Filippo Poderini è passato diverse volte tra le nostre pagine. Singolo dopo singolo ci sta facendo conoscere quello che sarà il suo prossimo album “Dopamina” e per l’occasione abbiamo deciso di scambiarci quattro chiacchiere.

Ciao Filippo, abbiamo ascoltato praticamente tutti i brani che hai pubblicato nel 2025. Ora ci hai regalato una chicca, oltre a Diorama fuori dal 18 luglio, abbiamo ascoltato in anteprima Colpi a Salve e Argilla. C’è un legame tra questi tre brani o del tutto casuale la loro uscita?
Non c è un filo che lega questi brani in maniera stretta anche se c è una certa somiglianza nel sound design, direi più che sto entrando nella seconda parte del disco ( sono al settimo brano di sedici totali) e sta iniziando la parte più intima di DOPAMINA, meno catchy, un po’ più scura e frammentaria.
Hai detto che Argilla è tristissima, ma non sai perché. Credi che la musica possa portare a galla emozioni che nemmeno capiamo del tutto?
Sì è tristissima, lo è proprio la take di voce, che è uscita in quel modo, lamentosa, infantile e così l ho lasciata. Credo che scrivere un brano ti permetta di metterti di fronte ad una tua emozione e metterti in una situazione tipo reel “unpacking a new gear “. Sì credo che sia parte dello scopo della musica mostrarci uno spettro più ampio delle nostre emozioni.
Colpi a Salve invece ha un’anima più spigolosa, ritmica, quasi da club. È stato un modo per scrollarti di dosso la malinconia degli altri due pezzi?
Si ogni tanto mi serve scrivere qualcosa di più semplice e diretto, ma non tanto per scrollarmi di dosso qualcosa, quanto per rendere più eterogeneo il mio spettro emotivo(vedi sopra).
Si tratta di andare a pescare dentro di sé punti di vista sulla vita, ma bisogna stare attenti perché l’ispirazione pura vizia.
Diorama racconta un momento sospeso tra sonno e realtà, come è nato questo brano?
E’ nato una mattina che non riuscivo a dormire, era molto presto.
Il brano è nato con una chitarra classica, dei ricordi che facevano da bordone e quello che dico è la punta del iceberg di quello che non mi faceva dormire.
In generale le tue canzoni nascono prima dal testo o dalla melodia?
Dipende, alcune da una frase che mi rimbalza in testa(Diorama/perché a volte ti detesto Vs Dopamina che nasceva dal riff di chitarra)
Oltre ad essere un artista sei anche un producer e hai uno studio di registrazione. Qual è il tuo stile da produttore? E come lavori? Cerchi di tirar fuori lo stile dell’altro o ci metti molto di tuo?
Io sono un producer di elettronica(IDM, Drum and bass, Urban Music)e indie, il nostro studio si chiama Audio Monk; venendo da un background da chitarrista ho la fortuna di capire la musica sia dal punto di vista del sampling che del sound design che quello del musicista che fa i conti con l armonia accademica.
Questa doppia identità mi ha permesso di entrare in empatia sia con chi cerca un beat trap che un arrangiamento di chitarre e archi(per dire).
Negli ultimi 3 anni ho sempre preferito il lavoro di studio, adesso mi sta tornando la voglia di fare live.
Di base sono un producer che chiede e ascolta cosa vuole da me l’artista.
Sfrutto l’empatia di cui parlavo prima per compensare le sue mancanze tecniche o espressive in modo da portarlo abbastanza rapidamente dove vorrebbe essere già arrivato da solo.
Quale versione preferisci di te: artista o produttore?
Ma io resto un artista anche quando produco, o quando faccio i clip, o le foto, che nel mio caso curo al 100%, nel caso dei clienti, 2 su 4 si affidano a me anche per il layout grafico. Ho molte responsabilità, sono molto fiero che gli artisti si abbandonino un po’ quando sono in mano mia o del mio collega.
L’8 agosto usciranno Colpi a Salve e Argilla, perché qualcuno dovrebbe ascoltarle? Dicci una frase convincente per chi ancora non le conosce.
Perché soprattutto Argilla è un flusso di coscienza puro, con una nudità narrativa che raramente io stesso raggiungo, o meglio, che raramente lascio fluire.
/Argilla è come quella persona sconosciuta che ti sorride passando e poi sparisce, facendoti sentire visto, per un instante(2min e 41 sec in realtà)/
a cura di
Redazione

