Al via la 39a edizione che aprirà venerdì 10 aprile con l’anteprima italiana di Elon Musk Unveiled – The Tesla Experiment di Andreas Pichler.
Il 10 aprile 2026 il 39° Bolzano Film Festival Bozen prende il via con Elon Musk Unveiled – The Tesla Experiment del regista altoatesino Andreas Pichler, in anteprima italiana. Presentato in anteprima mondiale all’IDFA di Amsterdam, il film parte da un incidente mortale avvenuto in Florida con una Tesla in autopilot — e dal riconoscimento parziale di responsabilità aziendale che ne è seguito — per costruire un’indagine lucida e documentata sulla figura di Elon Musk.
Attraverso materiali interni, filmati di dashcam e testimonianze di ex dipendenti, Pichler smonta la narrazione della guida autonoma così come Musk l’ha venduta al mondo dal 2014: un ritratto in cui innovazione, costruzione dell’immagine pubblica e pressioni di mercato si intrecciano in modo tutt’altro che innocente. «Siamo felici e orgogliosi di poter presentare Elon Musk Unveiled di Andreas Pichler come film di apertura del prossimo festival a Bolzano», dichiara il direttore artistico Vincenzo Bugno. «Ammiriamo il lavoro di Andreas e ci sentiamo vicini al suo modo di confrontarsi con un presente spesso minaccioso. Anche Musk Unveiled, come le sue altre opere, certamente non ci lascerà indifferenti.»

La chiusura
A chiudere il festival sarà Becaària di Erik Bernasconi, anteprima internazionale ambientata nel Ticino del 1977: un coming-of-age delicato e preciso, tratto dal romanzo dello scrittore ticinese Giorgio Genetelli, che segue un sedicenne spedito in montagna dal padre e alle prese con lavoro, prime esperienze affettive e la fatica di diventare adulto.
Il cuore del programma è il Concorso BFFB, con 12 film e ben 10 anteprime nazionali: produzioni e coproduzioni dell’arco alpino che spaziano dalla fiction al documentario, dal cinema ibrido alle forme più difficilmente etichettabili. Il direttore artistico Vincenzo Bugno ha voluto un concorso “aperto al cinema di finzione, alle diverse forme documentarie, al cinema ibrido. A tutto ciò che oggi vuol dire fare cinema, a film che non vogliono essere etichettati”: uno spazio dove convivono 17 di Kosara Mitic, Dry Leaf di Alexandre Koberidze, il documentario antartico Melt di Nikolaus Geyrhalter, il nuovo film di Carla Simón Romería e Safe Exit di Mohammed Hammad.
RealeNonReale
La sezione RealeNonReale celebra la varietà delle forme documentarie con cinque opere originalissime: Teresas Körper della polacca Magdalena Chmielewska, diario intimo sul rapporto con la madre; Elephants & Squirrels di Gregor Brändli, riflessione sul passato coloniale della Svizzera; e tre produzioni tedesche che affrontano rispettivamente l’emigrazione verso il Paraguay (Im Umkreis des Paradieses di Yulia Lokshina), le isole Fiji con la partecipazione di Tilda Swinton (Heart of Light di Cynthia Beatt), e la sopravvivenza a un tentato femminicidio (Was an Empfindsamkeit bleibt di Daniela Magnani-Hüller).
I premi alla carriera di questa edizione vanno a due figure straordinarie: Ottavia Piccolo, voce critica e presenza ininterrotta del cinema e teatro italiano ed europeo da oltre sessant’anni — in programma Metello di Mauro Bolognini e 7 minuti di Michele Placido — e Ulrike Ottinger, artista totale e inclassificabile, autrice di un’opera che Bugno definisce un “Gesamtkunstwerk eretico, complessivamente e trasversalmente queer“, di cui saranno proiettati Paris Calligrammes (2019) e Johanna D’Arc of Mongolia (1989).
Le novità
Tra le novità più significative di questa edizione c’è l’apertura di una seconda sede al Teatro Cristallo, storica istituzione culturale del quartiere Europa-Novacella, che con i suoi oltre 400 posti entra per la prima volta nel circuito del festival. Qui troverà spazio, tra l’altro, un omaggio a Claudia Cardinale, scomparsa nel 2025, con la proiezione de La ragazza con la valigia (1961) di Valerio Zurlini, introdotta dal direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino Carlo Chatrian. Al Cristallo anche Un anno di scuola di Laura Samani e Gioia mia di Margherita Spampinato, quest’ultimo nell’ambito della nuova sezione LiLi – Little Lights dedicata al pubblico giovane.
Sul fronte industry, il festival consolida la sua vocazione di laboratorio e piattaforma professionale. In particolare, MASO si presenta come un programma internazionale di formazione e sostegno dedicato ai cortometraggi, pensato per accompagnare i progetti nelle fasi più delicate del loro sviluppo. Accanto a MASO, NEDC sostiene lo sviluppo di documentari nel Nord-Est italiano, mentre Scriptum mette a fuoco i processi di scrittura della sceneggiatura aprendoli al pubblico. Completano il quadro il Female Speed Meeting, piattaforma di scambio e visibilità, e un Talk sull’ecosistema cinema in Alto Adige. Un programma che rispecchia l’ambizione dichiarata di Bugno: fare del BFFB “uno degli attori del polo cinematografico altoatesino“, consapevole del suo potenziale e impegnato attivamente nel suo sviluppo.
a cura di
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