Taylor Hawkins tribute – l’abbraccio dei Foo Fighters

Taylor Hawkins tribute – l’abbraccio dei Foo Fighters
Condividi su

I Foo Fighters e la Hawkins family, con la presenza di prestigiose guest stars internazionali, ci hanno regalato sei ore di musica ed emozioni per la prima delle due date del concerto tributo organizzato per la scomparsa improvvisa a marzo scorso dell’amico Taylor Hawkins. La visione del concerto era possibile anche in diretta

Che cosa incredibile è successa sabato sera? Al Wembley Stadium di Londra le stelle che ricoprivano il cielo della serata pare si fossero teletrasportate sul palco, ora dopo ora, nota dopo nota. Un concerto tributo di ben cinquanta brani con interpreti da brividi, pianti, balli ed emozione che fuoriusciva da ogni particella nell’aria. Non esistono parole o aggettivi esaustivi per descrivere appieno la serata di sabato.

Countdown globale

Il concerto inizia con gli onori di casa dei Foo Fighters e del frontman Dave Grohl, che visibilmente commosso saluta e ringrazia i presenti, ricordando il motivo della serata.

“Ladies and Gentlemen, tonight we’ve gathered here to celebrate the life, the music, and the love of our dear friend, our bandmate, our brother Taylor Hawkins. For those of you who knew him personally, you knew that nobody else could make you smile or laugh or dance or sing like he could.
For those of you who admired him from afar, I’m sure you’ve all felt the same thing. So tonight we’ve gathered with family and his closest friends, his musical heroes and greatest inspirations to bring you a gigantic fucking night for a gigantic fucking person. So sing and dance and laugh and cry and fucking scream and make some fucking noise so he can hear us right now.
‘Cause you know what? It’s going to be a long fucking night, right?”

Dave Grohl
“Are you ready? ARE YOU FUCKING READY?”

Iniziamo il concerto con il primo ospite Liam Gallagher, che accompagnato dai Foo Fighters ci regala due brani con “Rock ’n’ Roll Star” e “Live Forever” scanditi da un Grohl di nuovo alla batteria. Segue poi il primo cambio di scena con due tributi al Duca Bianco, Mr. David Bowie, con i brani “Let’s Dance” e “Modern Love”.

Un’esibizione vocale impeccabilmente eseguita da Josh Homme (cantante dei Queens of The Stone Age ed Eagles of Death Metal), supportato da Nile Rodgers (chitarrista, compositore, arrangiatore), Chris Chaney (bassista, ex membro del tour con Alanis Morissette per il quale anche Taylor suonò, ed ora attuale membro della band “Coattail Riders”, di cui Taylor era founder), Omar Hakim (batteria) e Gaz Coombes (cantante e batterista dei Supergrass, band molto amata da Taylor).

A questo shot di dance però c’è bisogno di una piccola correzione hard rock, con la band Supergrass e Wolfie Van Halen, figlio dell’indimenticabile Eddie, che suonano una carrellata di brani dei “Coattail Riders” accompagnati dalla voce strepitosa di Justin Hawkins (frontman dei The Darkness).

Omaggi da “familiari acquisiti”

Dopo due ore e mezza di concerto, ci sembrava di aver già assistito ad uno show incredibile, fatto di reunion e collaborazioni sul palco come non si vedevano da tempo. In realtà lo spettacolo ci avrebbe riservato ancora tantissime emozioni da scoprire, lasciandoci letteralmente incollati ai nostri schermi. Violet Grohl, figlia di Dave, sale sul palco accompagnata da Chris Chaney, Gregor Kursting, dal padre e dal resto della band.

Comincia a cantare con tutto l’affetto in corpo due brani di Jeff Buckley,Last Goodbye” e “Grace”, che fanno calare l’atmosfera rock sul ricordo solenne dell’amico di famiglia Taylor Hawkins.

Seguono a questo momento alcuni brani delle band più amate da Taylor: ancora i Supergrass e poi il leggendario Elton John, in diretta video che lascia in dote per la serata “Goodbye Yellow Brick Road”, suonata live dai “Them Crooked Vultures” (riuniti dopo un decennio per questo tributo, ndr). Gli stessi proseguono l’esibizione con “Long Slow Goodbye” dei Queens of the Stone Age.

Let’s make Rock ‘n’ Roll

Prendono così la scena i mitici The Pretenders, capitanati dalla energica Chrissie Hynde e dal batterista Martin Chambers.  La storica band new wave, autrice tra le altre di Middle of The Road e Don’t Get Me Wrong, rispolvera con inossidabile energia post-punk i brani Precious, Tattooed Love Boys e Brass in Pocket.

Si passa poi al momento classic rock di Brian Johnson (voce degli AC/DC) e di un super Lars Ulrich (Metallica) dietro le pelli, ad accompagnare i Foo Fighters con “Back in Black” e “Let There Be Rock”. Divertente anche la comparsata di Justin Hawkins a supportare la voce di Brian per il ritornello del primo brano (forse per sorreggere la voce forse non al top del frontman? O semplicemente per condividere con lui quell’energia che ormai da un’ora e mezza infuocava il palco? Ndr).

Non poteva non essere presente Stewart Copeland dei Police, in questa reunion di drum heroes. E così “Every Little Thing She Does Is Magic” si trasforma in un tributo da brividi, con la stupenda versione interpretata dai Foo Fighters e da Gaz Coombes dei Supergrass alla voce.

It’s Queen time

Il filmato che introduce alla band successiva è inequivocabile. Lo stesso Taylor Hawkins amava tributare una delle band da lui più amate, prima di eseguire una loro immancabile cover. E quando la folta chioma bianca di Brian May appare sul palco seguito dal drum hero Roger Taylor il boato del pubblico fa riecheggiare il nuovo Wembley (e pure quello vecchio, consegnato alla gloria dei cieli nel 2001, ndr).

Bryan May insieme a Roger Taylor ospite del Taylor Hawkins tribute

L’esibizione dei Queen è una questione di famiglia: Rufus Taylor si siede alle percussioni al fianco di papà Roger, mentre intraprende il ritmo di “We Will Rock You”. La voce di Luke Spiller dei The Struts regge l’energico confronto con l’attuale frontman Adam Lambert, e anzi la presenza scenica ci distoglie dalla sua impressionante somiglianza con il Freddie Mercury dei primissimi anni ‘70.

D’improvviso il cambio ritmo dell’ultima strofa ci regala finalmente, dopo un paio di decenni di attesa, la versione fast di “We Will Rock You” (che in origine avrebbe dovuto essere incisa così, e non come la conosciamo su News of The World del 1977, ndr).

Roger Taylor si alza in piedi al cospetto del Wembley Stadium e intona la sua personale ballad “I’m in Love With My Car”. Il preludio allo show dei Queen è affidato ad un filmato dove lo stesso Taylor Hawkins racconta quando, all’età di 10 anni, rimase folgorato dal batterista della Cornovaglia, assistendo ad un concerto della leggendaria band. Da quel momento in poi decise che sarebbe voluto diventare come lui. Ma Hawk è già andato oltre.

Wembley e ricordi…

Per i furbetti amanti dei Queen i brani che sarebbero stati eseguiti successivamente non erano un segreto. Scartabellando YouTube negli anni passati, è stato facile indovinare le pietre miliari come “Under Pressure” e “Somebody to Love”. Il primo brano era già stato eseguito da Rufus come ospite ai live dei Foo Fighters, e cantata dallo stesso Hawk come cover fissa nei loro tour.

Stavolta si realizza un sogno: vedere finalmente un altro Hawkins (stavolta Justin, dai The Darkness) interpretare un brano dei Queen. Forse in tanti dal loro album d’esordio “Permission to Land” del 2004 attendevano di vedere Justin mettersi alla prova, abilmente superata.

Sam Ryder invece si diletta in “Somebody to Love” (anch’essa coverizzata nei live dei Foos) con risultati non altrettanto esaltanti (ma crediamo più che l’emozione abbia fatto la voce grossa, ndr).

Another hero, another failed romance

Un classico finale con “We Are The Champions” non sarebbe stato corretto per un contesto del genere. E allora ci pensa Brian a concludere divinamente la performance dei Queen. Si siede sullo sgabello nel bel mezzo dello stadio, e ricorda come in quello stesso stadio lui e Freddie interpretarono 36 anni fa “Love of My Life” insieme al pubblico di allora. E in quello stesso stadio 30 anni fa Brian, Roger e John Deacon dissero addio al loro più grande amico.

Ci immedesimiamo in May, convinti che mai avrebbe voluto che Wembley fosse nuovamente teatro di un altro grande precoce tributo. A nostro avviso, il concerto a Taylor Hawkins ha eguagliato in termini di maestosità il Freddie Mercury Tribute del 1992. Ed è così che Brian chiede a Wembley di trasformarsi in un’unica luce, così luminosa da toccare gli astri dove transita Hawk.

Time like this: il momento dei Foo Fighters + very special guest             

La ciliegina sulla torta di queste ormai quattro ore e mezza di concerto, non poteva che regalarcela la band di Taylor, i suoi Foo Fighters. È stato davvero un cocktail di emozioni che si percepivano persino dal live streaming su YouTube. Ogni momento vedere Dave intonare le prime note pensando che alle sue spalle non ci sarebbe più stato il suo amico, il batterista della sua band. Ma come direbbero i Queen “The show must go on”.

Here tonight we had lots of greatest musicians, and bands that Taylor loved and from which Taylor took inspiration from. Tonight we are here to celebrate Taylor, and with him we celebrate all the most famous drummers of the time. Are you ready motherfuckers?!”

Dave Grohl

Parte Josh Freese (composistore e batterista, membro attuale degli “A Perfect Circle”) che dà il via al brano “Times like these”, che si rivela il momento più struggente per Dave, costretto a interrompere per qualche secondo il suo canto per la commozione. “It’s times like these you learn to live again / It’s times like these you give and give again”.

Tuttavia, con forza e resilienza Dave e la band riprendono il ritmo con urgenza vitale, e senza sosta propongono i master pieces del gruppo intercambiando i vari batteristi. Fra i primi, sale alla batteria Travis Barker (Blink 182) per suonare insieme ai Foo i brani “The Pretender” e “Monkey Wrench”: l’adrenalina era a mille, ma il sudore sulla pelle era amaro. Fa male la tua assenza Taylor!

“Vecchie giovani amiche”

Continuiamo con la piccola amica, come la accoglie Dave, la 12enne Nandi Bushell che solo un anno fa aveva lanciato sui social una sfida alla batteria al frontman dei Foo Fighters. Ieri sera è tornata fra loro, per omaggiare Taylor e dare un segnale di futuro e speranza dando il ritmo per “Learn to Fly”. Subito dopo torna sul palco il figlio di Roger Taylor, Rufus, che sfoggiante il suo tatuaggio dell’aquila nera, il simbolo di Taylor Hawkins, suona sapientemente i brani “These Days” e “Best of You”, altro brano dalla lyric struggente.

Ebbene, le emozioni a questo punto erano già esplose a livelli incredibili. Ma questo tributo andava realizzato gigantic come diceva all’inizio Dave, per cui anche l’ospite a sorpresa doveva essere di tale calibro: niente popò di meno che Sir Paul McCartney, che ci ha regalato una versione di “Oh! Darling” (supportato dalla voce di Chrissie Hynde dei Pretenders) che non sentivamo suonare in live da un pezzo, e l’esibizione rock’n’roll di “Helter Skelter”. Come direbbero i nostri amici anglofoni, What a night!

This is the end…

È il momento degli ultimi brani, ma quelli forse più carichi in assoluto. Il terzultimo brano è “Aurora” che con le sue parole ci ha fatto volare in alto, in cielo con Taylor per rassicurarlo che qui sulla terra, il suo nome e il suo ricordo verranno sempre vissuti e urlati forte, cosicché possa sentirci. Non penso di avere parole migliori per descrivere la pienezza del momento se non citando due strofe:

“You believe there’s something else, To relieve your emptiness, And you dream about yourself, And you bleed and breathe the air, And it’s on and on, And on and on and on”.

Lyrics dal brano “Aurora”

Siamo giunti al penultimo brano, e con sofferenza misto a speranza del futuro, Dave Grohl chiama sul palco il figlio di Taylor, Oliver Shane Hawkins, che sulle orme del padre afferra con sicurezza le bacchette, cercando lo sguardo di suo “zio” Dave per il via. Un momento di forza, speranza e forse anche rabbia che si è tradotto in una fantastica esibizione di “My Hero”. Un ricordo che rimarrà indelebile a tutti, ai Foo Fighters, ai presenti ma soprattutto a Oliver.

L’emozionante momento di Oliver Shane Hawkins, figlio di Tayklor che suona alla batteria

Chiudiamo la nottata delle nottate con una struggente esibizione di “Everlong” denudata di tutto se non di sola chitarra, voce, e di indelebile amore da parte di Dave Grohl e di tutto il pubblico per salutare un amico, un artista senza eguali che ricorderemo tutti per sempre.

Un concerto che si guarda tutto d’un fiato. Attendiamo con ansia la seconda data negli USA il prossimo 27 settembre. Noi vi consigliamo di non perderla; segnatevela in agenda!

Ciao Taylor, grazie di tutto!

Ecco la setlist di sabato 3 settembre scorso:

  1. Rock ‘n’ Roll Star (Oasis – Foo Fighters + Liam Gallagher)
  2. Live Forever (Oasis – Foo Fighters + Liam Gallagher)
  3. Let’s Dance (David Bowie – Nile Rodgers + Chris Chaney + Omar Hakim + Josh Homme)
  4. Modern Love (David Bowie – Nile Rodgers + Chris Chaney + Omar Hakim + Gaz Coombes)
I Coattail Ridders per Taylor
  1. Psycho Killer (Talking Heads – Chevy Metal + The Coattail Ridders)
  2. Children of the Revolution (T. Rex – Chevy Metal + The Coattail Ridders + Kesha)
  3. Louise (Taylor Hawkins & The Coattail Riders – The Coattail Riders + Justin Hawkins c)
  4. Range Rover Bitch (Taylor Hawkins – The Coattail Riders + Justin Hawkins + Josh Freese)
  5. It’s Over (Taylor Hawkins & The Coattail Riders – The Coattail Riders + Justin Hawkins + Josh Freese)
Van Halen’s son
  1. On Fire (Van Halen – Wolfgang Van Halen + Dave Grohl + Justin Hawkins + Josh Freese)
  2. Hot for Teacher (Van Halen – Wolfgang Van Halen + Dave Grohl + Justin Hawkins + Josh Freese)
  3. Last Goodbye (Jeff Buckley – Violet Grohl + Dave Grohl + Alain Johannes + Chris Chaney + Greg Kurstin + Jason Falkner)
  4. Grace (Jeff Buckley – Violet Grohl + Dave Grohl + Alain Johannes + Chris Chaney + Greg Kurstin + Jason Falkner)
I Supergrass e la special reunion dei Crooked Vultures
  1. Richard III (Supergrass – Supergrass)
  2. Alright (Supergrass – Supergrass)
  3. Caught by the Fuzz (Supergrass – Supergrass)
  4. Goodbye Yellow Brick Road (Elton John – Them Crooked Vultures)
  5. Gunman (Them Crooked Vultures – Them Crooked Vultures)
  6. Long Slow Goodbye (Queens of the Stone Age – Them Crooked Vultures)
Pretenders
  1. Precious (Pretenders – Pretenders)
  2. Tattooed Love Boys (Pretenders  – Pretenders)2
  3. Brass in Pocket (Pretenders  – Pretenders
  4. Walk Away (James Gang – Joe Walsh e James Gang)
  5. The Bomber: Closet Queen / Bolero / Cast Your Fate to the Wind (James Gang – Joe Walsh e James Gang)
  6. Funk #49 (James Gang – (Joe Walsh e James Gang + Dave Grohl)
  7. Valerie (Amy Winehouse – Violet Grohl + Mark Ronson + Chris Chaney + Jason Falkner)
It’s only Rock’N’Roll but for Taylor
  1. Back in Black (AC/DC – Brian Johnson + Lars Ulrich + Foo Fighters)
  2. Let There Be Rock (AC/DC – Brian Johnson + Lars Ulrich + Foo Fighters)
  3. Next to You (The Police – Stewart Copeland + Foo Fighters)
  4. Every Little Thing She Does Is Magic (The Police – Stewart Copeland + Gaz Coombes dei Supergrass + Foo Fighters)
  5. 2112 Part I: Overture (Rush – Alex Lifeson e Geddy Lee + Dave Grohl)
  6. Working Man (Rush – Alex Lifeson e Geddy Lee + Dave Grohl)
  7. YYZ (Rush – Alex Lifeson e Geddy Lee + Omar Hakim + Greg Kurstin)
Magic Queen
  1. We Will Rock You (Queen – Brian May + Roger Taylor + Rufus Taylor + Luke Spiller + Foo Fighters)
  2. I’m in Love With My Car (Queen – Brian May + Roger Taylor + Rufus Taylor + Foo Fighters)
  3. Under Pressure (Queen – Brian May + Roger Taylor + Rufus Taylor + Justin Hawkins + Foo Fighters)
  4. Somebody to Love (Queen – Brian May + Roger Taylor + Rufus Taylor + Sam Ryder + Foo Fighters)
  5. Love of my Life (Queen – Brian May)
Foo Fighters commiato
  1. Time Like This (Foo Fighters – Foo Fighters + Josh Freese)
  2. All My Life (Foo Fighters – Foo Fighters + Josh Freese)
  3. The Pretender (Foo Fighters – Foo Fighters + Travis Barker)
  4. Monkey Wrench (Foo Fighters – Foo Fighters + Travis Barker)
  5. Learn to Fly (Foo Fighters – Foo Fighters + Nandi Bushell)
  6. These Days (Foo Fighters – Foo Fighters + Rufus Taylor)
  7. Best of You (Foo Fighters – Foo Fighters + Rufus Taylor)
  8. Oh! Darling (The Beatles – Paul McCartney + Chrissie Hynde + Foo Fighters + Omar Hakim)
  9. Helter Skelter (The Beatles – Paul McCartney + Foo Fighters + Omar Hakim)
  10. Aurora (Foo Fighters – Foo Fighters + Omar Hakim
  11. My Hero (Foo Fighters – Foo Fighters + Oliver Shane Hawkins)
  12. Everlong (Foo Fighters – Dave Grohl)

a cura di
Francesca Bandieri ed Emmanuele Olivi

LEGGI ANCHE – Francesco Renga – Langhirano (PR) – 4 settembre 2022
LEGGI ANCHE – Mahmood – Esedra di Palazzo Te Mantova – 3 settembre 2022
Condividi su
Francesca Bandieri

Francesca Bandieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *