Velluto blu, uno dei capolavori di David Lynch è tornato al cinema in pellicola restaurata 4K. La pellicola chiude la prima parte della rassegna “The Big Dreamer. Il cinema di David Lynch”, nel progetto di distribuzione Il Cinema Ritrovato al cinema.
“‘Blue Velvet’ è una canzone di Bobby Vinton scritta negli anni Cinquanta, che io ho scoperto e amato negli anni Sessanta. Una canzone che mi ha ispirato un certo stato d’animo. Quanto al velluto è un materiale straordinario, sensuale, ricco, pesante… quasi organico” (David Lynch).
Se Cuore Selvaggio era una rappresentazione dell’America nei suoi simbolismi Velluto Blu è il film dove l’arte di David Lynch prende definitivamente forma. Il film si svolge a Lumberton, paesino della Carolina dove la vita sembra serena e pacifica. L’attività principale è la raccolta del legname, mansione celebrata nelle radio locali. Sicuramente un ricordo del regista che passò l’infanzia per i boschi, seguendo il padre ricercatore scientifico per il Dipartimento dell’Agricoltura.
Un orecchio
Ma la serena vita di una famiglia è interrotta dalla paralisi di un uomo. Il figlio, Jeffrey (Kyle MacLachlan), accorre a dare conforto ma, durante un passeggiata scopre nel prato un orecchio umano. Da questo episodio prende il via la vicenda che lo porterà in un mondo oscuro e perverso, lontano dalle rassicuranti visioni della comunità. Sospeso fra desiderio e partecipazione si intrufola in casa e nella vita di Dorothy Vallens (Isabella Rossellini).
La donna è vittima degli impulsi sodamaso di un criminale, Frank Booth (Dennis Hopper) che tiene prigionieri il marito e il figlio costringendola ad avere rapporti con lei. Jeffrey, col supporto amorevole di Sandy (Laura Dern) rimarrà coinvolto nella vicenda cercando di aiutare Dorothy e scoprire le vicende torbide che riguardano Frank Booth.

Uno dei temi che da questo film in poi Lynch approfondirà sarà il binomio che esiste fra sogno e vita reale. Se in Ereashead il protagonista (Jack Nance che compare anche in Velluto Blu come appartenente alla banda di Frank Booth) trova completa consolazione in un mondo parallelo (In Heaven everyting is fine), qui il protagonista affronta il mondo oscuro.
Ma in quel mondo Jeffrey riconosce un arte di se stesso, un’Io nascosto, come a significare che quel male è una serpe che si insinua in tutti noi. Se alla fine cede alle lusinghe di Dorothy, rimane coinvolto in quel gioco di sesso e violenza capisce che lui non ne è immune.
Nessun eroe
E un gioco di luci ed ombre dove non ci sono, alla fine degli eroi. La matrice noir del film è molto evidente. La corruzione della polizia, i depistaggi, alla fine il protagonista rimane da solo ad affrontare un nemico che forse non è lontano da lui. E Lynch è lucido a rappresentare tutti gli aspetti in maniera chiara, sessualità malata, perversione, violenza ma anche fragilità e desiderio di amore. Sotto questo aspetto Lynch si rivela un’indagatore dell’anima, una maestro delle pulsioni interiori e dei desideri ma tutto è visto secondo la sua visione, il suo stile.
E quello stile, come detto in precedenza, prende forma proprio da questo film. Considerato uno dei film più “normali” (insieme a The Elephant Man e Una storia vera) qui Lynch estrapolerà elementi che ritroveremo poi nella serie cult Twin Peaks. Il giovane Jeffrey indagherà ancora ma nei panni dell’agente speciale Dale Cooper. E Kyle MacLachlan e Laura Dern si ritroveranno insieme in auto a rivivere un sogno nella terza stagione della serie (andata in onda nel 2017): che sia forse quel sogno che Sandy descrive a Jeffrey in Velluto blu?
Altro elemento importante che Lynch userà in Twin Peaks è la collaborazione con Angelo Badalamenti. Il titolo del film è legato all’omonima canzone di Bobby Vinton e la sigla inziale vuole essere quasi una trasposizione in minore del brano. L’uso di canzoni del periodo anni ’50 anche qui è una costante del cinema di Lynch. Canzoni che sono testimoni di un periodo di spensieratezza, forse legate al suo passato da ragazzo.
In Velluto Blu una di queste canzoni raggiunge la sua sublimazione: In dreams di Roy Orbison in due scene. La danza divenuta iconica mimata da Dean Stockwell e quella col criminale Frank Booth che ne ripete le parole minacciando Jeffrey. Anche qui la descrizione di un sogno che viene infranto dalla presenza del male e dell’oscurità nascosta.
Conclusioni
In definitiva, Velluto Blu è uno dei film fondamentali per capire l’arte di David Lynch. Viene descritto spesso come regista visionario, ma la sua rappresentazione è quella che difficilmente viene rappresentata. Sono incubi e paure ma anche tenerezza e spinta verso la luce, una rappresentazione della vita stessa vissuta come se fosse un sogno.
a cura di
Beppe Ardito

