“Cassandra”, la scultura di Ian Charles Lepine donata alla fondazione Palazzo Boncompagni di Bologna

La Fondazione Palazzo Boncompagni ha presentato il 27 settembre la donazione dell’opera di un giovane artista che lavora sulle radici della cultura europea e che ha trovato a Bologna ispirazione per la sua ricerca

La Fondazione Palazzo Boncompagni ha presentato il 27 settembre la donazione di “Cassandra”, opera di Ian Charles Lepine, un giovane artista che fonda la sua ricerca sulle radici della cultura europea e che ha trovato a Bologna ispirazione per il suo lavoro creativo. L’opera andrà ad arricchire la collezione di arte contemporanea di Palazzo Boncompagni a cui viene ora dedicato uno spazio all’interno della dimora bolognese di Papa Gregorio XIII.  

Ian Charles Lepine, in procinto di trasferirsi in Francia per frequentare l’École Pratique des Hautes Études a Parigi, ha sentito il desiderio di testimoniare il legame con la città di Bologna, nella quale ha trascorso mesi di studio all’Università e di lavoro creativo in atelier, donando a un’istituzione cittadina una sua opera.

L’opera

La scelta è caduta sul busto in terracotta raffigurante la profetessa troiana Cassandra, alla cui origine vi è fra l’altro l’incontro e lo studio della testa in marmo dell’Atena Lemnia¸ conservata presso il Museo civico Archeologico di Bologna. Già parte della collezione dell’artista bolognese Pelagio Palagi, la testa è considerata possibile copia della perduta statua realizzata da Fidia sull’acropoli di Atene.

Palazzo Boncompagni ospita Cassandra di Ian Charles Lepine

Si tratta della prima donazione ricevuta dalla Fondazione Palazzo Boncompagni, la cui missione principale è la promozione e la conoscenza della figura di Papa Gregorio XIII, e del Palazzo dove nacque nel 1501.

“Mi piace sottolineare il profondo significato che assume il lavoro di un artista proveniente dal Nuovo Mondo, giovane e colto, e che si lega con il passato classico, il soggetto dell’opera, ma anche con la più antica università, frequentata da Ian Charles, e con la Fondazione che prende il nome dalla dimora di un Papa vissuto quasi 500 anni fa ma la cui opera è ancora tanto attuale. Spero che questo legame affettivo che la generosità di Ian Charles crea con la Fondazione Boncompagni sia la premessa di sempre nuovi legami, contatti e stimoli.”

Ingegnere Paola Pizzighini Benelli, Presidente della Fondazione Palazzo Boncompagni 

Questa collaborazione persegue infatti anche altri principi della Fondazione, non solo di studio e di ricerca, ma anche di continuo supporto e valorizzazione dei giovani talenti e studiosi del territorio, attraverso esposizioni e mostre di arte contemporanea.

“Ian Charles ha voluto donare quest’opera alla città che l’ha formato in questi ultimi anni e noi siamo molto onorati di accoglierla quest’oggi: presto troverà posto qui a Palazzo Boncompagni nella nuova sala dedicata all’ Arte Contemporanea” – conclude l’Ingegnere Paola Pizzighini Benelli.

Bio Ian Charles Lepine

Ian Charles Lepine vive e lavora prevalentemente a Parigi. Di origine messicana, dopo avere conseguito la laurea triennale in Cultura e letteratura inglese  all’Università nazionale del Messico, ha conseguito il master in Culture letterarie europee presso l’Università di Strasburgo in Francia.

Attualmente sta conseguendo il doppio titolo di laurea magistrale italiana e francese nel curriculum internazionale Arts, Museology and Curatorship dell’Università di Bologna, e nel Master en Histoire de l’art et Archéologie dell’École Pratique des Hautes Études Parigi, con una borsa di studio MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della  Cooperazione Internazionale, Italia).

Negli anni trascorsi a Starsburgo è stato più volte premiato nel Concorso Louise Weiss – Concours d’écriture des étudiants. Come scultore dice di sé: “Adotto un linguaggio classicheggiante alla ricerca dell’atemporalità”.

a cura di
Staff
servizio video di
Andrea Mariano

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di Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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