“Graphic japan: da Hokusai al manga” in mostra a Bologna

La mostra offre l’opportunità di approfondire parte del vasto repertorio artistico e culturale giapponese attraverso quattro sezioni

A partire dal 20 novembre 2025 Bologna ospita presso il Museo Civico Archeologico la mostra Graphic japan: da Hokusai al manga, visitabile fino al 6 aprile. Portando nel capoluogo emiliano romagnolo, per la prima volta in Italia, una grande mostra che racconta visivamente le tappe fondamentali dello sviluppo della grafica giapponese in un viaggio che dal 1600 ca. conduce fino ai nostri giorni. Partendo dalla produzione artistica a stampa ukiyoe e di epoca Edo (1603-1868), continua con la sua trasformazione in disegno (zuan) a servizio della produzione artigianale e industriale in era Meji (1868-1912), trovando infine le forme contemporanee dal dopoguerra degli anni 40 con il graphic design.

La mostra si articola in 4 macro sezioni con ulteriori sottosezioni: Motivi di Natura, Volti e Maschere, Calligrafia e tipografia e Giapponismo contemporaneo. Protagonisti della mostra non sono solo rappresentazioni grafiche, ma una moltitudine di oggetti diversi; tra cui kimoni, libri e perfino articoli utilizzati oggi giorno nella quotidianità.

Un focus su Fiori e uccelli: visioni di natura

La prima parte del percorso espositivo è dedicata nello specifico alla flora e agli uccelli. È mostrato come alcuni di essi, quali la gru, le papere, i fagiani e gli usignoli si trovino ripetutamente nel mondo artistico nipponico. Partendo da piccole stampe in bianco e nero, si arriva al grande e coloratissimo Saving the World’s Birds (in copertina) di Kojima Ryohei.
Tramite la scansione di un audio guida gratuita all’inizio della mostra è possibile apprezzarla a pieno, approfondendone le opere. 
È possibile anche osservare diverse rappresentazioni di Hiroshige nel formato tanzaku (stretto e lungo), nelle quali alberi da frutto e foglie, uniti a uccellini, mostrano una natura calma. Tali immagini sono spesso accompagnate da brevi testi poetici e in esse è possibile scorgere linee diagonali formate dai rami. Tra i temi di queste opere troviamo lo scorrere del tempo e l’alternanza delle stagioni.

Usignolo e susino in fiore, Utagawa Hiroshige, 1797-1858

La parete verde acqua/salvia richiama la natura rappresenta nelle opere e il tradizionale pavimento giapponese (tatami). Inoltre, graziose immagini di uccelli stilizzati decorano lo spazio.

Gli elementi protagonisti in questo segmento hanno significati positivi, come la fertilità e la buona sorte. Le anatre, per esempio, vengono raffigurate sempre in coppia, per simboleggiare la reciprocità del sentimento e l’aiuto reciproco.

Proseguendo, troviamo alcuni katagami (stencil) utilizzati per decorare i tessuti, tra cui i kimoni. Tra gli svariati motivi utilizzati possiamo ammirare onde, piante e fiori. Anche i ventagli riportavano decorazioni ispirate al mondo della natura.

katagami
Il legame con la natura e i paesaggi

Continuando il percorso è possibile apprezzare raffigurazioni di altri animali, tra cui un gufo, cerbiatti e pesci in vari contesti. Passando da libri con una finalità didattica a grafiche contemporanee, come alcune campagne pubblicitarie. I pesci, legati tematicamente agli uccelli, hanno valenza positiva: simboleggiando la prosperità e l’abbondanza nella vita.

Kazumasa Nagai, 1990 ca.

A seguire una sezione è dedicata all’acqua e alla luna, nella quale si possono apprezzare numerose celebri rappresentazioni dei due soggetti citati. Tra queste, una riproduzione dell’onda di Hokusai e alcuni paesaggi, come il mare di Sacca, sulla baia di Suruga.

Il mare di Satta nella provincia di Suruga, Hiroshige,1858, periodo Edo

Successivamente, una sottosezione è dedicata alle vedute del monte Fuji, considerato sacro per la religione shintoista, e a vedute celebri di Hiroshige.

Figure, volti e maschere

Una stanza è riservata in buona parte ai ritratti, evidenziando cosa i vari artisti preferiscono mostrare degli individui rappresentati. Si possono osservare una serie di ritratti femminili a mezzo busto, le cui didascalie incuriosiscono, poiché si focalizzano a volte anche sull’aspetto interiore dei soggetti, come in La precoce.

La precoce, Kitagawa Utamaro, 1802 ca.

Oltre a donne, troviamo anche ritratti di attori, come quelli rappresentati da Utagawa Kunisada, nei quali l’espressività facciale è di cruciale importanza.

ritratti di Utagawa Kunisada, 1823 ca

Se questa recensione parziale della mostra vi ha incuriosito e vorreste approfondire la cultura giapponese, Graphic japan: da Hokusai al manga, potrebbe fare al caso vostro e trasportarvi lontano per qualche ora.

a cura di
Eleonora Maria Cavazzana

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