Erica Mou – Teatro Kismet, Bari – 13 settembre 2021

Erica Mou – Teatro Kismet, Bari – 13 settembre 2021
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A pochi giorni dall’uscita di “Nature”, il suo nuovo album, la cantautrice di Bisceglie si è esibita all’Arena Kismet di Bari

Nature come la pluralità di sfaccettature che compongono una persona, come la versatilità artistica di Erica Mou, che tra “Bandiera sulla Luna” del 2017 e questo nuovo album si è cimentata anche con la scrittura di un romanzo “Nel mare c’è la sete” (Fandango 2020), con uno spettacolo teatrale “Un’ultima cosa” al fianco di Concita De Gregorio per cui Erica Mou ha realizzato le musiche originali e che farà tappa a Bari il prossimo ottobre. È stata componente della commissione artistica di Area Sanremo 2020, ha condotto 1MNext 2021, il contest del Primo Maggio a Roma.

Sul palco dell’Arena Kismet lunedì 13 settembre, ad accompagnare la Mou c’era la violoncellista, Flavia Massimo “giovin donzella che mi ha cambiato un po’ la vita” e Molla (Luca Giura) alle percussioni, basso e tastiere (Erica è tra le collaborazioni del nuovo disco del cantautore) “Gli voglio bene, lui suona tutto“.
Si parte nel viaggio alla scoperta di Nature con “Fuori dal letargo“, prima traccia del disco, per procedere con “Lo zaino sul treno” il singolo di lancio, già molto apprezzato dal pubblico, seguito da “Cinema“.

“Tutti gli esseri viventi procedono muovendosi in avanti, solo i gamberi no, ma non è vero perchè loro fanno solo un balzo al contrario, quando hanno paura”

Flavia Massimo

Questa canzone nasce dopo una serata in discoteca, luogo speciale popolato da persone belle da osservare, di qui il titolo ‘Animals‘”. Questa è la prima delle tracce in lingua “straniera”, Erica Mou da cittadina del mondo ha vissuto e realizzato questo disco tra la Puglia, Tolosa, Milano e Londra.

Molla
Libertà di essere

È il momento di “Erodere” una delle tracce più suadenti e struggenti del disco, incisa con Zibba, seguita da un omaggio a Celentano con “Azzurro“. A dimostrazione di quanto l’arte sia trasversale per Erica Mou, per cui romanzo e canzoni si intrecciano anche a distanza di anni, a questo punto del live prende il suo libro e legge il brano che apre la quarta parte. Il brano parla dell’usanza del sud di dotare le ragazze di un corredo “per infiocchettare loro un bel futuro bianco e stirato”. La protagonista, (suo nonno aveva una barca di nome Libertà), invece: “Io, per mia figlia, un corredo non lo farei mai. Io, mia figlia, la chiamerei Libertà“. Partono così le note della bellissima “Dove cadono i fulmini“, colonna sonora del film “Una piccola impresa meridionale”(2013) di Rocco Papaleo: impossibile non cantare tutti insieme.

“La vita va festeggiata, celebrata e apparecchiata col servizio buono ogni giorno”

Sono una donna non sono una santa” è la cover presente in Nature della canzone portata al successo da Rosanna Fratello. Dopo le “costrizioni” del corredo la Mou affronta il “divieto” di utilizzo del servizio buono dei piatti in porcellana con le posate d’argento e i bicchieri di cristallo: “Se c’è una cosa che ho capito negli ultimi due anni è che perdiamo troppo tempo ad aspettare il momento giusto. E allora mi dico che l’occasione giusta è ora e che la vita va festeggiata, celebrata e apparecchiata sempre col servizio buono, ogni giorno. Quindi “Svuot(iam)o i cassetti“, fisici e mentali.

Si torna alle origini con “Nella vasca da bagno del tempo“, brano presentato al Festival di Sanremo nel 2012, vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” e Sala Stampa Radio Tv per la sezione “Nuove proposte”.

“Voglio diventare vecchia coi ricordi tutti intatti e con le rughe tatuate a ricordarmi quanto è stato bello ridere, con gli occhi e con le labbra”

“Vorrei poter dire a una persona che non c’è più che io della vita non avevo capito niente”

Dopo “Giungla” si torna al presente e all’inglese con “Two left feet” prima di passare ad un’altra lingua, il suo dialetto, con “Neinde“. “Questa canzone la capirà il nord barese – ironizza la cantautrice – ed è nata proprio qui al Kismet, grazie allo spettacolo di Concita De Gregorio, e della regista Teresa Ludovico”. “Un’ultima cosa” parla di donne, di vita, di morte, di prendere la parola per dire ancora un’ultima cosa, “allora io ho immaginato che vorrei sentirmi dire, da una persona che non c’è più, che io della vita non avevo capito niente e che mi dovrei impegnare un po’ di più ad amarla“.

A ring in the forest” e “Sul ponte” chiudono la scaletta prima del bis con la canzone con cui è davvero iniziato tutto,15 anni fa: “Oltre” solo chitarra (inseparabile), voce e loop station. E la Bonus Track di Nature, “Felicidade” insieme ai musicisti.

Grazie al Kismet, al service, a Otr Live, a Giuseppe Saponari, mio fonico da 10 anni ma gliene toccano altri 50/60. Il grazie più importante va a voi, perchè una musica senza orecchie non vale niente“.

Il tour prosegue. dopo l’Officina Pasolini a Roma, giovedì 16 settembre a Taranto presso lo Spazioporto in occasione del Medimex.

a cura di
Mariangela Cuscito
foto di
Giorgia Paradiso

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Mariangela Cuscito

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