Iosonouncane festeggia il decimo compleanno del suo album più popolare, “DIE”, con quattro date (tutte sold out) al Locomotiv club di Bologna accompagnato esclusivamente dalla sua chitarra
Fresco dall’uscita dell’album “Lirica Ucraina”, Iosonouncane ripercorre interamente la sua carriera artistica tralasciando solo i brani strutturalmente più complessi e inadatti alla forma minimale adottata sul palco in questa occasione. Passano in secondo piano, infatti, lavori come “IRA” o “Jalitah” che quasi ci avevano abituati a vedere il cantautore alle prese con i sintetizzatori. Il live parte direttamente dal suo esordio, da “La macarena su Roma” con “Il corpo del reato”, “Summer on a spiaggia affollata” e “Giugno”. Termina, poi, con “Torino pausa pranzo” tramite la quale rivela di aver scoperto la “propria voce”, ormai familiare a tutti i suoi ascoltatori.

Si prosegue con un religioso silenzio da parte del pubblico che non vede l’ora di cantare “Stormi” inducendo alle solite riflessioni sul rapporto del pubblico nazionale e le “hit” ai concerti. Arriva il momento del festeggiato “DIE”: le tracce del disco vengono intervallate da alcuni pezzi tratti dalle ultime pubblicazioni e dal singolo “Novembre”. Tra un pezzo e l’alto, Iosonouncane, per camuffare una chitarra dall’accordatura un po’ostica, dà delle brevissime e gradevoli informazioni sui brani rendendo il “ritmo” della serata serrato e annullando qualsiasi tempo morto.
Nonostante si tratti di un concept album con una disposizione delle tracce funzionale alla narrazione, le varie digressioni non hanno spezzato l’atmosfera che è rimasta vicina a quella del disco. Anche la chiusura, dedicata ad una cover di De Gregori e alla canzone “Sacramento”, appare fatta su misura per un’esibizione che, con la sua semplicità, fa emergere la versione più nuda e intima della scrittura di Iosonouncane. Il concerto di ieri è stata una vera e propria dimostrazione di come dei lavori nati con una certa manifattura, frutto di uno “studio” e dotati di una peculiare qualità di base, possano adattarsi a qualsiasi contesto.
a cura di
Lucia Tamburello

