Christmas in town – Intervista a Pier

Christmas in town – Intervista a Pier
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Venerdì 10 dicembre si è svolta la prima serata della manifestazione ideata dall’associazione culturale DARF di Noci

L’aria natalizia unita alla voglia di tornare a incontrarsi live, magari nei dintorni di un palco è quella che si è respirata venerdì 10 dicembre al CineClub Mu.Ra di Noci (BA) per la prima serata di “Christmas in town”. La rassegna di concerti ideata e promossa dall’Associazione Culturale DARF proseguirà lunedì 27 con i Rosy La Mouche e martedì 28 dicembre con Molla.

Pier, Pierfrancesco Troviso, si è esibito durante la prima serata di Christmas in town. Il giovane cantautore di Noci, appassionato di musica da sempre, all’età di 8 anni riceve la sua prima chitarra e da allora si è perfezionato sempre più nella tecnica oltre che nella scrittura di canzoni, confluite in parte nel suo EP d’esordio. Lo abbiamo contattato per farci raccontare le emozioni di tornare a esibirsi su un palco, del suo EP “Essenza” e degli auspici per il prossimo anno.

Ciao Pier, benvenuto su The Soundcheck. Raccontaci un po’ della tua “Essenza”

“Essenza” è l’EP che ho pubblicato lo scorso 24 maggio. Comprende 5 brani tra cui “Spalle”, pubblicato già a novembre dell’anno scorso. Ci è voluto più di un anno per registrarlo e produrlo, un anno complicatissimo dovuto alle continue restrizioni per la pandemia. Che dire, sono 5 canzoni di varia natura, in termine di temi e melodie.

Sono 19 minuti di musiche armoniose, testi introspettivi e canti eufonici. Mi piace definire ogni traccia con tre aggettivi: Piuma: interiore, sperimentale, trascendentale. Mano: energica, motivante, impetuosa. Spalle: sincera, esplosiva, pungente. Oblio: sensibile, nostalgica, struggente. Essenza: riflessiva, onirica, epifanica. .

Sei salito sul palco del Christmas in town, nella tua città, Noci. Come è stato tornare alla dimensione live, dopo lo stop causa pandemia?

Beh, sono molto entusiasta! Non solo perché pian piano la musica sta ritornando sui palchi ma anche per il fatto di aver suonato nel mio paese d’origine. Negli ultimi anni mi sono allontanato da Noci sia per motivi di studio che di lavoro. All’inizio della pandemia non è stato facile gestire la frustrazione di non poter suonare dal vivo. Avevo cominciato da poco ad esibirmi nei locali e stavo anche prendendo un bel “giro”, poi interrotto bruscamente dal lockdown. Ho cercato di adattarmi facendo l’unica cosa che si poteva fare in quel periodo, ovvero le dirette sui vari canali social. Ma ad essere sincero le ho sempre trovate un po’ “tristi” soprattutto da artista emergente. Diverso è se hai già una grossa fanbase alle spalle puoi anche in un certo senso divertirti.

Durante l’estate com’è andata?

Nell’estate 2020 con l’allentamento delle restrizioni ho provato a propormi in qualche locale all’aperto ma niente, così ho cominciato a suonare per strada. Al contempo, avevo conosciuto la violinista Elisabetta Palmiotti e ci eravamo preparati una bella scaletta di musica d’autore italiana e anche qualche canzone del momento. Ci siamo piazzati una prima volta in un parchetto barese e la seconda su Via Sparano, la via dello shopping, senza prendere neanche una moneta, solo per il gusto di suonare davanti a qualcuno.

Quest’estate ho rifatto l’esperienza di suonare per strada, questa volta accompagnato da altri 2 musicisti speciali, Roberto Cozzi alle percussioni ed Elena Lepore al violoncello. Abbiamo anche avuto l’occasione di suonare dal vivo a qualche evento culturale, contest musicali e locali all’aperto. Ringrazio il mio carissimo amico Nicola Intini, che ci ha supportati con la strumentazione e l’esperienza e il proprietario dello studio di registrazione Vinyl Sound dove ho registrato e prodotto tutti i miei brani.

Cosa ti auguri per il prossimo anno e quali progetti hai?

Vorrei continuare a condividere le mie canzoni e il mio amore per la musica. Per il 2022 conto di pubblicare un altro singolo e in seguito un altro EP. Ci sono molte canzoni nel cassetto che aspettano solo di essere registrate e prodotte, ma ci vuole tempo e pazienza. Spero solo non ci siano altri lockdown e di avere sempre più occasioni per suonare dal vivo, non importa dove, proprio perché è l’unica cosa che mi fa sentire più vivo.

a cura di
Mariangela Cuscito

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