Roger Waters: cancellato il tour in Polonia

Roger Waters: cancellato il tour in Polonia
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Dopo le controverse dichiarazioni sulla guerra in Ucraina, i concerti in Polonia, previsti in origine per il 21 e il 22 aprile 2023, vengono cancellati

Il “This Is Not a Drill” Tour di Roger Waters registra la schedulazione di una nuova data a Bologna nel 2023. Che il leader dei Pink Floyd non avesse filtri nell’esprimere le sue idee politiche e religiose era cosa ben nota. Tuttavia, le recenti dichiarazioni su Zelensky e la guerra in Ucraina hanno sollevato roventi polemiche, tali da provocare la cancellazione delle date del suo tour di addio in Polonia.

Roger Waters: cancellato il tour in Polonia

E proprio in sostituzione delle date polacche si aggiunge il nuovo concerto di Bologna, in programma venerdì 21 aprile 2023. L’evento, organizzato da D’Alessandro e Galli così come tutto il tour italiano, anticipa di una settimana quelle che sarebbero state le uniche due date alla Unipol Arena (previste per venerdì 28 e sabato 29 aprile). Il ritorno di Waters in Italia è invece atteso per lunedì 27 marzo 2023, con la prima di quattro date al Mediolanum Forum di Assago.

La diatriba inizia lo scorso 4 settembre, quando la first lady ucraina, Olena Zelenska, intervistata dalla BBC, aveva dichiarato che se il sostegno internazionale all’Ucraina fosse stato più massiccio, la crisi sarebbe stata più breve

Dopo aver udito queste parole, Waters pubblica sulla sua pagina di Facebook una lettera aperta indirizzata proprio alla first lady ucraina. Egli esordisce dichiarando la sua indiscussa vicinanza alle famiglie ucraine (ma anche a quelle russe), dubitando però che il sostegno all’Ucraina da parte dell’amministrazione USA possa consistere esclusivamente sull’invio di armi, senza tentare la strada della diplomazia.

[…] Se per “sostegno all’Ucraina” intendi che l’Occidente continui a fornire armi agli eserciti del governo di Kiev, temo che potresti sbagliarti tragicamente. Gettare benzina, sotto forma di armamenti, sul fuoco, non ha mai funzionato per abbreviare una guerra in passato, e non funzionerà ora, soprattutto perché, in questo caso, la maggior parte della benzina viene (a) gettata sul fuoco da Washington DC, che è a una distanza relativamente sicura dall’incendio, e (b) perché i “lanciatori di benzina” hanno già dichiarato interesse che la guerra in corso duri il più a lungo possibile. […]

Fonte: La Fionda

Un attacco della Russia in Ucraina, 25 febbraio 2022

Waters esorta inoltre il presidente ucraino a porre fine alla guerra, mantenendo le promesse sulle quali si era fatto forza alle elezioni del 2019. Queste consisterebbero nel portare la pace nella zona del Donbass, in guerra dal 2014, concedendo una parziale autonomia a Donetsk e Luhansk, ed attuare la seconda parte degli accordi di Minsk.

Secondo Waters, Zelensky non ha dato seguito alle politiche elettorali, poiché in contrasto con alcune fazioni nazionalistiche di Kiev che hanno prevalso sulla volontà popolare. Inoltre, l’accusa è di essersi lasciato manovrare dalle suddette fazioni, le quali hanno attraversato delle linee rosse stabilite e ribadite dalla Russia nel corso degli anni. Le fazioni ultra-nazionalistiche russe hanno di conseguenza acceso la miccia che ha portato all’escalation dello scorso febbraio.

La replica di Zelenska (su Twitter) non si è fatta attendere.

La polemica sembrava essersi chiusa qui, ma in realtà non era che l’inizio di un susseguirsi di schermaglie.

Infatti, le polemiche si erano riaccese alla notizia della cancellazione delle date in Polonia del tour, arrivate come un fulmine a ciel sereno. A fine settembre gli organizzatori polacchi di Live Nation Poland e di Tauron Arena, senza fornire ulteriori spiegazioni, annunciano la cancellazione delle date di Waters.

La testata Billboard afferma che la decisione di annullare le date sia stata presa dallo stesso musicista e dal suo entourage, citando Lukasz Pytko della Tauron Arena (la location designata). Circostanza però successivamente negata dallo stesso Waters. Va precisato che la Polonia è uno dei paesi che ha accusato maggiormente il contraccolpo della guerra in Ucraina, sostenendola in maniera sostanziosa anche con l’invio di armi

E alle dichiarazioni di Waters un consigliere comunale di Cracovia, Lukasz Wantuch, ha esortato i fan a boicottare i concerti del leader dei Pink Floyd. Il quale ha prontamente ribattuto sulla sua pagina Facebook autocitandosi.

HEY! LUKASZ WANTUCH, “LEAVE THEM KIDS ALONE”

Waters accusa Wantuch di censura draconiana. Oltretutto i consiglieri comunali di Cracovia hanno votato lo scorso 28 settembre una risoluzione con la quale si dichiara Waters “persona non gradita” in città.

Lo stesso Wantuch ha però invitato Waters ad accompagnarlo ad una visita in Ucraina per mostrargli la situazione direttamente sul campo. Ha precisato inoltre che la Tauron Arena, nella quale si sarebbe dovuto esibire, è di proprietà comunale. Per cui, a chiunque avesse sostenuto idee lontane dal pensiero maggioritario dei polacchi ne sarebbe stato negato l’utilizzo. Wantuch ha anche aggiunto che l’artista avrebbe potuto esibirsi in una qualsiasi altra struttura privata.

Così, per mettere a tacere le polemiche, Waters ha accolto l’invito di Zelenska, scrivendo una nuova lettera aperta su Facebook, stavolta indirizzata direttamente al presidente russo Vladimir Putin.
U.S. Vice President Joe Biden (L) speaks with Russian Prime Minister Vladimir Putin (R) during their meeting in Moscow, Russia 10 March 2011. Joe Biden is on a three-day visit in Russia. EPA/MAXIM SHIPENKOV

Nella lettera (oltre ad aver espresso gradimento per la risposta di Zelenska, e rivolgendo accuse alla NATO) Waters chiede a Putin se per cessare la guerra sia sufficiente ottenere assicurazioni di tutela per le popolazioni russofone in Crimea, Donetsk e Luhansk. Inoltre, caldeggia un ipotetico tavolo diplomatico con la garanzia di un’Ucraina neutrale e sovrana, disincentivando così l’escalation nucleare.

Ma ormai la frittata è fatta: e così in Polonia il tour di Waters (che ha già preso il via negli Stati Uniti lo scorso 6 luglio) viene cancellato, trasferendo idealmente lo slot vacante a Bologna, con la nuova data del 21 aprile 2023.

Ma la coda della polemica mostra già degli strascichi che non si esauriranno in tempi tanto rapidi.

Infatti il leader creativo dei Pink Floyd non ha perso tempo per rincarare la dose a parti invertite. In un’intervista rilasciata a Rolling Stones lo scorso 6 ottobre, ha rivelato di trovarsi in una lista governativa ucraina di persone da assassinare.

A onor del vero, Waters lo scorso marzo aveva risposto con sincero trasporto alla lettera di una fan ucraina. Nella missiva sostenne la propria incondizionata vicinanza al popolo ucraino, condannando la guerra messa in atto da Putin. Di contro, invita le democrazie liberali a non inviare armi, bensì ad insistere con la diplomazia per porre fine alla guerra.

Waters, da sempre pacifista in senso lato, ha ribadito la totale condanna a tutte le guerre perpetrate da qualsiasi stato, con un’invettiva rivolta in particolare alle precedenti amministrazioni USA.

Cara Alina,

ho letto la tua lettera, sento il tuo dolore, sono disgustato dall’invasione dell’Ucraina da parte di Putin; secondo me è un errore criminale, l’atto di un criminale. Ci deve essere un cessate il fuoco immediato.

Mi rammarico che i governi occidentali stiano alimentando il fuoco che distruggerà il vostro bel paese fornendo armi in Ucraina, invece di impegnarsi nella diplomazia che sarà necessaria per fermare il massacro. Siate certi che se tutti i nostri leader non rifiutano la retorica e si impegnano in negoziati diplomatici, quando i combattimenti saranno finiti resterà ben poco dell’Ucraina. […]

[…] Sono vicino a te, Alina, e a tua madre e a tuo padre e ai tuoi zii e zie e fratelli e sorelle e cugini; ho perso sia mio padre Eric Fletcher Waters che mio nonno George Henry Waters nelle guerre che combattevano i tedeschi. […]

[…] Farò tutto il possibile per contribuire alla fine di questa terribile guerra nel vostro paese; qualunque cosa sia tranne sventolare una bandiera per continuare il massacro. Questo è ciò che vogliono i criminali, vogliono che sventoliamo bandiere. […]

Fonte: Radio Città Aperta

Insomma, il tour di addio di Roger Waters (che sta già registrando i primi sold-out in Italia nelle date del 27, 28 e 29 aprile) ha già fatto parlare di sé. Siamo sicuri che continuerà a farlo e, stavolta, non soltanto per la musica.

a cura di
Emmanuele Olivi

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