Firenze Rocks day 2 – Visarno Arena, Firenze – 13 giugno 2025

Non si è ancora dissolta la magia lasciata dai Guns and Roses che i ragazzi del Firenze Rocks sono già pronti per affrontare un’altra giornata di musica e sudore. Il mentre il termometro sfiora i 35 gradi, alle 15:00 in punto la prima band della giornata sale le tavole del palco dell’Arena

LOCCASIONE

I ragazzi toscani de Loccasione hanno il compito difficile di scaldare un pubblico di questa seconda giornata del Firenze Rocks… che fondamentalmente non è il loro. Tuttavia assolvono egregiamente il loro compito con il loro sound che fonde insieme pop, folk-rock, ska e world music. Il tutto completato con testi ironici e ricchi di doppi sensi. Musica easy listening mentre la gente continua ad entrare.

ATWOOD

Anche il secondo gruppo viene direttamente dall’Italia. Gia vincitori dell’Arezzo Wave, Alice Grupallo (voce) e Daniele Mammola (chitarra) in arte Atwood. Ancora non ci credono di esibirsi su un palco importante come quello del Firenze Rocks. E lo dicono chiaramente. Tuttavia si muovono sicuri in bilico tra synth, alt-rock, pop e post-hardcore.

SOFT PLAY

E mentre le temperature continuano inesorabilmente ad alzarsi, con i Soft Play si inizia a fare sul serio. Prossimi headliner al Coachella Festival. Isaac Holman (voce e batteria) e Laurie Vincent (chitarra voce) portano grande energia. Paladini del punk-rock-metal fino al 2022 si esibivano con l nome di Slave e a tutt’oggi vantano ouverture e collaborazioni con Robbie Williams, Prodigy ed Evanescence.

ENTER SHIKARI

Ore 18,30 l’Arena è quasi piena, il caldo non accenna a diminuire quando irrompono sulla scena gli Enter Shikari. Dinamica rock band britannica capitanata da Lou Reynolds (voce/tastiere), Chris Batten (basso). Rob Rolfe (batteria), Rory Clewlow (chitarra e cori). In attività dal 2007 e con sette album all’attivo. Scatenati ed efficaci nella loro post-hardore, rock-metal con influenze dance.

PUBLIC ENEMY

Inizia a scendere il tramonto su una Visarno Arena. La luce sta cedendo il passo alle prime avvisaglie della sera. Prima dell’arrivo delle star della giornata i Korn. Alle 20,00 in punto arriva il gruppo storico dei Public Enemy. La platea è oramai gremita si fa trascinare dall’ondata tipicamente anni 80 del gruppo americano che si divide tra soul e rap.

KORN

L’attesa né stata lunga. Una caldissima giornata di giugno trascorsa tra musica e sudore. Alle 22 e 15 in punto, come da tabella di marcia, all’improvviso salgono i decibel, le luci impazzite, il ritmo di basso e batteria accompagna il crollo del telo che copre il palco. Compare l’iconica asta a forma di donna del microfono di Jonathan Davis che prontamente la raggiunge per sfoggiare la sua voce possente. I trentamila dell’Arena sembrano impazziti. Signore e signori,: I Korn, e che il sabbah abbia inizio. Ragazzi giovani e giovanissimi si fondono con i fan storici. In mezzo ci stanno due generazioni, forse anche tre. Tra il pubblico nelle prime file anche il “collega” Piero Pelù. Un ora e mezza di concerto, non lunghissimo, ma bello concentrato. Somebody Someone, Twist, Ball Tongue, Shoot and Ladders oltre alla cover One dei Metallica.

Grazie Firenze. Grazie delle emozioni. Intanto questa sera pausa e domenica sera gran finale con i Green Day.

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a cura e foto di
Moris Dallini

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