Netflix e anime demenziali, 5 serie animate per una serata di totale relax

Netflix e anime demenziali, 5 serie animate per una serata di totale relax
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La vostra compagna, il vostro compagno è fuori con gli amici. Tutti quelli a cui avete scritto su Whatsapp sono occupati. Non avete voglia di niente. Siete stanchi, afflitti e magari anche vagamente malinconici…

Netflix potrebbe salvarvi la serata con qualche anime.
Avete ordinato una pizza cipolla e peperoni per sottolineare e rimarcare la vostra solitudine. Nemmeno il gatto ha voglia di starvi vicino, rintanato in chissà quale anfratto della casa.

Si tratta, in poche parole, della serata ideale per concedersi un po’ di tv spazzatura, per bruciare qualche neurone dedicandosi alla visione di un programma senza alcuna pretesa, magari votato a fare leva sugli istinti più bassi, rozzi, selvaggi che pur si annidano nell’animo, nella parte più istintiva ed ancestrale, dell’essere umano.

Netflix, in questo, è un inestimabile compagno, ricco di pregiati tesori. In particolar modo, abbondano gli anime che non si prendono affatto sul serio, che stimolano le stesse smanie adolescenziali titillate da una qualsiasi puntata di Dragon Ball, quando ci accompagnava nei pranzi dopo la scuola, come meritato break prima di mettersi sotto con i compiti a casa.

Per venire incontro alle esigenze delle tante anime solitarie in cerca di un degno, bizzarro e folle passatempo, o per i semplici curiosi sempre a caccia di un po’ di sano trash, vi proponiamo una lista di serie animate assolutamente imperdibili, ricettacolo di risate a profusione scaturite da situazioni paradossali, machismo demenziale, battute e dialoghi quanto mai infantili.

Kengan Ashura

Il protagonista di questo anime tutto botte da orbi e muscoli ipertrofici ha un unico scopo: dimostrare di essere il lottatore più forte del mondo. Sullo sfondo di un circuito di lotte illegali tra multinazionali, la serie si sviluppa attraverso una sequela praticamente indistinta di scontri.

Mossi da ambizioni e desideri di prevaricazione simili, i partecipanti non lesinano sullo sfoderare tecniche sovrumane, sulla resistenza ai colpi sopra ogni immaginazione e su una strafottenza per l’avversario che sfocia in scambi di battute taglienti.

Prison School

Non esiste nulla di più stupido, volgare e tremendamente divertente, di Prison School, ennesima follia perversa made in Japan. Tratto dal manga di Akira Hiramoto, basta citare le premesse su cui si basa l’anime per rendersi conto dell’irresistibile idiozia che permea ogni puntata della serie.

Un gruppo di impacciati studenti, vengono eccezionalmente accolti in una scuola femminile dalle regole particolarmente ferree e segretamente controllata da un’associazione di ragazze che non vedono l’ora di farla pagare al sesso maschile.

Il manipolo di intrepidi eroi, si trova in breve a dover sopravvivere in un autentico inferno senza fine, tra punizioni corporali, violenza psicologica e la costante presenza di provocanti e sensuali compagne di classe che non vedono l’ora di beccarli in atteggiamenti non consentiti.

Prison School, in breve, è il regno del politicamente scorretto, un turbinio di vestiti succinti, siparietti comici e doppi sensi, indicato soprattutto per un pubblico maschile.

Baki

Baki è, senza mezzi termini, il nonsense fatto ad anime. Conoscere ed aver visto le serie che hanno preceduto quella che trovate sul catalogo di Netflix aiuta certamente a capire meglio chi sia il protagonista della vicenda.

Eppure, farlo non dissiperebbe il continuo senso di straniamento che si prova nel fruire di un prodotto che cambia continuamente punto di vista. Che alterna stili registici senza alcun rispetto per la progressione della storia, che fa apparire e scomparire personaggi senza nessun nesso logico. Eppure, staccarsi dallo schermo è difficile.

Perché quando le chiacchiere stanno a zero, quando la trama smette di indugiare sull’improbabile e patetica storia d’amore tra Baki e la sua ragazza quando, insomma, è arrivato il momento di menare le mani non importa chi sia a farlo. Sarete testimoni di adrenaliniche sequenze di lotta senza esclusione di colpi.

Anche in questo caso violenza indiscriminata e una sceneggiatura elementare la fanno da padrone.

Food Wars! Shokugeki no Soma

Manicaretti prelibati e ragazze formose sono gli ingredienti principali di questo anime incentrato sul mondo della cucina.

Il giovanissimo Soma sogna di diventare un cuoco persino migliore di suo padre e per questo dovrà mettersi alla prova con degustatori e clienti sempre più intransigenti.

La particolarità di Food Wars! Shokugeki no Soma è che ogni piatto preparato dal nostro risveglia tutti i sensi di chi li assaggia, causando, soprattutto nelle ragazze, impreviste reazioni con chiari e buffi riferimenti sessuali più o meno espliciti.

Preparatevi, insomma, ad una regia che indugia sulla biancheria intima delle ragazze il tutto condito, è proprio il caso di dirlo, con dialoghi estremamente demenziali.

Hi Score Girl

Haruo ha un unico talento: i videogames. Il suo mondo fatto di cabinati, hi-score da raggiungere e fumose sale giochi viene messo in crisi quando viene umiliato a Street Fighter II da Akira, studentessa modello che frequenta la sua stessa scuola.

Ambientato nel 1991, è un simpatico ritratto di un’epoca in cui essere nerd e avere la passione sfegatata per i videogiochi non era alla moda come lo è adesso.

Tra citazioni e schermate, che riproducono alla perfezione tanti titoli dell’epoca, è una serie animata che manderà in brodo di giuggiole gli appassionati con qualche anno sulle spalle.

Inoltre, come è facilmente ipotizzabile, anche in Hi Score Girl abbondano battutacce, doppi sensi ed un pizzico di demenzialità.

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A cura di
Lorenzo Kobe Fazio

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