“The Tomorrow War”: bene ma non benissimo (spoiler)

“The Tomorrow War”: bene ma non benissimo (spoiler)
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“La guerra di domani”, titolo italiano del film, diretto da Chris McKay, disponibile dal 2 luglio 2021 su Amazon Prime, è un bel film, ma poteva andare meglio.

Se vuoi rilassarti dopo una giornata faticosa guardando qualcosa, “The Tomorrow War” non è adatto a te. Risulta un po’ pesante dato l’alto livello di attenzione che bisogna avere. Insomma non puoi permetterti di tralasciare dettagli.

La trama

Nel dicembre 2022, durante una finale di calcio, appaiono degli uomini e delle donne provenienti dal futuro, precisamente dal 2051, anno in cui la Terra sarà scenario di una guerra tra uomini ed extraterrestri, classificati come idre bianche.

Inizia così il reclutamento, non volontario, tra le persone del presente, unico requisito è essere morti prima dell’anno in cui si viene catapultati, così da non creare paradossi spazio-temporali.

Tra gli idonei, interpretato da un meraviglioso Chris Pratt, c’è Dan Forester, padre di una bambina Miuri. Dan è un insegnante di scienze al liceo, che in un primo momento cerca un modo per non partire ma alla fine si arrende e accetta il suo destino.

Il colonnello Forester, nonchè Miuri, nel futuro

A sorpresa trova la figlia Miuri al comando della missione nel 2051. I due lavorano insieme alla ricerca di una tossina in grado di uccidere l’idra bianca femmina che è fortissima e feroce. Una volta trovata la tossina sarà compito di Dan riportare la tossina nel presente per riprodurla e impedire così che la guerra si ripeta, lasciando morire la figlia nel futuro.

Un film interminabile e un nemico indefinito

Sembrava finita qui, ma in realtà, una volta tornati nel presente, inizia una seconda operazione cioè cercare la provenienza di questi alieni e iniettargli la tossina. Si scopre che erano già sulla terra dentro un enorme ghiacciaio. Da qui poi si arriverà finalmente alla fine uccidendo l’idra bianca femmina che è riuscita a scappare.

Dico “finalmente” perché questo film sembra veramente interminabile. Ogni volta che si pensa di essere arrivati a una conclusione per far terminare la guerra si apre un nuovo capitolo. Così anche per i nemici:

Inizialmente pensavo che il padre di Dan fosse dalla parte opposta della sua, poi avevo identificato i “cattivi” nell’esercito del futuro dato l’atteggiamento ostile e misterioso dei suoi membri, poi nelle idre, dopo ancora nelle idre bianche femmina. Poi il governo nega alla piccola squadra di andare in Russia, luogo in cui scoprono che le idre si sono ritrovate lì per sbaglio e dovevano essere delle armi di distruzione di massa per un altro pianeta.

Quindi alla fine il nemico non è identificato se non con le idre, che in realtà sono state usate inconsapevolmente.

È un po’ troppo contorto e questo continuo passaggio da una situazione ad un’altra lo appesantisce.

L’amore tra padre e figlio

Un personaggio che invece ho apprezzato è stato il padre Slade, interpretato da J. K. Simmons. È un ingegnere nucleare antigovernativo e complottista con un’ intelligenza non di poco conto e pieno di risorse. Il fatto che abbia degli strumenti quasi al pari dei militari provenienti dal futuro o aerei non rintracciabili mi sembra però una forzatura.

Il rapporto tra Dan e Slade si può riassumere nella solita storia in cui il figlio è arrabbiato con suo padre perché è stato assente per tutta la vita.

Nel momento in cui Dan va per la prima volta dal padre, per farsi aiutare ad eludere il sistema di controllo che le militari gli avevano impiantato nel braccio, mi aspettavo un aiuto incondizionato e che Slade avesse fatto di tutto pur di riappacificarsi con il figlio. E invece non è stato così.

Nonostante inizialmente potesse sembrare una figura secondaria, poi si è rivelato un pezzo fondamentale in quella che possiamo individuare come una “seconda trama” cioè l’aiuto dei padri nei confronti dei figli. Sia per quanto riguarda Dan e Miuri sia per Slade e Dan, trovando una sorta di circolarità.

Nulla di nuovo

Ovviamente se cambiano le situazioni mutano pure le inquadrature e gli scenari. Appena catapultati nel futuro sembra di essere in un “videogioco sparatutto” sia per le inquadrature sia per lo sfondo, con palazzi bruciati e il rosso fuoco che si vede all’orizzonte. Questo contribuisce a dare una giusta suspence e un ottimo grado di coinvolgimento, infatti questo è un punto di forza nel film. Poi lo stato di tensione viene estremizzato, annullando quest’effetto.

Con un fantastico Chris Pratt e Yvonne Strahovski, avendo come riferimento tutti gli altri film distopici che contengono viaggi nel tempo, mi sarei aspettata una pellicola su un gradino più alto. Non dico che è tutto fumo e niente arrosto, ma quando vengono proposte una serie di circostanze è meglio approfondirle, come appunto quella del viaggio del tempo che non è spiegato in modo chiarissimo.

Ovviamente non ci sono nella realtà quindi non mi aspetto una spiegazione esaustiva però l’impressione è quella di un’arrampicata sugli specchi dicendo giusto due cose per non avere dei buchi di trama.

Tecnicamente il film è ottimo; invece la trama è un po’ dispersiva e, a mio parere, non è fluidissima.

a cura di
Alice di Domenico

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