“Cosa fare da vivi” è il nuovo singolo firmato da Zanna, nome di battaglia di Cosimo Zannelli, che è approdato a una carriera da solista dopo anni con la chitarra al fianco di tanti bei nomi della musica italiana.
“Cosa fare da vivi” è il nuovo singolo è il primo step verso nuovi orizzonti: ecco perché era necessario rivolgergli qualche domanda
Ciao Cosimo e ben tornato. Cosa ci puoi raccontare della tua ultima uscita? E perché proprio due giorni prima della fine del 2023?
Ciao! Posso raccontarvi che è la prima canzone di un nuovo ciclo ed in tal senso, piuttosto che due giorni prima della fine del 2023, mi piace pensare che sia uscita 3 giorni prima dell’inizio del 2024.
Come affronti il processo creativo quando ti sintonizzi su chitarre ed elettronica, come hai fatto con questa canzone?
Questo brano era nato voce e pianoforte, avevo aggiunto solo la chitarre slide…Il provino era suggestivo ma avendo altre ballad in corso mi risultava troppo patetico…E sentivo che poteva avere un’altra energia…Però dovevo toglierlo dalle mie mani o sarei rimasto incastrato nei vizi autoreferenziali. Ho coinvolto Marco Carnesecchi, amico di vecchia data oltre che bravissimo musicista e produttore…Gli ho un po’ descritto il paesaggio sonoro che avevo in mente e lui si è sintonizzato alla perfezione.Sono molto contento del risultato, il brano ha un’energia giocosa e un po’ folle allo stesso tempo.
Come è cambiato il tuo approccio alla musica nel corso degli anni?
C’è un tempo per usare la musica come un mezzo per i tuoi scopi…Ed uno per capire, se sei fortunato, che tu sei il mezzo per i suoi.
Qual è la tua opinione sulla situazione attuale della musica indipendente e dell’industria musicale in generale?
L’ispirazione è sensibilità e spirito, il business è pragmatismo e materia. Quando le due cose si danno la mano la società ne ricava bellezza, quando si danno le spalle ne ricava decadenza.
Chi cerca di trarre solo profitto dall’arte, ignorando le opportunità di bellezza, deve assumersi la responsabilità di tale decadenza.
In che modo la tua musica riflette la tua visione della vita e delle relazioni umane?
In pieno. Nel momento in cui mi sono sentito sempre meno rappresentato dalle dinamiche dominanti ho ritrovato le parole e la visione che avevo subordinato al mestiere di chitarrista.
Cosa ti spinge a continuare a creare musica e ad esplorare nuovi territori artistici?
La musica è il mio mezzo di trasporto, nell’esplorare il mistero dell’esistenza mentre partecipo al gioco della vita…Mi ha scelto lei e finché lo farà cercherò di essere pronto a viaggiare.
a cura di
Sara Alice Ceccarelli

