Fiammetta, una musa dalle mille identità

Fiammetta, una musa dalle mille identità
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Numerose sono le rappresentazioni della musa ispiratrice di Boccaccio e Rossetti, Fiammetta. Una figura femminile controversa ed enigmatica che, tra miti e leggende, supera i canoni dello stilnovo e si afferma come personaggio innovativo, ma ancora poco conosciuto

Una visione di Fiammetta di Dante Gabriel Rossetti

È l’anno 1878 quando la modella Marie Spartali Stillman diventa musa di Dante Gabriel Rossetti e, nei panni di Fiammetta, posa per il suo celebre quadro intitolato, per l’appunto, Una Visione di Fiammetta. Per quanto l’identità della modella sia nota, il soggetto dell’opera preserva da tempo un’aura di mistero. Studi artistici e letterari riconducono la donna raffigurata alla musa dello storico scrittore e poeta Boccaccio. Grazie ai suoi scritti egli ci permette di ricostruire alcuni tratti, fisici e caratteriali, di una così ignota ed interessante figura artistico-letteraria. 

Quadro: Una Visione di Fiammetta (1878) D.G. Rossetti
“Una Visione di Fiammetta” (1878) D.G. Rossetti
Una forte potenza evocativa

Nella sua realizzazione pittorica, Rossetti pone il soggetto al centro, facendolo emergere -brillante e acceso- dal buio di una foresta. Nella sua lucentezza, la protagonista illumina l’intero quadro, rendendo possibile una visione dettagliata dell’albero in fiore, in alto a destra, e del verde prato, in basso a sinistra. La natura raffigurata incornicia la figura di Fiammetta che, grazie alla fonte di luce alle sue spalle e l’abito drappeggiato, prende le sembianze di una dea. Un vento a favore sembra muoverle la veste rosso fuoco, un colore che nell’immaginario comune simboleggia la passione.

L’elegia di Madonna Fiammetta di Giovanni Boccaccio

Una veloce scorsa al dipinto può portare l’osservatore a credere che il fulcro della rappresentazione risieda proprio nella sua potenza. Tuttavia, il vero protagonista del dipinto è lo sguardo della donna. Vista la quantità di meravigliosi dettagli, ciò risulta difficile da notare a primo impatto. Osservando meglio, però, si nota che ella guarda lontano, i suoi occhi sono chiari e languidi e contrastano con quanto descritto prima.
Per comprendere più a fondo questa bellissima, ma controversa, figura possiamo, allora, consultare gli scritti di colui che da questo sguardo non ha più potuto sottrarsi, Giovanni Boccaccio. Fiammetta è, infatti, un’immagine femminile ricorrente in varie opere del poeta e scrittore trecentesco. La incontriamo, ad esempio, nel romanzo psicologico in prosa L’elegia di Madonna Fiammetta, di cui è la protagonista. Questa elegia è importante, perché pone al centro la sua narrazione in prima persona: agli occhi dei lettori Fiammetta si mostra come una donna dalla forte sensibilità e dall’animo ferito a causa dell’amore. 

Una donna fuori dal suo tempo

Insieme, l’opera letteraria di Boccaccio e il dipinto di Rossetti, ci permettono, quindi, di ricostruire un’identità “a tutto tondo” dell’enigmatica  protagonista di questo articolo. Per riassumere, Fiametta non incarna la donna oggetto d’amore spirituale della cultura stilnovista, né per il suo carattere forte, seppure sensibile, né per la sua travolgente presenza fuori dai canoni del suo tempo. 

Numerose fonti esterne sostengono, inoltre, che dietro al nome di Fiammetta si celasse la figlia di Roberto D’Angiò, sovrano del regno di Napoli. Si dice infatti che fu proprio lei a rubare il cuore di Boccaccio durante il suo soggiorno nel regno. Altri scritti sostengono, al contrario, che Fiammetta non sia mai esistita e fosse solo parte dell’immaginario del Boccaccio. Tuttavia, nessuna di queste fonti è mai stata confermata e per i più appassionati di leggende romantiche l’enigmatica Fiammetta può restare un mistero irrisolto

a cura di
Nicole Corso

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