“DON CHISCIOTTE” è il nuovo brano di LAROSSI, disponibile dal 29 aprile su tutte le piattaforme di streaming digitale. Su The Soundcheck in esclusiva il videoclip.
“Don Chisciotte” è un brano che racconta la lotta interiore tra nostalgia e voglia di rinascita. Con una scrittura cruda e poetica, Larossi trasforma dettagli quotidiani in simboli universali: le tazze rotte, le luci fioche dei lampioni, le notti insonni sul divano diventano frammenti di una storia che tutti, almeno una volta, hanno vissuto sulla propria pelle. In questo pezzo, la cantautrice abbandona l’armatura, rifiutando di combattere battaglie ormai perse: “No, non sarò come Don Chisciotte”.
Non c’è spazio per illusioni romantiche o guerre senza senso, ma una consapevolezza profonda di chi sceglie di lasciar andare e ricominciare, di chi ha imparato che la vera forza sta nel dire basta. Tra immagini evocative e melodie avvolgenti, l’artista dipinge un viaggio emotivo sincero, dove il passato non è più un peso, ma il trampolino per un nuovo inizio. “Vaffanculo, arrivo”, canta con determinazione, trasformando la sua storia personale in un inno alla libertà di essere sé stessi.
«“Don Chisciotte” è questo: un addio senza rimpianti, un passo avanti senza voltarsi indietro. È la consapevolezza che non tutte le guerre meritano di essere combattute e che, a volte, smettere di lottare significa ricominciare a vivere».
Il Videoclip
Nel videoclip di “Don Chisciotte”, Larossi costruisce un racconto visivo che fonde simbolismo e narrazione con una potente estetica. Fin dalle prime inquadrature, i ventilatori richiamano i mulini a vento di Cervantes, ma qui il significato è ribaltato: l’artista non combatte, ma osserva, incarnando la consapevolezza anziché la lotta cieca. Il suo sguardo lucido esplora la realtà e gli ostacoli immaginari che spesso costruiamo, a volte alimentati da sentimenti idealizzati. I fili che la legano diventano simboli di una prigione invisibile: legami, aspettative e pensieri che trattengono, ma anche affetti e amori che, più che liberare, intrappolano.
È la non-libertà che si insinua nel quotidiano. Tuttavia, con un gesto semplice, la cantautrice si slega, segnando l’inizio della sua trasformazione. La giacca con la scritta “Non sarò come Don Chisciotte” diventa un manifesto di rinascita, rifiutando battaglie impossibili e ideali irraggiungibili, scegliendo invece autenticità, presenza e amore consapevole. L’estetica del videoclip, curata da Silvia Di Ninno, stylist e designer di maglieria, gioca un ruolo fondamentale, con fili che amplificano il messaggio di tensione tra ciò che ci imprigiona e il desiderio di libertà. Una visione stilistica che si intreccia perfettamente al concetto, completandolo in modo sartoriale e concettuale.
“Don Chisciotte”, un racconto simbolico e potente
Nel videoclip di “Don Chisciotte”, Larossi costruisce un racconto visivo che fonde simbolismo e narrazione con una potente estetica. Fin dalle prime inquadrature, i ventilatori richiamano i mulini a vento di Cervantes, ma qui il significato è ribaltato: l’artista non combatte, ma osserva, incarnando la consapevolezza anziché la lotta cieca. Il suo sguardo lucido esplora la realtà e gli ostacoli immaginari che spesso costruiamo, a volte alimentati da sentimenti idealizzati. I fili che la legano diventano simboli di una prigione invisibile: legami, aspettative e pensieri che trattengono, ma anche affetti e amori che, più che liberare, intrappolano. È la non-libertà che si insinua nel quotidiano.
Tuttavia, con un gesto semplice, la cantautrice si slega, segnando l’inizio della sua trasformazione. La giacca con la scritta “Non sarò come Don Chisciotte” diventa un manifesto di rinascita, rifiutando battaglie impossibili e ideali irraggiungibili, scegliendo invece autenticità, presenza e amore consapevole. L’estetica del videoclip, curata da Silvia Di Ninno, stylist e designer di maglieria, gioca un ruolo fondamentale, con fili che amplificano il messaggio di tensione tra ciò che ci imprigiona e il desiderio di libertà. Una visione stilistica che si intreccia perfettamente al concetto, completandolo in modo sartoriale e concettuale.
“Quando ho girato questo videoclip, volevo raccontare qualcosa che stavo vivendo davvero: quel momento in cui smetti di combattere contro tutto e inizi a vedere le cose per quello che sono. I ventilatori che si muovono sulla scena davanti a me richiamano i mulini a vento di Don Chisciotte. Non li vedo più come mostri né come nemici. Non li affronto. Li osservo. Li riconosco per ciò che sono. I fili che mi legano, scena dopo scena, sono diventati il simbolo di tutto ciò che ci trattiene senza che ce ne accorgiamo: aspettative, relazioni sbagliate, paure vecchie.
Scioglierli è stato quasi un gesto fisico, liberatorio. Come se stessi davvero lasciando andare qualcosa dentro di me. A volte anche l’amore, se lo si tiene troppo stretto, diventa un nodo. Questo è il racconto di una donna che sceglie di andarsene. Di una donna che sceglie se stessa.
La scritta sulla giacca “Non sarò come Don Chisciotte” è un manifesto personale. Non voglio più inseguire ideali irraggiungibili o combattere battaglie immaginarie. Voglio essere qui, ora. Vivere il presente con lucidità, amore e verità. L’estetica l’ho costruita insieme a Silvia Di Ninno. Ogni filo, ogni dettaglio nei suoi outfit racconta quella tensione sottile tra sentirsi prigionieri e il desiderio di liberarsi. È stato un lavoro autentico, sentito, che parla di trasformazione. Vera”.
Biografia
Larossi (nome d’arte di Barbara Rossi) è una cantautrice toscana che si distingue nel panorama musicale italiano per la sua proposta autentica e priva di etichette. La sua musica fonde rock, indie e altre influenze sonore, creando un linguaggio unico e personale che trascende ogni genere definito. Laureata in Etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Larossi esplora nei suoi testi temi sociali e psicologici, offrendo una riflessione profonda sulla condizione umana e sulla società contemporanea.
Dal 2023 ha dato il via al suo progetto solista, pubblicando singoli come “Mani sudate”, “Cozza vuota” e “Solo 5 minuti”, che hanno suscitato un ampio riscontro. Il quarto singolo, “Don Chisciotte”, segna un’ulteriore evoluzione nel suo percorso artistico.
Nel 2024, Larossi ha continuato a consolidare la sua carriera dal vivo, con numerosi concerti, tra cui quello in apertura a Rose Villain al Moonland Festival. La sua presenza scenica e la sua capacità di comunicare attraverso la musica la rendono una delle voci più genuine e promettenti della scena musicale italiana.
La sua penna è il cuore del suo percorso artistico: ogni canzone è un atto di narrazione intima e potente. Con una scrittura che esplora la psicologia umana, le sue parole risuonano come confessioni sincere, dando voce alle sfide e alle emozioni universali che accomunano ogni ascoltatore.
a cura di
Staff

