente che caratterizza i due personaggi principali:
Alberto Scorfano è in apparenza determinato e spavaldo, nascondendo però quella che è una forte inadeguatezza dovuta all’allontanamento del padre. Luca, d’altro canto, fin da subito si presenta come un personaggio caratterizzato dalle molteplici insicurezze e timori, nascondendo, invece, una grande forza d’animo. Sarà grazie all’aiuto dell’amico Alberto che riuscirà a far emergere la sua parte più spensierata e giovane.

“Silenzio bruno” e l’importanza dell’amicizia

Proprio grazie al loro legame, i due ragazzi compensano quelle che sono le loro mancanze caratteriali dando vita a grandi progetti di vita. Sarà il potere della loro unione che porterà i due alla realizzazione dei loro obiettivi.

Luca infatti riuscirà a superare pian piano ogni suo timore e insicurezza proprio grazie allo sprono dell’amico. 
Alberto invece riuscirà a raccogliere i propri pensieri e le proprie fragilità arrivando a ricreare una consapevolezza non indifferente. 

È con “Silenzio bruno” che la trama fa luce su quella che è la parte principale della narrazione. Questa è la frase che viene utilizzata da Luca, su consiglio di Alberto, ogni qualvolta la coscienza cerchi di scoraggiare il suo istinto dal prendere decisioni avventate, precludendo così ogni attimo di vita e spensieratezza.

Il film punta le proprie basi proprio su questo obiettivo: superare i propri timori e vivere una vita completa e senza rinunce.

La diversità

La paura per il diverso farà da sfondo a tutta la narrazione. Sia le creature marine che gli esseri umani temono infatti la diversità, demonizzandola. Obiettivo ultimo è proprio quello di fondere le apparenze dei personaggi in modo tale da abbracciare soltanto lo spirito.

Il film si presenta non solo come puro intrattenimento e animazione fine a se stessa, ma riporta all’attenzione un significato profondo. La demonizzazione della diversità non è altro che un prodotto di antiche convinzioni tramandate per lungo periodo.

I legami sono un punto fondamentale della narrazione, grazie ai quale i personaggi riusciranno a superare i propri limiti, mostrando allo spettatore l’importanza della condivisione. É questo il grande messaggio che la storia vuole tramandare.

La Vespa

L’Italia fa da cornice alla narrazione portando lo spettatore a Porto Rosso nelle Cinque Terre, in Liguria. Gli stereotipi non mancano ma ricreano comunque bei riferimenti alla cultura popolare italiana.

In tutto ciò la famosissima Vespa assume un ruolo narrativo centrale, rappresentando non solo un mero oggetto in se, quanto la volontà e il desiderio dei protagonisti di correre alla scoperta del mondo in tutta la sua ricchezza. Anche se il sogno iniziale non verrà poi realizzato, dona comunque ai personaggi del coraggio per compiere scelte importanti. 

Il gesto finale di Alberto darà un senso ultimo a tutta la narrazione: il sogno della Vespa viene piegato a qualcosa di più grande, il dono dell’altruismo.

Conclusioni

Luca” si presenta come un piccolo miracolo. Una poesia dedicata all’amicizia, alla fragilità e alla diversità, e ricrea un messaggio finale ben chiaro e potente. “Silenzio Bruno” diviene così un inno alla vita, quella più autentica e vera.

a cura di
Valentina Vitrani

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