Slow Wine Fair 2026: per il quinto anno di fila Bologna capitale del vino

Slow Wine FAir 2026

16.000 visitatori e secondo anno che vede il connubio tra Slow Wine Fair e SANA Food. Un’idea vincente e che ha dato vita a una quinta edizione molto positiva a Bologna Fiere

Per il secondo anno consecutivo, si conferma vincente l’idea di unire assieme Slow Wine Fair e SANA Food: si contano 16.000 visitatori (+6% rispetto al 2025) e 350 buyer internazionali da 30 Paesi diversi, mentre sono stati più di 2.000 gli incontri B2B con le oltre 1.100 cantine presenti a Slow Wine Fair (per oltre il 60% biologiche o biodinamiche) e le 300 aziende di SANA Food.

La contemporaneità con SANA Food, ha poi creato un collegamento di grande slancio per il mondo Horeca e non solo. La scelta di organizzare Slow Wine Fair e SANA Food su un unico livello, con padiglioni di Bologna Fiere collegati quasi come se fosse un unico ambiente, ha offerto una maggiore fruibilità e passaggio di professionisti e appassionati, offrendo una visione d’insieme su un’offerta gastronomica che integra cibo biologico e bevande artigianali.

Grande risalto anche per la Banca del Vino di Pollenzo: un’area dedicata alle vecchie annate che ha permesso di dare un focus specifico e molto particolareggiato riguardo vini particolari, alcuni dei quali anche piuttosto rari.

Sempre più organizzate e sempre più interessanti le Masterclass e le degustazioni guidate per conoscere vini italiani e internazionali, terroir, vitigni rari e approcci vitivinicoli sostenibili.

La manifestazione è stata anche l’occasione per fare il punto sul presente e sul futuro del biologico italiano durante la settima edizione di Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico, promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e AssoBio, con la cura scientifica di Nomisma e il supporto di ICE-Agenzia.

Diamo i numeri… per lo Slow Wine Fair 2026

Slow Wine Fair e SANA Food 2026 chiudono l’edizione con 16.000 ingressi. Una partecipazione ampia e qualificata, che conferma la crescita nonostante un periodo complesso per il settore del vino. Numerosa la presenza di appassionati – con ingresso dedicato nella giornata di domenica – accanto a operatori del settore che hanno potuto conoscere e degustare una selezione unica di vini espressione del Manifesto del vino buono, pulito e giusto, cogliendo appieno la sinergia tra le due manifestazioni e visitando entrambe.

Lato B2B, oltre 2.000 gli appuntamenti professionali tra cantine e operatori del settore bio e tanti contatti informali con 350 buyer internazionali, selezionati anche grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency (ICE) e alla piattaforma di business matching messa a disposizione da BolognaFiere, che ha permesso ai professionisti di profilare in maniera dettagliata le aziende e le etichette corrispondenti ai loro interessi.

Significativa anche la partecipazione di ristoratori ed enotecari, fondamentali per la diffusione di una cultura del vino attenta alla qualità e alla sostenibilità. A loro è stato dedicato il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, che valorizza l’alleanza strategica tra il mondo della ristorazione – e non solo – e il lavoro delle vignaiole e dei vignaioli impegnati in una produzione responsabile. Le categorie premiate sono state 14, con l’aggiunta, in questa edizione, del riconoscimento alla migliore selezione di caffè.

Le dichiarazioni a fine Slow Wine Fair 2026

“L’esito di questa seconda edizione congiunta di SANA Food e Slow Wine Fair è estremamente positivo, soprattutto per la qualità del pubblico professionale coinvolto. Per tre giorni, BolognaFiere ha dato voce alle migliori espressioni dell’alimentazione biologica, rispettosa della biodiversità e consapevole, costruendo un percorso altamente selezionato – oggi unico in Italia – dedicato al food&wine sostenibile e di qualità. L’affluenza è aumentata in misura significativa, attestandosi a 16.000 visitatori (+6% rispetto all’edizione 2025), e ciò conferma l’interesse concreto di un pubblico altamente qualificato: ristorazione di qualità e collettiva, osti ed enotecari, risto-retail, distribuzione specializzata, importatori e distributori, con una presenza internazionale sempre più rilevante.

Rossano Bozzi, Direttore Business Unit BolognaFiere

“Slow Wine Fair e SANA Food hanno visto come protagonista la rete di produttori e viticoltori di Slow Food. A loro va un grande ringraziamento perché sono un esempio dell’agricoltura che la nostra associazione vuole valorizzare e far conoscere: di qualità, virtuosa, rigenerativa del suolo e attenta al benessere delle persone. Le cantine presenti a Slow Wine Fair e i produttori dei Presìdi e delle reti Slow Food che hanno animato gli spazi di SANA Food sono portatori di valori sociali, ambientali, culturali e identitari. È a partire da queste donne e questi uomini che il settore può innescare una nuova rigenerazione, sociale e ambientale.

La viticoltura, che ha sempre avuto una funzione di traino di tutto il comparto, deve continuare nella crescita umana, culturale, sociale ed economica di tutti coloro che concorrono alla coltivazione dell’uva, siano essi stranieri (il più delle volte), donne o giovani.

In questo cambiamento anche noi cittadini possiamo fare la differenza, compiendo scelte d’acquisto consapevoli e divenendo co-produttori. Possiamo essere protagonisti di una rivoluzione che parte dal basso perché il cibo non è solo prezzo, ma soprattutto valore, e non può essere trattato come una qualsiasi altra merce. Ogni protagonista della filiera agroalimentare è chiamato a giocare il proprio ruolo con rispetto per il vivente tutto e contribuire a un futuro buono pulito e giusto per tutte e tutti”.

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia

a cura di
Andrea Mariano

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di Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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