Eurovision Song Contest 2023: perché sarà il Regno Unito ad ospitarlo

Eurovision Song Contest 2023: perché sarà il Regno Unito ad ospitarlo
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Qualche giorno fa è arrivata la conferma dalla European Broadcasting Union e dalla BBC. È negativo per l’Italia, sarà il Regno Unito ad ospitare il festival di musica internazionale

Sullo sfondo di una Torino pre-estiva, la Kalush Orchestra ha guadagnato la vittoria dell’Eurovision Song Contest con il brano Stefania.

Secondo le regole del contest sarebbe dunque l’Ucraina stessa a dover organizzare la prossima edizione ma come ormai noto, la repubblica guidata da Zelensky è attualmente impossibilitata a causa della sanguinosa guerra agitata dalla Russia di Putin.

Le reti televisive della Regina spiegano che, essendo la Gran Bretagna la seconda classificata al festival grazie a Sam Ryder, l’UK ha diritto ad ospitare il prossimo Eurovision in sostituzione (e a sostegno) dell’Ucraina.

È stata proprio la segretaria di Stato britannica, Nadine Dorries, a comunicare con emozioni contrastanti la novità. La responsabile per la Cultura aveva già twittato a proposito auspicando ad una vicina pace a favore della devastata Ucraina.

In un suo Tweet di febbraio leggiamo infatti:

«Sono lieta di vedere che l’ @Eurovision si stia mobilitanto e abbia cacciato la Russia (dal contest)»

Twitt Nadine Dorries a proposito dell'Eurovision Song Contest

L’emittente ucraina che avrebbe dovuto trasmettere l’evento ha espresso gratitudine per il gesto del Regno Unito attraverso un comunicato del capo del consiglio di amministrazione, Mykola Chernotytskyi.

Dunque i rumor del secondo Eurovision italiano erano completamente infondati?

Vista la situazione critica dell’Ucraina, l’organizzazione dell’Eurovision Song Contest aveva aperto a candidature già prima che si concludesse l’edizione 2022. Gran Bretagna, Italia e Svezia hanno prontamente presentato la loro disonibilità.

Il direttore di Rai Uno ed il sindaco di Torino hanno espresso il loro sostegno continuando tuttavia a sperare in una pace vicina.

Il quartier generale del contest di musica internazionale ha optato, alla fine, per accogliere la richiesta del Regno Unito anche in visione del secondo posto di Sam Ryder.

Caso Rotterdam

Quello del 2023 non è comunque il primo caso di rassetto dell’evento. Proprio due anni fa, l’amministrazione del Festival si era trovata davanti un ostacolo insormontabile: la pandemia da Covid. Il virus aveva infatti costretto ad un cambio di piani poiché Rotterdam, la città che avrebbe poi visto trionfare i nostri Måneskin, era impegnata a combattere la crisi dei contagi. La città olandese aveva infatti deciso di annullare l’evento nel 2020 promettendo, però, l’ospitalità non appena stabilizzata la crisi sanitaria.

Sebbene con un letteralmente straordinario anno di ritardo, l’Eurovision Song Contest 2022 ha riacceso la speranza di milioni di europei (e non) in una vera e propria renaissance. Il pubblico che gridava a voce piena Zitti e buoni rappresentava una richiesta di vita e libertà in sicurezza dopo l’anno passato a combattere la piaga del virus.

La musica così come qualsiasi altra forma d’arte risente degli avvenimenti contemporanei e ne influenza il decorso. È proprio su delle note musicali e sotto la bandiera multicolore della pace che il prossimo anno, il Regno Unito chiederà giustizia per la carneficina di Putin.

a cura di
Enzo Celani

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