Più di vent’anni senza Pierangelo Bertoli, eppure il suo vento soffia ancora. Ieri sera al Teatro Storchi di Modena si è conclusa la decima edizione del Premio Bertoli. Un trionfo annunciato già dalla serata di sabato sera quando sono stati presentati gli otto finalisti con i loro brani inediti e con le cover del “cantastorie” di Sassuolo

Neri Marcorè è stato il grande protagonista della prima serata proponendo un mini concerto dove si è esibito con una serie di duetti inediti insieme ad Alberto Bertoli e a Lorenzo Santangelo (già protagonista dell’edizione 2022 del Premio). Canzoni di Pierangelo, ma anche De Andrè e Jannacci, per non perdere quello spirito di canzone d’autore che caratterizza tutta la manifestazione.
I ragazzi che dopo le varie selezioni sono giunti alla fase finale del Premio sono:
- Emanuele Conte
- Napodano
- Masala e Foresta
- Micci
- Marco Arati
- Enif
- Marco Sforza
- Pier
Tutti hanno presentato il loro brano inedito in entrambe le serate ed un brano/cover di Pierangelo Bertoli. Chi ha fatto man bassa di premi, alla fine è stato Emanuele Conte con il brano Proiettile Bambolina e la cover di Pierangelo Parla Piano. A lui è andato il Premio Bertoli giovani cantautori, la Targa Merlo, il Premio del Fan Club e ancora il premio in denaro finalizzato a finanziare il suo primo tour vero e proprio.

I quattro premi principali, quelli destinati ai big della musica italiana, sono andati quest’anno a Mario Venuti, a Fulminacci, a Noemi e ad un emozionantissimo Manuel Agnelli premiato dalla mitica e a sua volta emozionantissima Bruna Pattaccini (vedova di Pierangelo). Lui si è aggiudicato il Premio Bertoli 2023 ed entra di diritto nell’albo d’oro della manifestazione, insieme a Francesco Guccini, Ligabue, Roberto Vecchioni solo per citarne alcuni.
E mentre cala il sipario sulla decima edizione, già si mormora che il prossimo anno la manifestazione con ogni probabilità tornerà nella sua sede naturale, a Sassuolo, proprio là dove era nata, nel nuovo rinnovato e finalmente agibile Teatro Carani.
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a cura e foto di
Moris Dallini

