Il castello errante di Howl: il ritorno al Cinema di Miyazaki

Il castello errante di Howl: il ritorno al Cinema di Miyazaki
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“Il castello errante di Howl” è un film del 2004 dello Studio Ghibli, scritto e diretto da Hayao Miyazaki.
La pellicola, disponibile in streaming su Netflix, è tornata in sala grazie ad un’iniziativa portata avanti dalla Lucky Red, che dal 1 luglio al 17 agosto ha riproposto nei cinema italiani alcuni capolavori del regista. 

“Il castello errante di Howl” torna al Cinema, catapultandoci ancora una volta nel mondo incantato di Hayao Miyazaki. Un mondo fiabesco, popolato da maghi, streghe, sortilegi e maledizioni, fuochi parlanti dall’incredibile potere magico, un castello in rovina e spaventapasseri a forma di rapa! 

Un film che ci porta indietro nel tempo, facendoci viaggiare, assieme ad Howl e Sophie, tra i ricordi di un’infanzia perduta, sulle note di “Merry Go Round of Life”. 

“Il castello errante di Howl” è stato candidato al Premio Oscar per il “Miglior Film d’Animazione” ed è stato presentato, nel 2004, alla 61esima Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Premio Osella per il “Miglior contributo tecnico”. 
Nel 2005, con la sua uscita in Italia, Miyazaki è stato premiato sempre a Venezia con il Leone d’Oro alla carriera

La trama 

Per quanto riguarda la trama della pellicola, essa inganna lo spettatore risultando, ad una prima lettura, piuttosto semplice, nonostante contenga, invece, diversi significati simbolici e numerose tematiche alla base della filosofia miyazakiana. 

Sophie è una giovane ragazza di diciott’anni che conduce un’esistenza ordinaria in una piccola cittadina di provincia, gestendo il negozio di cappelli appartenuto al defunto padre.


La sua vita cambia quando viene soccorsa dallo stregone Howl, che la salva dalle attenzioni inopportune di due gendarmi, coinvolgendola però in un inseguimento con gli scagnozzi della Strega delle Lande. quest’ultima, credendola un’amica del mago, fa visita alla ragazza, imponendole una maledizione di cui non potrà parlare con nessuno.

Trasformata in una vecchietta piena di acciacchi, Sophie decide di lasciarsi tutto alle spalle, compiendo un viaggio indimenticabile che la cambierà profondamente e che la spingerà, per la prima volta, a vivere davvero.
Durante questo viaggio incontrerà tanti nuovi amici, entrerà in contatto con magie, formule e sortilegi, e si ricongiungerà con il suo vero amore, Howl, che salverà a sua volta da un tragico destino. 

Gli elementi della storia: i malefici

Ne “Il castello errante di Howl” ritroviamo elementi tanto cari alla tradizione quanto alle opere di Miyazaki. Come i malefici e le maledizioni, di cui sono vittima i personaggi. 

Prima tra tutte Sophie, condannata a vivere nel corpo di un’anziana signora dalla Strega delle Lande.
Ma anche gli stessi Howl e Calcifer, vincolati da un contratto stipulato anni prima, e Rapa, il principe di un regno vicino, tramutato in uno spaventapasseri e destinato a riacquisire la sua forma umana solo grazie al bacio del suo vero amore. 

La magia

Un altro elemento tipico delle opere di Miyazaki è la magia.

Essa è buona e divertente, utilizzata spesso da Howl per aiutare la popolazione nelle sue faccende quotidiane, o durante i continui traslochi del Castello, messi in atto dallo stregone e da Calcifer per sfuggire alla maga Suliman. 

Ma c’è anche un altro tipo di potere, più oscuro, come quello che Howl utilizza per combattere, assumendo le sembianze di un mostro e rischiando, volta dopo volta, di perdere la capacità di ritornare alla propria forma umana, smarrendo se stesso e dimenticandosi di ogni cosa.


O come il potere di Calcifer, un demone costretto ad obbedire al volere del suo padrone, o quello della maga Suliman, crudele e distruttivo, messo al servizio della Corona. 

L’Amore

Ma c’è anche l’Amore, in ogni sua forma e sfumatura.
L’amore vero, quello di Sophie e di Howl, destinato a sopraggiungere e a stravolgere la vita dei due protagonisti, cambiandoli profondamente.


O quello a senso unico (e mai ricambiato) di Rapa, che colpisce per la sua purezza e tenerezza, e quello folle ed egoista della Strega delle Lande, la quale, sedotta e abbandonata dal mago tempo prima, brama il cuore di Howl. 

C’è anche un amore effimero, fatto di passione e divertimento, con cui si diletta lo stregone prima di conoscere Sophie, portando avanti una serie di conquiste senza che nessuna di queste, però, lo interessi davvero.

E, infine, quello che si sviluppa, nel corso del film, tra i vari personaggi che vivono al Castello, che creano legami e costituiscono, lentamente una strana e stravagante Famiglia, che rappresenta tutto ciò che Sophie ha sempre desiderato. 

Il tema della Bellezza

“Senza la Bellezza non c’è alcuna ragione di vivere.” 

Howl, Il castello errante di Howl, Hiayao Miyazaki, Studio Ghibli, 2004 

Come si evince dalle parole pronunciate da Howl, uno dei temi principali di questa pellicola è sicuramente quello della Bellezza. 

Essa è infatti sempre presente, ovunque sullo schermo: nell’incanto delle montagne innevate, che si innalzano imponenti verso il cielo. Nel luccichio splendente del mare, nel quale si specchia il sole appena levatosi. E nelle verdi praterie fiorite, tra laghetti e rifugi segreti, dove Howl porta Sophie, donandole un posto in cui essere al sicuro.

Una natura vergine e incontaminata, che si contrappone nettamente allo sfarzo del Palazzo Reale, o al caos cittadino in cui le persone portano avanti freneticamente la loro esistenza. 

La Natura è bellezza, splendore. Un luogo incantato, una sorta di paradiso terrestre dove ci è concesso di vivere. Una bellezza vera e reale, racchiusa nelle più piccole cose, dalle quali però si trae maggior beneficio.

Una bellezza semplice e autentica, che si contrappone a quella finta e artificiale ricercata ossessionatamente dai personaggi presenti sullo schermo. Come la madre e la sorella di Sophie, che si agghindano con inutili fronzoli, ricercando con ostentazione una beltà che non riusciranno a raggiungere mai, risultando agli occhi dello spettatore inutili falsi, copie sbiadite prive di un reale valore.

O la Strega delle Lande, una vecchia crudele ed altera che camuffa il suo aspetto, ringiovanendolo, ammaliata da quella giovinezza di cui ormai è priva. Solo grazie ad un incantesimo di Suliman riacquisterà le sue vere sembianze, perdendo al contempo tutti i suoi poteri. 

La vera Bellezza

Anche Howl, ad inizio film, si rivela ossessionato dalla Bellezza e dai doni che essa può offrire. Il suo atteggiamento superficiale nei confronti di essa appare evidente.

Grazie al suo aspetto, che cura in modo maniacale, passa le giornate viaggiando da un posto all’altro, intento a sedurre donne attraenti, che però abbandona una dopo l’altra, percependo in cuor suo una mancanza di sostanza in tutta quella bellezza vuota. Una ricchezza che invece scorgerà in Sophie, una ragazza dall’aspetto modesto, inconsapevole del suo reale valore.

La giovane, che si ritiene banale ed insignificante, sarà l’unica a conquistare realmente il cuore di Howl, facendolo innamorare di sé. E rivelando allo stregone (ed a se stessa) che la vera bellezza sta negli occhi e nelle sguardo di chi ama.

Confinata da un incantesimo nel corpo di una nonnina, la ragazza acquisirà, grazie alla vecchiaia, una maggior saggezza e consapevolezza di sé, mantenendo al contempo immutati il forte spirito e la tenacia che la caratterizzano. Nei momenti di maggior gioia e passione, trasportata da quella vita che Sophie non ha mai avuto il coraggio di vivere, l’incantesimo vacillerà, e la ragazza tornerà pian piano al suo vero aspetto, ringiovanendo. 

Hayao Miyazaki celebra dunque, in questo film, una Bellezza autentica, fatta di semplicità e naturalezza, ben lontana dagli eccessi e dallo sfarzo della società, che in un primo momento può affascinare e sedurre, ma che è destinata, a lungo andare, a rivelare tutta la sua vacuità. 

Calcifer e l’anima di Howl 

Un altro tema importante presente ne “Il castello errante di Howl” è quello dell’anima dello stregone, di cui egli è rimasto privo in gioventù. 

L’anima è trattata da Howl come mera merce di scambio, e viene donata a Calcifer, un demone piovuto dal cielo, per acquisire maggiore potere, l’unica cosa che lo stregone desidera realmente.
Essa risiede nel cuore di Howl, custodito segretamente dal demone, unica prova dell’antico patto suggellato tra i due. 

Attorno ad essa si sviluppa tutto il dramma di Howl, condannato ad un’esistenza superficiale e disinteressata, volta a soddisfare esclusivamente i propri desideri, senza dedicarsi a nessun altro all’infuori di se stesso. Un moderno Dorian Gray, che però riuscirà a salvarsi dal suo tragico destino grazie all’arrivo di Sophie, per la quale il mago inizierà a provare interesse, arrivando anteporre la sicurezza della ragazza davanti alla propria. 

Sarà proprio Sophie a restituire ad Howl il suo cuore, senza il quale il giovane stregone sarebbe sicuramente morto. Ma la riacquisizione dell’anima ha il suo prezzo, rivelatoci dalle parole di Howl, il quale, tuttavia, profondamente cambiato, decide ugualmente di accettarlo, in cambio di una vita felice con la donna che ama e con la sua nuova famiglia. 

Howl: “Ah! Ma è terribile, ho il corpo che sembra un sasso!”

Sophie: “Proprio così. L’animo ha il suo peso.” 

Howl e Sophie, Il castello errante di Howl, Hiayao Miyazaki, Studio Ghibli, 2004 
Il vero villain del film: gli orrori della Guerra 

L’ultimo tema importante di cui vale la pena parlare è sicuramente quello della Guerra, unico vero cattivo del film. Suliman, la Strega delle Lande, e tutti gli altri personaggi negativi presenti nel film non sono, infatti, veri e propri villain, ma personaggi piccoli e meschini, che, dediti esclusivamente a loro stessi e ai loro interessi personali, si disinteressano delle conseguenze delle proprie azioni. 

La Guerra invece, crudele e feroce, viene qui condannata duramente da Miyazaki, da sempre contro l’attività bellica. 

Essa è portata avanti da tutti quei cattivi governanti che, per motivi futili ed interessi personali, condannano la popolazione al dolore e alla morte. La polvere e il fumo che si levano sulle città, e la crudele devastazione provocata dalle bombe sganciate sulla popolazione (che non è protetta, come il Palazzo Reale, dagli incantesimi di Suliman) rivelano l’enorme potenza distruttrice della Guerra, che tutto uccide e devasta. 

Un film consigliato?

Decisamente sì.

“Il castello errante di Howl” è un film d’animazione splendido che, per la storia e le tematiche proposte, si presta alla visione di un pubblico giovane quanto a quella di uno più adulto.

Con i suoi disegni mozzafiato e le sue splendide musiche saprà trascinarvi lontano, in lande desolate e città incantate, rapendo anche il cuore dei più scettici, che non sapranno più fare a meno delle opere di Hiayao Miyazaki, recuperandole tutte! 

A cura di
Maria Chiara Conforti

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