Taylor Swift torna con “The Life of a Showgirl”

Taylor Swift è tornata il 3 ottobre con “The Life of a Showgirl”: un pop patinato, un autoritratto ispirato alla vita dietro le quinte, o almeno così afferma l’artista

“The Life of a Showgirl”, l’album di Taylor Swift uscito il 3 ottobre 2025, marca un ritorno al pop puro, con la collaborazione esclusiva dei i produttori svedesi Max Martin e Shellback. Il disco, concepito e registrato in Svezia durante le tappe europee dell’Eras Tour 2024, è un autoritratto musicale, ma non solo, pensato per raccontare il dietro le quinte.

L’estetica visiva, fotografata da Mert Alas & Marcus Piggott, è glamour e provocatoria ma anche retrò, ed è appositamente pensata dai fotografi per rappresentare al meglio l’opulenza della golden age del cinema con una buona dose di Las Vegas.

L’album e l’impronta sonora di Martin e Shekkback

L’opera è composta da soli dodici brani che lei stessa ha definito unici:Non usciranno altri brani, altre versioni dell’album. L’album inizia e si conclude con queste 12 tracce“. Il lavoro così composto mescola pop e soft rock con melodie orecchiabili e testi che toccano temi sulla fama e sulle relazioni tutti fortemente caratterizzati dall’impronta sonora di Martin e Shellback.

Ne esce un pop tipicamente “scandinavo”, caratterizzato da un suono lucido e luccicante con ritornelli immediati e una produzione vocale cristallina, riportando lo stile della Swift a un pop sintetico ed energico.

The Life of A Showgirl è un disco pensato per essere radiofonico e accessibile a tutti (non solo ai fan della prima ora), con testi che esplorano in modo introspettivo la fama e lo spettacolo così come l’empowerment, in tutte le sue forme.

I brani

The faith of Ophelia“, primo brano dell’album, è una dichiarazione d’amore più che una canzone. Un brano che racconta in prima persona la sfiducia nei confronti dell’amore e nella possibilità di incontrare qualcuno di giusto da cui essere davvero amati.

Qualcuno che però è arrivato con il nome e le fattezze di Travis Kelce che le permette di abbandonare il destino di Ophelia, a cui lei era ormai rassegnata.

In “Elizabeth Taylor” torna il tema di New York come sinonimo di salvezza dalla sopraffazione di Hollywood. Una metafora, quella di Elizabeth Taylor, usata per esplorare il prezzo della fama, la precarietà dei legami amorosi e la difficoltà di trovare un amore autentico e duraturo sotto i riflettori della celebrità.

Actually Romantic“, che trovo molto carina come sonorità, si riallaccia un po’ alle produzioni precedenti a livello contenutistico, dissando Charlie XCX, che per prima l’ha dissata nel 2024. Forse un po’ troppo rancorosa, ma alla fine il risultato è stato portato a casa in pieno stile Swift.

Anche “CANCELLED!” è curiosamente interessante: invece di raccontare di torti subiti, narra di ingiustizie perpetrate a danno di amici dicendo che è quello che succede quando diventi conosciuto, ma che il lato positivo è quello che almeno sai chi sono i tuoi veri amici, quelli che ti rimangono accanto.

L’album si chiude con la title track “The Life of a Showgirl“, brano che racconta la vita scintillante e complicata di una showgirl, rappresentata dalla figura di “Kitty”. Tra chi la guarda con ammirazione e chi la critica, l’immagine della protagonista Kitty è raccontata tramite il dialogo tra Sabrina Carpenter e la Swift.

Tiriamo le somme

Non sono d’accordo con chi definisce questo album un qualcosa di non riuscito: se voleva risultare un po’ cringe e a tratti anche lost in translation ci è riuscita benissimo. Con questa ammissione qualcosa dentro di me sta morendo.

Ma andiamo con ordine.

Il genere è un pop puro, dalla prima all’ultima traccia rimane costante sia il ritmo che l’intenzionalità. Non c’è da stupirsi se molti Swifties non erano propriamente pronti a 12 tracce così, un po’ tutte sulla stessa linea. Però se un artista non prova a toccare altre fasce di pubblico per paura di non piacere alla vecchia guardia, rimane un po’ ingabbiato.

Quindi ben vengano delle vibes più leggere, musicalmente parlando, s’intende.

Però, però, però… Veniamo a quello che ha generato in me un effetto straniante talmente forte da non capire subito chi o cosa stessi ascoltando.

Non riesco a capire se, l’IA sia stata la protagonista indiscussa della stesura dei testi o se proprio Swift abbia coscientemente deciso di abbassare i propri poetici manierismi lessicali (che la rendevano unica) per sciorinare parole messe una accanto all’altra, come una millennial che vuole utilizzare un linguaggio da Gen Z. Ma che poi miseramente fallisce.

Non amo nemmeno l’aver dissato in maniera completamente gratuita l’ex ragazza di Travis Kelce in “Opalite” parlando di quanto lei stesse al telefono mentre era in compagnia di lui. Taylor è sì famosa per parlare della propria vita privata raccontando anche cose spiacevoli, ma dei propri ex, non della ex di altri. Un po’ di cattivo gusto misto a vibes da adolescente gelosa. Anche meno.

In tutto questo, messaggi che rimandano alla propria ricchezza, al proprio successo e a quanto lei sia triste perché sono proprio questi i motivi per cui (povera) fa fatica a trovare amici veri, in un clima in cui negli Stati Uniti sembra serpeggiare una guerra civile e nel mondo si sta compiendo un genocidio, diciamo che non era proprio il momento di tirarli fuori.

Ognuno fa i conti con la propria realtà, direte voi, non è che dobbiamo smettere di vivere e ridere a causa di quello che succede dall’altra parte del mondo. Ma diciamo che, volendo, il mondo sembra pronto a implodere e lei sembra unicamente vedere la propria bolla di privilegio, che ti sbatte in faccia con una sorta di grandiosa autocelebrazione.

È un cattivo album? No, c’è “Ruin The Friendship” che salva un po’ la situazione e anche “Wood” che, anche se in maniera un po’ cheap, quantomeno descrive quanto sia sessualmente appagata senza tirare in ballo dissing a caso o fare sfoggio di opulenza.

Father Figure” è anche molto interessante. Tra l’ipotesi che il brano tratti della sua ex protetta Olivia Rodrigo e quella di un racconto in terza persona con protagonista un magnate della musica che fa false promesse, io propendo per la seconda.

Forse chi non è un fan della prima ora non capirà appieno tutta questa frustrazione e delusione che si sta generando sui social. Io però un pochino empatizzo con questi Swifties, soprattutto dopo aver visto la sua ultima intervista in cui dice, sorridendo in modo un po’ grottesco, “Nella settimana dell’uscita dell’album, che ne parlino bene o ne parlino male va bene. Comunque mi serve”.

Tracklist
  1. The Fate of Ophelia
  2. Elizabeth Taylor
  3. Opalite
  4. Father Figure
  5. Eldest Daughter
  6. Ruin the Friendship
  7. Actually Romantic
  8. Wish List
  9. Wood
  10. Cancelled!
  11. Honey
  12. The Life of a Showgirl (featuring Sabrina Carpenter)

a cura di
Sara Alice Ceccarelli

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di Sara Alice Ceccarelli

Giornalista iscritta all’ODG Emilia Romagna si laurea in Lettere e Comunicazione e successivamente in Giornalismo e Cultura editoriale presso l’Università di Parma. Nel 2017 consegue poi un Master in Organizzazione e Promozione Eventi Culturali presso l’Università di Bologna e consegue un attestato di Alta Formazione in Social Media Management presso l'Università di Parma. Ama il giallo e il viola, possibilmente assieme e vive in simbiosi con il coinquilino Aurelio (un micetto nero). La sua religione è Star Wars. Che la forza sia con voi.

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