Qui di seguito il programma di martedì 23 giugno de Il Cinema Ritrovato.
Tantissimi gli eventi offerti dalla 40esima edizione de Il Cinema Ritrovato in tutta la città di Bologna per la giornata di domani. Tra i luoghi principali spiccano il Cinema Alerchino, il Cinema Modernissimo, l’auditorium – DAMSlab, il Cinema Jolly, il Cinema Europa, Piazzetta Pasolini e Piazza Maggiore.
Amos Gitai introduce Ananas. Serata in Piazza Maggiore con Hitch & Welles
Giornata di grandi registi, sullo schermo e fuori. Omaggio ad Amos Gitai, uno dei maggiori cineasti contemporanei, osservatore critico del suo paese, Israele, autore di un cinema etico e politico che si muove tra finzione e documentario. Il regista introdurrà il suo Ananas, documentario del 1983 che prefigura temi molto attuali come il dominio industriale delle multinazionali e il loro legame con il potere politico, militare e religioso.
Lo schermo gigante di Piazza Maggiore sarà illuminato da uno dei giganti della settima arte, Orson Welles, con The Stranger, un noir classico ma anche un’opera personale e rigorosa, che nell’immediato dopoguerra affronta il tema della caccia ai criminali nazisti. Prima però, un insolito Alfred Hitchcock, nelle immagini degli home movies girati da lui e dalla moglie Alma Reville tra 1928 e 1936.
Joséphine Baker, donna del Rinascimento
È una delle grandi donne celebrate in questa edizione del Cinema Ritrovato. Artista audace e rivoluzionaria, americana (era nata a Saint Louis nel 1906) protagonista della Parigi delle avanguardie, Joséphine Baker è oggi ricordata come un’eroina della Resistenza francese e un’attivista per i diritti civili, che si è battuta contro il nazismo in Europa e la segregazione razziale negli Stati Uniti.
La sezione dedicata alla sua carriera cinematografica s’inaugura con La Revue des revues, film concepito per promuovere gli spettacoli delle Folies Bergère, che ci trasporterà nelle febbrili notti parigine degli anni Venti. Baker, regina del music-hall, riesce a trasformare gli stereotipi dell’esotismo in simboli di libertà. Introduce la curatrice della sezione Émilie Cauquy.
Evento speciale: Irene Jacob introduce Trois couleurs: Rouge
Trois couleurs: Rouge è la quintessenza dello stile e della tematica di Kieślowski, storia di un “incontro che è come un dialogo tra una giovinezza idealizzata e una maturità ferita, delusa”. Parole di Irene Jacob, splendida protagonista della serata al Cinema Modernissimo.
Introducendo il film, la grande attrice francese rievocherà la sua carriera e il rapporto privilegiato con il regista polacco, che le ha regalato, oltre all’indimenticabile Valentine di Rouge, il ruolo principale in La doppia vita di Veronica, premio per la miglior interpretazione femminile a Cannes.
Lezioni di cinema: Mike De Leon e Ritwik Ghatak
La presentazione del restauro del suo Sangandaan è l’occasione per una lezione-tributo dedicata a Mike de Leon, maestro del cinema filippino scomparso lo scorso anno. Ne parleranno Josh Siegel (MoMA), Vincent Paul-Boncour (Carlotta Films), Leo Katigbak (Film Development Council of the Philippines) e Davide Pozzi (L’Immagine Ritrovata).
A seguire, Sanghita Sen e Adam Dawtrey presenteranno Ghatak Was Here, documentario, in corso di realizzazione, dedicato a Ritwik Ghatak, una delle voci più originali, radicali e intransigenti del sud-asiatico della seconda metà del Novecento, cui il Cinema Ritrovato dedica quest’anno una retrospettiva. Di Ghatak vedremo in giornata (Sala Scorsese, ore 18) Meghe Dhaka Tara, melodramma dai forti connotati politici che rappresenta in maniera emblematica il dramma della Partizione e le ripercussioni sulla vita delle donne.
Cinemalibero: Eva, Weighed but Found Wanting e Et vint la liberté (con lezione di cinema)
Triplo appuntamento con l’ormai tradizionale sezione del festival dedicata a cinematografie e sguardi troppo a lungo esclusi dalle storie ‘ufficiali’ del cinema. In Eva, Maria Plyta, la prima regista donna greca, mette in discussione le rappresentazioni di genere e anticipa il modernismo europeo.
In Weighed but Found Wanting, Lino Brocka mette in campo una sferzante critica della violenza sociale della provincia filippina attraverso il racconto dell’amicizia fra un giovane di buona famiglia e due reietti, un lebbroso deriso e temuto e una donna emarginata dalla comunità dopo un aborto.
In Et vint la liberté, Sékoumar Barry (che in mattinata discuterà del film con Aboubakar Sanogo) costruisce una vera e propria controstoria panafricana, intrecciando archivio, pedagogia e slancio utopico.
Documenti e documentari
I Documenti e documentari della giornata rivelano le due anime della sezione: da una parte i ritratti inediti di grandi protagonisti della storia del cinema, dall’altra incredibili testimonianze del passato più o meno recente. Alla prima categoria fa capo il documentario dedicato a Jean Cocteau: grazie alla voce narrante di Josh O’Connor e a rarissime immagini d’archivio, Lisa Immordino Vreeland (che introdurrà il film) mette a nudo il genio eclettico di un artista completo, dall’opera singolare, poetica e fantasiosa. Harlem School 1970 è invece una straordinaria capsula del tempo, e racconta una giornata di una scuola primaria del quartiere popolare di Harlem, New York.
Il regista Phil Gries ricostruirà le peripezie del film, girato nel1970 ma mai distribuito nel circuito commerciale. Rimaniamo tra i banchi di scuola amercani con Hell’s Highway: the True Story of Highway Safety Films, ricognizione sui celebri film di educazione stradale che venivano proiettati agli studenti negli anni Sessanta e Settanta. Un passaggio epocale della storia a stelle e strisce viene rievocato in The Fight: “l’incontro del secolo” per il titolo mondiale dei pesi massimi del 1971 tra Joe Frazier e Muhammad Ali, crogiuolo delle profonde divisioni della società americana.
Non solo libri… sotto le stelle
Doppio appuntamento con le presentazioni delle novità editoriali sul cinema. Si parte con Scénario. The Five Notebooks by Jean-Luc Godard (LeLivre d’Image Éditions & Éditions RWB, 2025) volume che riproduce i cinque quaderni sui quali il maestro francese, tra maggio 2019 e ottobre 2021, elaborò la sua ultima opera, Scénario. Ne parleranno Mitra Farahani, Alain Bergala e Dominique Païni.
Nella consueta location di Piazzetta Pasolini, alla presenza di Emiliano Morreale e Paolo Mereghetti, ricorderemo il compianto Goffredo Fofi con la presentazione di due suoi importanti contributi di recente pubblicazione: Cinema e bizzarria (La nave di Teseo, 2026), che raccoglie ben 125 schede dedicate a pellicole insolite o dimenticate da lui ritenute meritevoli di essere riscoperte, e il quarto e ultimo volume dell’Avventurosa storia del cinema italiano (Edizioni Cineteca di Bologna, 2026), ultimo atto della riedizione del monumentale progetto di storia orale del cinema nazionale, di cui Fofi è stato curatore con l’attiva complicità di Franca Faldini.
Rivive la magia del cinema del 1906
Siete tutti invitati al Grand Gala! In Piazzetta Pasolini si riaccende il proiettore con lanterna a carbone e si torna indietro di centoventi anni: potremo assistere alla ricostruzione unica e imperdibile di uno spettacolo d’epoca, un programma tutto proveniente dal fondo di un cinematografo ambulante, l’Imperiator Bio-Cinématograph Géant.
Esilaranti scene comiche, coinvolgenti scènes dramatiques di Albert Capellani, un’affascinante veduta giapponese fino all’apoteosi policroma della féerie finale. Il tutto con l’accompagnamento al piano di Gabriel Thibaudeau, alla batteria di Frank Bockius e il commento dal vivo dell’imbonitrice Julie Linquette (presente anche al programma pomeridiano, dedicato ai tanti esperimenti che hanno caratterizzato il primo decennio del cinema).
Piccolo grande passo: i film-collage di Gunvor Nelson
La sezione del festival dedicata al formato ridotto rende omaggio quest’anno alla filmmaker sperimentale svedese Gunvor Nelson, autrice di un’opera – interamente girata in pellicola 16mm – fortemente influenzata dalla sua prospettiva femminile e dalla cultura dell’avanguardia della West Coast americana anni Sessanta. Il programma di giornata propone una selezione dei film-collage realizzati dalla Nelson tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, nati dalla sua esperienza presso lo Stockholm Film Workshop e dall’uso del banco di animazione del laboratorio.
a cura di
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