Dopo “PIIGS” e “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando”, dagli stessi autori arriva il terzo capitolo della trilogia sul neoliberismo, il film che denuncia il graduale processo di smantellamento dell’istruzione pubblica.
In occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2026-27, da lunedì 14 settembre sarà disponibile in streaming “D’Istruzione Pubblica”, il documentario di Federico Greco e Mirko Melchiorre, che denuncia il graduale processo di smantellamento dell’istruzione pubblica. Arriva ora visibile on demand sulla piattaforma OpenDDB (con donazione libera, tutte le informazioni sul sito), mentre continua il tour nelle sale e spazi sociali di tutta Italia.
Dagli edifici scolastici che cadono a pezzi alla precarietà dei docenti, dalle nuove norme di pedagogia alla scuola delle “competenze”, dalla digitalizzazione forzata ad una preparazione sempre minore degli studenti: l’attenzione intorno ai temi sollevati dal docufilm ha riacceso il dibattito sulla scuola pubblica in Italia. Il viaggio del documentario è iniziato a febbraio in sala ed è proseguito con oltre 200 proiezioni, ad oggi, in più di 120 località in 18 regioni, coinvolgendo un pubblico di oltre 12 mila spettatori.
Dagli stessi autori di ‘PIIGS’, sulle tragiche conseguenze dell’austerità nel welfare, e ‘C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando’, sulla desertificazione della sanità pubblica, il film è il terzo capitolo della trilogia sul neoliberismo e continua ad indagare uno dei pilastri di ogni società civile e democratica, come la scuola pubblica.
Il documentario unisce lo sguardo generale sulla questione con quello particolare, che studenti (e loro famiglie) e docenti vivono ogni giorno. A cominciare dal caso di Lorenzo Varaldo, da anni dirigente scolastico dell’Istituto Sibilla Aleramo di Torino (che comprende elementari e medie): lui preferisce essere chiamato “preside”, o meglio “direttore didattico”. In questa scelta, apparentemente banale, c’è invece un’idea precisa ed estremamente consapevole di mondo e di lotta.
La lotta per impedire la distruzione dell’istruzione pubblica, la sua “aziendalizzazione”, che Lorenzo vede attuarsi da ormai quarant’anni. Una distruzione che viene da molto lontano, come spiegano docenti, filosofi ed esperti italiani e internazionali: dagli Stati Uniti di fine Ottocento, passando per l’Unione europea degli anni ’90 e infine dalle riforme della scuola in Italia a partire da quella dell’autonomia di Bassanini (1997) e Berlinguer (2000).
Le voci del film illustrano come le conseguenze di questo passaggio alle nuove norme pedagogiste puerocentriche, della scuola delle competenze e non più delle conoscenze, siano chiare: gli insegnanti sono sempre più precari e dunque anche meno autorevoli; le strutture scolastiche, quando non fatiscenti, hanno continui problemi nelle aule e nelle risorse; le famiglie sono chiamate a scegliere tra prodotti e “offerte formative”, come clienti in un mercato; i livelli di insegnamento e apprendimento sono abbassati, i ragazzi sono sempre meno preparati, come fotografano gli studi OCSE.
E come il sistema scolastico di oggi metta così in dubbio i principi espressi nella Costituzione del diritto allo studio – per tutti i capaci e meritevoli, “anche se privi di mezzi” – e dei compiti dello Stato – “di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”.
Prodotto da StudioZabalik con Antropica, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nel film è presente la canzone “Another brick in the wall”, per concessione di Roger Waters, eseguita dai Pink’s One. Distribuito da OpenDDB.
a cura di
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