“Nirvana”: la fine di una storia d’amore secondo Aiza e Mati

“Nirvana”: la fine di una storia d’amore secondo Aiza e Mati
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Una pizza margherita divisa in due. Un calcio a una lattina di Pepsi. L’hangover del weekend. Il sushi nascosto nella borsa di un all you can eat. Sono questi i frammenti di ricordi che, uniti l’uno con l’altro, compongono Nirvana, il nuovo singolo di Aiza e Mati, uscito venerdì 9 settembre per Ada Music Italy.

Dopo l’esordio con Sempre lunedì (oltre due milioni di streams su Spotify ndr.), l’artista marchigiano ritorna con un brano dal sapore dolceamaro, che racconta di una relazione finita, ripercorrendone i momenti più importanti: dal primo incontro, passando per la spensieratezza iniziale, le uscite in coppia e quelle con gli amici fino alle litigate che ne sanciscono l’inevitabile conclusione. 

Una scrittura diretta, capace di raccontare in modo chiaro la quotidianità, e un sound che pur guardando ad artisti italiani e internazionali del passato, strizza l’occhio al presente. Tutto questo, unito alla sana incoscienza tipica dell’adolescenza, ha portato Aiza, insieme al suo gemello Mati, a sognare con determinazione un percorso nella musica, lontano dalla piccola città natale di Camerino, nelle Marche. La stessa forza con cui il giovane artista marchigiano ha deciso di portare avanti il progetto mantenendo il nome Aiza e Mati, nonostante la scomparsa del fratello.

Riuscirà Nirvana, con il suo carico di affettuosa nostalgia, a diventare la colonna sonora di questa estate 2022 che ormai sta volgendo al termine? Staremo a vedere. Intanto abbiamo deciso di parlare del brano direttamente con il suo autore. 

Ciao Aiza, benvenuto su The Soundcheck. Come stai? 

Ciao grazie per l’intervista, è un periodo molto difficile in cui ci sono ogni giorno un mix infinito di emozioni.

Dove nasce l’idea del tuo ultimo pezzo? 

L’idea di Nirvana è nata quando io e mio fratello abbiamo pensato di fare un brano più spensierato in cui divertirci nel provare a a scrivere nel modo più diretto possibile, nel far arrivare il testo attraverso le immagini di situazione comuni descritte.

A cosa hai fatto più riferimento durante la composizione del brano, all’esperienza personale oppure ai racconti di amici?

Abbiamo spaziato tra esperienze personali e racconti di amici, diciamo che noi descriviamo la nostra situazione, poi chiunque la ascolta può immaginare la sua.

Nirvana è un puzzle fatto di tanti frammenti di ricordi. C’è un ordine preciso con cui hai deciso di raccontarli oppure la spontaneità ha preso il sopravvento?

In realtà si c’è un ordine preciso, se ci si sofferma sul testo si capisce che è quasi uno story telling, comincia col raccontare quello che i protagonisti di questa relazione quasi finita sono ora nel presente, poi si passa a ricordare positivamente quello che erano nel passato, fino al ritornello in cui si ritorna addirittura al primo incontro.

È stato difficile tornare a scrivere musica dopo quello che ti è successo? 

Si è molto difficile tutt’ora, scrivere una canzone è difficilissimo e in questa situazione chiaramente lo è ancora di più, sei avvolto in dei pensieri che sono impossibili da spiegare a parole.

La musica secondo te ti ha aiutato ad affrontare la perdita?

La musica mi aiuta perché mi fa ricordare dei bei momenti ma allo stesso tempo ti rende triste perché sono ricordi colmi di malinconia.

A livello di sound, quali sono stati i tuoi ascolti durante la lavorazione del pezzo?

Con mio fratello dicevamo sempre che questo pezzo è ispirato allo storico duo Carl Brave x Franco 126 e al loro album Polaroid. Il nostro album preferito.

Per concludere: tre parole che possono descrivere al meglio Nirvana.

Tre parole per descrivere Nirvana sono Spensieratezza, Semplicità e Amicizia.

a cura di
Luca Barenghi

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