Abbiamo intervistato Matthew Walker, ospite a Lucca Comics 60 e regista di Shaun – Operazione Z.U.C.C.A., nuovo film della Aardman dal 28 ottobre al cinema!
Dopo l’odissea kafkiana per trovare la Sala Claudia, la zona del Lucca Comics destinata alle interviste, ho avuto la grande possibilità di dialogare con Matthew Walker, giovane e promettente regista della britannica Aardman, casa di personaggi leggendari come Galline in fuga, il duo Wallace and Gromit e di Shaun la Pecora, protagonista proprio del suo primo lungometraggio.
Com’è stato lavorare al tuo primo lungometraggio per una casa di produzione iconica come la Aardman e soprattutto su un personaggio iconico come Shaun la pecora?
Ero davvero emozionato all’idea di poter lavorare ad un film per la Aardman, che è stata una dei miei modelli fin dai primi Wallace and Gromit, con cui sono cresciuto. Io sono entrato qui inizialmente come freelance direttore commerciale e, solo successivamente, mi sono spostato prima a sezioni più creative, come scrittore e poi come autore di serie già avviate.

Rispetto alla mia prima serie, ovvero Lloyd of The Flies (che veniva creata da zero e per la quale andavano costruiti dinamiche e personaggi), Shaun appariva già inserito all’interno di un mondo già collaudato, che funzionava. Ed’è stato quindi come poter giocare e sperimentare in un enorme parco giochi creativo.
Questo ha aiutato enormemente nella realizzazione del primo film, per quanto ci siano state delle difficoltà, così come anche lavorare con persone che già conoscevano ed avevano realizzato episodi e film di Shaun.
Uno dei miei primi ricordi legati al cinema è stata la visione di Wallace and Gromit ed Il Coniglio Mannaro quando avevo sei anni. È un film che mi terrorizzò ma che concise anche con il mio primo approccio all’horror, genere a cui sono molto legato. Vista anche l’ambientazione halloweenesca del suo film, ti consideri un fan dell’horror?
Sono assolutamente un fan dell’horror, è un genere che mi appassiona molto, così come appassiona anche Steve Cox (co-regista del film). Siamo stati quindi in grado di poter inserire all’interno della pellicola molti riferimenti e rimandi ai film di genere che più ci hanno appassionato crescendo, soprattutto quegli degli anni ’80 e ’90 e i B-movies. Dato che il capitolo precedente di Shaun era di ambientazione sci-fi, stavolta abbiamo deciso di sperimentare con l’horror.
Pensi che lo snodo di trama legato alla metamorfosi mediante pozione, che accomuna tra l’altro il film di Shaun, Wallace and Gromit e il Coniglio Mannaro si sposi bene con l’utilizzo della plastilina nel mostrare questa trasformazione?
Eravamo molto emozionati all’idea di creare un film con una metamorfosi mostruosa. Penso che la scena centrale del film, nonché una delle prime che ci è venuta in mente, sia proprio quella della trasformazione. Per renderla credibile ci siamo ispirati ad uno dei capolavori dell’horror, ovvero Un Lupo Mannaro Americano a Londra (J. Landis, 1981).
Per rendere la sequenza della prima trasformazione in licantropo di David (D. Naughton), nello specifico quella dei peli sulle mani, la scena è stata girata al contrario, facendo rientrare i peli all’interno per poi invertire il movimento della pellicola. Nella nostra scena di trasformazione abbiamo iniziato con i peli del mostro già formati, per poi tagliarli sempre più corti e invertendo successivamente il girato, così da far sembrare che questi crescessero.
Augurando a Matthew Walker un in bocca al lupo per il nuovo, segretissimo, progetto per la Aardman, non resta che invitarvi al cinema per la visione da briiiviiidi di Operazione Z.U.C.C.A, la nuova esilarante ed irresistibile avventura di Shaun, la pecora!
a cura di
Tommaso Rubechini

