“Crocerossina”, Chiara Osso racconta quando l’amore ci mette in secondo piano

Fuori dal 23 ottobre, “Crocerossina” è il nuovo singolo di Chiara Osso, un brano che parla di quelle relazioni in cui ci si impegna così tanto a far stare bene l’altra persona da dimenticare completamente se stessi.

C’è una differenza tra esserci per qualcuno e sentirsi in dovere di salvarlo. Non sempre, però, è facile rendersene conto, soprattutto quando si è coinvolti emotivamente. Si finisce per giustificare, aspettare, mettere da parte le proprie esigenze e trovare sempre una ragione per continuare a dare, anche quando dall’altra parte non si riceve quello di cui si avrebbe bisogno. Magari ci si convince che sia solo una fase, che le cose cambieranno o che basti un po’ più di impegno per far funzionare tutto.

È proprio in questo spazio complicato che si muove “Crocerossina”. Chiara Osso sceglie di raccontare il lato meno romantico del sacrificarsi per amore, quello in cui il desiderio di aiutare diventa una trappola e la propria identità finisce per confondersi con quella della persona che si ha accanto. Una situazione che può sembrare difficile da comprendere dall’esterno, ma che, quando ci si trova dentro, non è sempre così semplice da interrompere.

La cosa che mi colpisce di questa tematica è che non riguarda necessariamente relazioni in cui manca l’amore. A volte il sentimento c’è, ma viene vissuto in un modo che fa perdere di vista tutto il resto. Si diventa bravissimi a capire gli altri, a intuire i loro bisogni e a trovare spazio per le loro fragilità, dimenticandosi di chiedersi se anche noi stiamo bene. E quando ci si accorge di aver oltrepassato quel limite, tornare a pensare a se stessi può sembrare quasi un atto egoistico.

Musicalmente, Chiara si muove tra pop ed elettronica, dando forma a un brano che affronta una questione personale senza perdere di vista la sua dimensione universale. Perché, anche se ogni relazione ha una storia diversa, il rischio di confondere l’amore con il sacrificio è qualcosa in cui molte persone possono riconoscersi.

“Crocerossina” lascia soprattutto una riflessione: non possiamo essere sempre noi a tenere in piedi tutto, né possiamo pensare di salvare qualcuno dimenticandoci di vivere la nostra vita. Voler bene non dovrebbe richiedere di diventare più piccoli, rinunciare a ciò che siamo o mettere continuamente in pausa la nostra felicità.

A volte, la persona di cui dovremmo imparare a prenderci cura con più attenzione siamo proprio noi. E forse riconoscerlo è il primo passo per tornare a vivere l’amore senza perdere se stessi.


a cura di
Cristina Cerioni

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