Negrita – Fiorenzuola d’Arda – 27 luglio 2021

Negrita – Fiorenzuola d’Arda – 27 luglio 2021
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L’ultima data della XVII rassegna dal “Mississippi al Po” di Fiorenzuola D’Arda chiude con er botto!

Come sono finiti i Negrita a Fiorenzuola D’Arda? Beh, non saprei. Ma di certo, ringrazio che l’abbiano fatto. Mancavano davvero! D’altronde, ogni estate la sorpresa delle date dei concerti e le locations sono sempre un po’ imprevedibili (un po’ come la grandinata distruttiva del giorno precedente, per esempio…).

Fra queste sorprese non a tutti note, vi è la XVII edizione della rassegna annuale “Dal Mississippi al Po” del comune di Fiorenzuola D’Arda che ogni anno vede coinvolti diversi artisti ed esperti da tutto il mondo per condividere la loro arte di scrivere, di suonare e di fotografare e le loro esperienze di vita, aprendo una finestra sul mondo nella città emiliana.

Dal Mississippi all’… Arno!

Ed è proprio in questo contesto che i Negrita si sono esibiti lo scorso martedì 27 luglio, in piazza Molinari puntualizzando scherzosamente che stavano partecipando a “dal Missisippi all’Arno” – “sapete abbiamo dei doveri di confine da mantenere”.

Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, il gruppo toscano ha organizzato un tour nazionale, “La Teatrale Summer Tour“, in modalità acustica per ridare naturalezza e senso nudo e crudo, della musica live, dei concerti e del puro rock italiano senza fronzoli.

Ad inizio concerto lo stesso Pau, cantante del gruppo, ha riflettuto con il pubblico presente quanto forse le nuove generazioni di musicisti abbiano un po’ perso l’importanza di riconoscere le proprie radici e della storia e dell’attualità italiana che in un modo o nell’altro hanno indubbiamente influenzato anche i contenuti dei loro brani.

La location “solenne”

La location un po’ inusuale anche per i Negrita, era posizionata in alto alla scalinata principale della cattedrale della città che per tutta sera è stata anche teatrino di ironie giocose con “l’Altissimo” al quale Pau chiedeva “perdono” per alcuni contenuti un po’ “rock ‘n’ roll” delle sue canzoni.

Infatti, nonostante il clima decisamente fresco dovuto al maltempo del giorno prima, sono stati i primi brani introdotti da Pau con veloci throwback della storia di ogni brano.

È proprio grazie a questo suo escamotage comunicativo che la distanza, e il fatto di essere seduti, sembravano secondarie: eravamo tutti vicini, in cerchio ad ascoltare la loro storia, dalle prime registrazioni dei primi album dei Negrita proprio a Cortemaggiore al locale Fillmore. Un ritorno alle origini.

Un po’ di Pau-Cabaret

E ora vi suoniamo questa canzone che racconta di come spesso la giustizia o religione siano contraddittorie, motivo per cui abbiamo composto Il Libro In Una mano, La Bomba nell’Altra.

Nel dirlo Pau scherzosamente si gira verso la cattedrale chiedendo scusa ai “piani alti” per offendere dato l’ospitalità sulla scalinata.

Ah, se ve lo chiedevate, questo liquido trasparente che sto bevendo non è acqua

Pau

Senza nulla togliere ai membri del gruppo, agli storici Drigo e Cesare e a tutti gli altri che hanno saputo tener calda la serata rispondendo alle battute di Pau da cabaretringraziamo il comune per la luce dello strobo gratuita della Farmacia qui davanti, che ci illumina la serata!”.

E poi ancora “voi forse non sapete, ma Mac un mese prima del tour si è tagliato un tendine nel fare i suoi manicaretti, e per due settimane ha ri-arrangiato tutto tenendo il dito indice bloccato, tipo E.T., quanto l’abbiamo preso in giro!”.

Rotolando verso la fine…

Infine, è la volta della chiusura del concerto, con i best of senza tempo… Ho imparato a sognare, Magnolia, Rotolando verso sud e la canzone di chiusura, dedicata come un augurio a tutti noi di riavvicinarci in un abbraccio virtuale, per un futuro nella speranza di pace amore e Gioia infinita!

Grazie mille ragazzi, e alla prossima data!

a cura di
Francesca Bandieri

foto di
Mirko Fava

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