Daisy Edgar-Jones torna sul grande schermo, perseguitata ancora una volta dalla cosiddetta trope della “miscommunication”.

Dai produttori di Orgoglio e Pregiudizio (2005), arriva oggi al cinema Ragione e sentimento, l’ennesima storia d’amore contorta e sofferente. Dopo Normal People (2020), Where the Crawdads sing (2022) e Fresh (2022), non è certo la prima volta in cui vediamo l’attrice Daisy Edgar-Jones, e di conseguenza i suoi personaggi, arrovellarsi in questo cliché della mancata comunicazione. Questa volta però non è da sola: l’espediente narrativo dell’equivoco dipinge alla perfezione i drammi di questa ragazza e dell’amata sorella. La continua incomprensione, infatti, manda avanti la trama, tormentando i personaggi e tenendo sulle spine lo spettatore.

Elionor e Marianne Dashwood (rispettivamente Daisy Edgard-Jones ed Esmé Creed-Miles), due sorelle cresciute in una immensa villa, si vedono costrette ad andarsene quando il padre viene a mancare, traslocando coi pochi beni rimasti. Mentre il figlio primogenito aveva ereditato la proprietà, alle due protagoniste, accompagnate dalla madre e dalla sorellina minore, viene rifilato, grazie a una stravagante lontana parente (Fiona Shaw), un umile casolare abbandonato, lontano dai luoghi della loro infanzia.

Oltre ai ricordi lasciati nella villa, la protagonista sarà obbligata a salutare un ragazzo, Edward Ferras (interpretato dal talentuoso George Mackay) che l’aveva particolarmente colpita, sin dal primo istante in cui i loro sguardi si sono incrociati.

Nessuno dei due aveva mai trovato il coraggio di esprimere i propri sentimenti, ma la chimica era palpabile e la sintonia creatasi in pochi mesi la perseguiterà a lungo, con infiniti rimpianti, drammi esageratamente contorti, bugie, tante lacrime e una costante disillusione.

Nonostante il film abbia una durata considerevole, non pesa alla visione. Ogni momento raccontato aiuta a rendere al massimo l’agonia e le difficoltà affrontate da queste donne forti, che lottano per loro stesse, spesso mettendo in conflitto ragione e sentimento.

Ogni frame di queste due ore abbondanti potrebbe essere un dipinto. I dettagli e le inquadrature, riescono pienamente a dar vita ai racconti che stavano su carta e a tenere lo spettatore attaccato alla storia fino all’ultimo. Una sequenza di inquadrature pittoriche, bucoliche e romantiche, che racchiudono il notevole lavoro fatto su scenografia e costumi, con una fotografia che nulla ha da invidiare a pellicole passate che hanno fatto la fortuna del genere.

Un film di classe, elegante e poetico, che come seconda opera della regista apre la strada a un grande futuro. Georgia Oakley infatti ha debuttato nel 2022 con il promettente lungometraggio Blue Jean e con questo adattamento cinematografico del romanzo ottocentesco non delude le aspettative, anche se sicuramente dovrà subire il peso delle scritture di Jane Austen e l’inevitabile confronto con la “sorella maggiore”, ossia la versione di Ang Lee uscita nel 1995 con protagoniste le amatissime Emma Thompson e Kate Winslet.

“Nessuno conosce il tuo cuore come una sorella”

Logline che si trova sui poster del film, molti dei quali rappresentano le due ragazze in momenti di condivisione, relax e gioia, sentimenti di cui verranno brutalmente private per colpa degli uomini di questa loro disavventura.

Marianne ed Elionor sono un po’ come Anna ed Elsa di Frozen, o come Amy e Jo di Piccole donne, dove la più giovane ha un carattere peperino e senza peli sulla lingua, sogna di innamorarsi e di avere al suo fianco un uomo che arda di passione per lei.

Nel caso delle sorelle maggiori invece, sono personaggi più introversi con un corazza attorno, tendono a nascondere emozioni, dubbi e paure per evitare di mostrare le loro debolezze. Maritarsi non è necessariamente la loro priorità, preferiscono rimanere sole per non soffrire e per farsi rispettare in un mondo crudele e ingiusto, specialmente nei confronti delle donne.

Ragione e sentimento è una storia d’amore ma, se fino all’ultimo istante si sente l’oppressa ma reciproca tensione fra i due quasi amanti, è l’amore fraterno a regnare protagonista per l’intera storia.

Il rapporto indissolubile tra Elionor, responsabilità e razionalità ma anche timore e riservatezza, che cerca di non lasciarsi trasportare dalle correnti sbagliate, e Marianne, ingenua ma genuina, un fuoco travolgente che non si lascia spegnere facilmente dalle cattiverie, è un legame che sovrasta ogni tipo di interesse amoroso. La sorellanza è tutto ciò che hanno, anche senza rendersene conto: si completano nei momenti più difficili, poiché sono la perfetta incarnazione delle due anime del film, la ragione e il sentimento.

a cura di
Olga Raimondo

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