Madyon: dal rock anni 2000 al cyberpunk

Madyon: dal rock anni 2000 al cyberpunk
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“Madyon :: Live 3022” è il nuovo live album dei Madyon che combina pop rock e cyberpunk. Cristian Barra, leader del gruppo, ci racconta dell’identità della band e dei suoi progetti futuri.

Dopo un passato fatto di cover, prima, e di propri inediti, poi, i Madyon tornano con un nuovo disco. Questa volta completamente live. Gli ingredienti dei ragazzi piemontesi sono però gli stessi: musica di qualità, per durare nel tempo e che attinge al rock primi anni 2000, tra Oasis e Coldplay.

Di nuovo c’è una concettualità futurista, cyberpunk, che sarà la cifra stilistica del prossimo lavoro in studio.

Abbiamo incontrato Cristian, leader della band, per saperne di più.
Ciao Cristian! I tuoi Madyon cosa portano di nuovo nel panorama musicale italiano?

Ciao! Grazie per dedicarci questo spazio, non è scontato che qualcuno punti i riflettori sulla scena indipendente, siete tra i pochi… e lo apprezziamo molto.

Per provare a risponderti bisogna iniziare dicendo che i Madyon battono bandiera italiana solo a livello anagrafico. Niente di ciò che facciamo attinge dal panorama musicale italiano o dalla sua storia. La musica dei Madyon affonda le sue radici nel rock inglese di inizio anni 2000. Non penso si debba per forza aggiungere qualcosa di nuovo per giustificare la propria esistenza, questo forse è un requisito necessario per l’odierna scena mainstream che non punta più al lungo periodo ma a stupire nell’immediato. Un’identità musicale basata sulle canzoni “senza tempo” come le nostre, credo si basi più sul trovare una propria identità miscelando attentamente gli elementi di uno o più linguaggi consolidati nel tempo. Diciamo che se vi piacciono i primi Coldplay, The Verve o i fratelli Gallagher, magari vi piaceranno anche i Madyon.

Madyon :: Live 3022 è la vostra più recente pubblicazione. Il titolo è esplicativo… di cosa?

Un semplice carattere, anzi, un solo numero all’interno del titolo dell’album cambia tutto e comunica un messaggio molto più ampio indicando una direzione. Se si fosse chiamato “Madyon Live 2022” sarebbe stato banalmente il nostro disco live del 2022. In questo caso invece si tratta di voler svelare l’ambientazione dove si contestualizzeranno le storie e le sensazioni che caratterizzeranno le canzoni del prossimo disco. Il nuovo disco dei Madyon (previsto per il 2023) è concepito come la colonna sonora di una storia ambientata in uno scenario in stile CyberPunk. Un futuro dove è possibile qualcosa in più rispetto al presente in cui viviamo.

Il vostro genere è un brit rock decisamente poppeggiante. Tornando indietro nel tempo, ricordate quando avete deciso che i Madyon avrebbero “suonato così”?

In realtà non c’è mai stata una riunione ufficiale nella quale abbiamo definito i caratteri del suono dei Madyon. Il sound è sicuramente figlio dei nostri riferimenti musicali e l’identità nasce dall’accostamento di referenze diverse tra loro. Forse il collante finale è la voce che, a mio avviso, più che sulla tecnica punta sulla riconoscibilità.

Gli arrangiamenti invece derivano dal processo di produzione che avviene sempre contestualmente alla registrazione. Non potremmo mai lavorare senza uno studio di registrazione di proprietà, i nostri brani non potrebbero mai nascere nel classico studio affittato per due giorni dove a turno ognuno registra la parte del proprio strumento studiata in precedenza. Siamo i primi critici di noi stessi ed è capitato più volte di arrivare alla fine di un brano e dire “ok, non va bene, dobbiamo rifare tutto da zero”. Soltanto il mastering viene gestito esternamente ma credo sia il ruolo stesso del processo di mastering a necessitare di orecchie “fresche” e non assuefatte dalle migliaia di ascolti che si fanno in studio.

Entriamo nel dettaglio dei vostri brani: come nascono? Sia da un punto di vista compositivo che di scrittura dei testi.

Sarò banale ma i brani nascono tutti sul divano di casa mia, chitarra e voce, nei momenti più inaspettati. Spesso mentre sto “cazzeggiando” in attesa di uscire, spesso dopo essere rientrato a casa a notte fonda, spesso perché qualcosa che ho sentito, anche di tutt’altro genere, mi ha fatto venire un’intuizione. È totalmente inspiegabile, e a volte questo mi spaventa un po’ perché non mi sembra di averne pieno controllo e ho paura che da un momento all’altro l’ispirazione possa svanire.

La topline nasce contestualmente alla chitarra acustica, improvvisando la metrica con una linea vocale cantata, in una lingua inventata, con vaghi riferimenti anglofoni. Non potrei mai farlo davanti a nessuno… sarebbe davvero imbarazzante. Credo che derivi dal fatto che da bambino provassi cantare in inglese senza conoscerne una parola. Spesso in quelle improvvisazioni sono presenti parole reali che poi rimangono nel testo finale. Non chiedetemi come mai. Una volta registrata una bozza sullo smartphone la condivido con i ragazzi. Ognuno ci mette del suo a livello di idee e poi si passa in studio a provare se le stesse funzionano o meno.

Potendo ipotizzare, come credete sarà la musica nel 3022? E se i Madyon dovessero rinascere tra mille anni, come sarebbero?

Wow. A The Soundcheck piacciono le domande difficili. Scherzo ovviamente 🙂

Se non nei racconti CyberPunk di cui il prossimo disco sarà colonna sonora, non riesco davvero ad immaginarmi il mondo nel 3022, soprattutto a fronte delle difficili dinamiche che caratterizzano il nostro oggi, sotto tutti i punti di vista. Sono certo però che la musica esisterà sempre, com’è sempre esistita e probabilmente sarà ancora divisa in due macrocategorie: la musica a breve scadenza e la musica senza tempo. Se i Madyon dovessero rinascere tra mille anni punterebbero sempre sulla seconda… ma forse con abiti di scena differenti 😉

Prossimi impegni? Già sappiamo che sta per arrivare un disco di inediti…

Oltre al nuovo album, a livello di live non abbiamo un vero e proprio tour in programma ma solo singoli eventi, con produzioni dedicate e soprattutto molto curate. Queste si svolgeranno principalmente nella zona del nord Italia, per motivi logistici. Abbiamo intenzione di registrare e riprendere ognuno di questi eventi per poi riproporli online. Diciamo che l’obiettivo è quello di proporre alcune esperienze fisiche, con i concerti, affiancate ad esperienze digitali, per chi non potrà raggiungerci in quelle date.

a cura di
Redazione

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Valentina Bertelli

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