Federica RiMa e il suo nuovo singolo: “Sai cosa c’è”

Federica RiMa e il suo nuovo singolo: “Sai cosa c’è”
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Il 2021 per Federica Passione, in arte Federica RiMa è iniziato con un nuovo singolo dal titolo: “Sai cosa c’è”, un brano intimo che racconta stralci di vita quotidiana e di consapevolezze acquisite dopo la fine di un amore con tutto ciò che porta con sé.

Appassionata di musica black sin da piccola, dopo anni di studio e ricerca personale, Federica RiMa sviluppa il suo stile, tracciando la propria identità musicale. Le influenze trap/soul si mischiano con il background pop italiano e così nel 2020 esce il suo primo EP: La crisalide seguito da due singoli: Ducati Monster e Piano B.

In tutti i suoi testi c’è un filo conduttore ed è la sensazione di ascoltare tante piccole e grandi verità messe nero su bianco, ma lasciamo che sia lei a raccontarci qualcosa in più a proposito del suo legame con la musica e con la penna…

Ciao Federica, benvenuta su TheSoundcheck! Rompiamo subito il ghiaccio con la prima domanda, vorrei chiederti quando e com’è nato il tuo progetto musicale. Ricordi un momento in particolare in cui ti sei detta: “Questa è la strada che voglio intraprendere” ed è poi nato il tuo nome d’arte Federica RiMa?!

Ciao Claudia, grazie infinite per questa opportunità, è giusto ringraziare perché non è facile avere un piccolo riflettore rivolto verso di te vista la quantità di materiale che sbarca sulle piattaforme di streaming ogni giorno. Il mio progetto musicale nasce esattamente un anno fa con l’uscita del mio primo EP: “Crisalide”.

Sono sempre stata una persona creativa, non ricordo di aver mai detto “questa è la strada che voglio intraprendere”, il mio percorso musicale è nato senza aspettative. Ricordo però che quando ero piccola, riempivo quaderni interi di fumetti, selezionando sempre musica di sottofondo; avevo bisogno che il brano mi colpisse sentimentalmente, così che le espressioni dei personaggi comunicassero le mie emozioni.

Andando avanti mi sono resa conto che la musica era più di una semplice compagnia, era qualcosa che riusciva a tirare fuori la parte migliore di me e quindi a farmi stare bene. Il nome d’arte “Federica Rima” nasce da una mia cara amica che vive in Australia, fu lei a chiamarmi così per la prima volta, così lo scrissi su Facebook nel lontano 2010.

Il tuo rapporto con la musica sembra davvero molto solido, ancorato a basi altrettanto solide, così come il tuo rapporto con la scrittura. Raccontaci un po’ del tuo legame con la penna e cosa rappresenta per te la stesura di un brano, come vivi quel momento?

Devo dire che il mio approccio con la scrittura è molto più di un semplice storytelling, per me rappresenta “un diario non personale”. Tramite i miei testi trovo sempre modi diversi per dire cose che non ho mai detto, come se stessi parlando agli amici perduti, a quelli ritrovati, alle persone di passaggio o a quelli che sono stati i miei ex, come se mi mettessi completamente a nudo in una stanza e avessi lasciato la porta aperta.

Dai tuoi testi emergono tantissime sensazioni, ogni canzone sembra una fotografia di una situazione vissuta, sentita. C’è un’esperienza, un viaggio o una persona che ha influenzato o influenza particolarmente il tuo modo di raccontare e raccontarti?

Nei miei testi ci sono tutte le esperienze che ho vissuto: la mia permanenza a Londra, Milano, il sacrificio, il successo, la solitudine, la nostalgia di casa, la nostalgia del mare, i miei amori, le persone più importanti.

Riconosco che nelle mie canzoni c’è tanta introspezione, la musica per me è un mezzo di comunicazione, non una dimostrazione. Una cosa che influenza molto la mia scrittura è il desiderio di riscattarmi senza più rimproverarmi nulla, ho imparato che gli errori non sono altro che la rifinitura dei successi che otteniamo.

È da poco uscito il tuo ultimo singolo: “Sai cosa c’è”, un brano intimo e introspettivo, com’è nato? E c’è una frase a cui sei particolarmente legata e perché?

“Sai cosa c’è” è tratto da una storia vera, come dicono nei film. Parla della fine di una storia importante e di un inizio di vita da single; ho passato un periodo ad affascinarmi alle persone pensando di innamorarmene, ma nella realtà dei fatti, non era affatto così. Mi innamoravo di uomini brillanti, dei loro interessi, della loro autostima, perché ero io a non possederla. Mi chiedo ancora come abbiano potuto alcuni di loro, innamorarsi di una persona così instabile come lo ero allora.

C’è una frase a cui sono affezionata particolarmente ed è proprio l’ultima: “Forse è colpa degli altri, se non so più fidarmi”, per esperienza penso che non ci sia cosa più sbagliata di buttare in un cestino la bellezza con cui siamo nati, per colpa di una brutta esperienza vissuta, la felicità dipende solo ed esclusivamente da noi, non dagli altri.

Il 2020 è stato un anno difficile per il settore musicale, qual è il tuo sogno per il 2021, cosa vorresti augurare a te stessa e soprattutto quali saranno i tuoi progetti futuri?

Nel 2021 mi auguro di potermi esibire dal vivo per la prima volta con i miei inediti, mi piacerebbe tantissimo riproporre i miei brani in location all’aperto accompagnata da un bel calice di vino rosso.

Ultima domanda: abbiamo la nostra playlist del mese su Spotify e aggiungeremo senz’altro il tuo ultimo singolo, tu invece quale canzone vorresti inserire? C’è un canzone che ti rispecchia in questo momento?

Ultimamente ho apprezzato molto “La canzone nostra” di Mace, Blanco e Salmo. Nel ritornello c’è una frase che dice: “Sono sotto la pioggia come la prima volta.” In un momento di pandemia mondiale come questo, obbligati alle varie restrizioni, una frase del genere mi fa pensare che non è mai troppo tardi per apprezzare le piccole cose.

Siamo tutti stati obbligati a fermarci per pensare e riflettere sulle cose realmente importanti, i momenti bui servono a questo, ci rendono più consapevoli e ci costringono a guardare la vita con altri occhi, come fosse la prima volta.
P.s. Grazie per aver inserito il brano nella vostra playlist di Spotify!

a cura di
Claudia Venuti

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Claudia Venuti

Claudia Venuti

Claudia Venuti nasce ad Avellino nel 1987, a 14 anni si trasferisce a Rimini, dove attualmente vive e lavora. Oltre ad essere il responsabile editoriale della sezione musica di TheSoundcheck, è responsabile dell’area letteratura dell’ufficio stampa Sound Communication. Studia presso la Scuola Superiore Europea di Counseling professionale. Inguaribile romantica e sognatrice cronica, ama la musica, i viaggi senza meta, scovare nuovi talenti e sottolineare frasi nei libri. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, la sua più grande passione è la scrittura. Dopo il successo della trilogia #passidimia, ha pubblicato il suo quarto romanzo: “Ho trovato un cuore a terra ma non era il mio” con la casa editrice Sperling & Kupfen del Gruppo Mondadori.

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