Quattro imperdibili date per gustarsi il nuovo fenomeno prima stanza a destra sfornato da Sugar, siamo stati alla data bolognese per raccontarvelo.
Ci trovavamo per caso al day 1 del Miami Festival a Milano quando abbiamo incrociato per la prima volta prima stanza a destra in un’esibizione che ha anticipato gli Psicologi. In realtà non gli avevamo dato troppo peso perché ancora sconosciuto, con pochissimi brani rilasciati e anche la presenza massiccia di tanti altri artisti ha aiutato a spostarci verso un altro palco. Se capitasse oggi, agiremmo diversamente perché prima stanza a destra con la performance di ieri sera ci ha colpiti nel segno.
Con quattro date nella penisola, dopo il debutto dal vivo dell’anno scorso aprendo tra gli altri Fred Again e James Blake, prima stanza a destra sta portando in giro il suo primo album “la ragazza che suonava il piano“, ma in generale facendo conoscere la sua discografia ancora un po’ limitata in termini quantitativi, ma non qualitativi per cui risulta già abbastanza riconosciuta nel nostro Paese.
Dal vivo dobbiamo dire però che rende davvero bene lo spettacolo, ovviamente sono ancora i primi live e quindi non ci sono troppe sovrastrutture. Come dotazioni sono bastati un synth, una tastiera e qualche microfono. Un altro elemento fondamentale del live a livello scenografico è stata la componente luminosa che ha reso tutto ancora più peculiare. Infatti i testi dell’artista non sono chissà quale poema decantato del XVIII° secolo, tutti i brani sono molto legati al tema dell’amore e risultano abbastanza semplici da comprendere.
Il segreto però è la melodia che riesce a creare attraverso un falsetto estremamente “riverberato” combinato a produzioni inquadrabili tra un mix tra dream pop ed elettronica. Tra i brani abbiamo apprezzato particolarmente “tu non vuoi nessuno”, “infinito” e “ho paura del futuro”.
Suggerimenti futuri
Le luci sono state una componente fondamentale per creare un’atmosfera e far entrare il pubblico in questa sorta di dimensione musicale distaccata dal mondo ordinario. Suggeriamo quindi di puntare ancora più forte e aggiungere anche grafiche che possano accompagnare al meglio le sue produzioni. Renderebbero la situazione ancora più “surreale”.
Sarebbe anche molto interessante sentire tutte le canzoni suonate dal vivo senza troppi campionamenti registrati, magari con una band o comunque qualche componente ad accompagnare sul palco. Questo forse aiuterebbe anche a coinvolgere anche il pubblico maggiormente che avremmo voluto si scatenasse un “tantinello” in più soprattutto sui brani dove i bpm aumentano particolarmente.
Comunque possiamo dire di averlo sentito nell’aria ieri sera per fare una semicit. a un pezzone di cui ha fatto una cover; siamo curiosi di dove si dirigerà nel futuro questo artista che ci ha incuriosito ancora di più dopo averlo visto dal vivo. Quando avremo bisogno di musica comfort d’ora in poi sapremo dove andare: nella prima stanza a destra.
a cura di
Luca Montanari

