Autumn in New York

Autumn in New York
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New York è una città esplosiva. New York è una città complessa. La metropoli del north east, la capitale non ufficiale degli Stati Uniti, la città che non dorme mai, il centro degli affari e della borsa mondiale… Potrei andare avanti ore a cercare di definirla, ma resterà sempre una realtà poliedrica, inafferrabile.

Forse proprio per questo ci attrae così tanto, da sempre: è il luogo dove i sogni diventano realtà, dove realizzare l’american dream, meta di migrazioni, viaggi, allo stesso tempo, purtroppo vittima di attentati dalla portata mai vista prima nella storia degli USA.

New York è, e resterà sempre, la New York New York cantata da Frank Sinatra: dolce, spettacolare, immortale. 

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Brooklyn Bridge

Ho avuto il privilegio di viaggiare molto nella mia infanzia, e continuo a spendere molte energie per continuare a farlo il più possibile anche ora, da adulta. Una delle città che ho visitato più volte è proprio la Grande Mela. L’ultima, poco meno di qualche settimana fa: avendo una parte della famiglia che si è stabilita lì, ho colto la lieta occasione di un matrimonio per andare a trovarla ancora una volta.

Ma New York non la ritrovi mai come te la ricordavi: è un’esperienza sempre nuova, ricca di sfaccettature inaspettate.

Vista la sua vaghezza (in senso leopardiano: indefinitezza), ho cercato di segnarmi dei punti fermi, a partire dalle sensazioni che mi hanno accompagnato in questo viaggio. Il risultato è una piccola guida di viaggio, assolutamente non esaustiva e filtrata dalla mia infinitamente limitata esperienza.

Gli odori e i sapori

Respirando intensamente tra le strade di Manhattan ci sono solo due scie che non potrai non sentire: frittura (profumo o tanfo, a seconda dei punti di vista) e metro.

Il fritto: I baracchini degli hot dog sono parte integrante dell’arredamento urbano newyorkese, ma a parte l’inconfondibile carrettino biancorosso, si possono riconoscere dalla corposa nuvola di fumo che evapora dalla griglia portatile: che ci crediate o no, Marco, 10 anni ha commentato così il suo primo hot dog su suolo statunitense: “Solo questo vale il viaggio, anche se è lunghissimo”. Come sempre, uno dei migliori mai assaggiati. 

La metro: La metro ha un odore tutto suo, impossibile da descrivere, ma inconfondibile per chi l’ha annusato: un misto di caffè (lungo, ovviamente), junk food, scarpe da ginnastica, rifiuti, profumi femminili dalla uptown, sudore degli operai, barboni, fretta.

High line

I suoni e i silenzi

Il traffico è assolutamente all’altezza delle aspettative: i clacson e il ticchettio delle traffic lights, che cronometrano i tuoi passi sulle strisce -sempre troppo pochi- sono gli unici suoni che sentirai se ti avventuri all’ora di punta nei luoghi più turistici.

Se, però, avrai voglia di esplorare la “vera” New York, quella che vivono i suoi abitanti, rimarrai spiazzato dal silenzio che si trova sui mezzi pubblici: il rispetto della quiete del dopolavoro è un requisito fondamentale per non essere guardati male da nessuno.

Tutti si posizionano in un sedile -uno solo, rigorosamente- con le proprie cuffiette e aspettano la propria fermata: naturalmente la tua non arriva mai, e da brava turista (italiana) sei costretta a tormentare l’autista con il tuo inglese maccheronico per non finire a due ore di distanza dalla tua destinazione.

Le immagini

Uno dei colori che rimarrà senz’altro impresso nella mia memoria è il giallo, in tutte le sue sfumature: gialle le chiome frondose di Central Park, gialli i taxi che restano imbottigliati nel traffico di Manhattan, gialle le numerose insegne di fastfood (sono certa di aver letto su qualche sito di psicologia che stimola l’appetito), giallo il diamante più grande del mondo esposto da Tiffany. Giallo anche il negozio degli M&M, ma questo forse lo noto solo io.

Generalmente associamo il grigio alla noia, la decadenza, la cenere, la tristezza: non qui.

Anche nella coloratissima Time Square, il grigio domina NYC. Non in senso negativo, però. Qui il grigio assume un valore più fine, per me, molto legato al valore di modernità. E’ il colore dei monumenti, dei musei, dell’antico, insomma, ma è anche il colore dei grattacieli, che svettano altissimi sovrastando qualunque edificio.

Il museo di Ground Zero è un perfetto connubio tra memoria e ricostruzione, è stato uno dei momenti più emozionanti del mio viaggio, e il colore dominante è decisamente il grigio. 

Skyline

Potrei continuare ore a descrivervi le bellezze della città statunitense, ma più ci penso e più divento nostalgica, quindi resta solo una cosa da dire: ANDATECI!

A cura di:
Irene Lodi

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